strawberry fields forever

(lennon/mccartney)
durata 04:06
sib maggiore

Testo

Let me take you down
'Cause I'm going to Strawberry Fields
Nothing is real
And nothing to get hungabout
Strawberry Fields forever

Living is easy with eyes closed
Misunderstanding all you see
It's getting hard to be someone
But it all works out
It doesn't matter much to me

Let me take you down
'Cause I'm going to Strawberry Fields
Nothing is real
And nothing to get hungabout
Strawberry Fields forever

No one I think is in my tree
I mean it must be high or low
That is you can't, you know, tune in
But it's all right
That is I think it's not too bad

Let me take you down
'Cause I'm going to Strawberry Fields
Nothing is real
And nothing to get hungabout
Strawberry Fields forever

Always, no sometimes, think it's me
But you know I know when it's a dream
I think a "no", I mean a "yes"
But it's all wrong
That is I think I disagree

Let me take you down
'Cause I'm going to Strawberry Fields
Nothing is real
And nothing to get hung about
Strawberry Fields forever
Strawberry Fields forever
Strawberry Fields forever

Campi di fragole per sempre

Lascia che ti porti con me
Perchè sto andando a campi di fragole
Niente è reale
E niente per cui stare in attesa
Campi di fragole per sempre

È facile vivere con gli occhi chiusi
Fraintendendo quello che vedi
Sta diventando difficile essere qualcuno
Ma tutto si risolve
Non me ne importa poi molto

Lascia che ti porti con me
Perchè sto andando a campi di fragole
Niente è reale
E niente per cui stare in attesa
Campi di fragole per sempre

Penso che nessuno sia nel mio albero
Voglio dire che dev'essere alto o basso
Cioè, non puoi sai matterti in sintonia
Ma va tutto bene
Cioè penso che non vada troppo male

Lascia che ti porti con me
Perchè sto andando a campi di fragole
Niente è reale
E niente per cui stare in attesa
Campi di fragole per sempre

Sempre, no a volte, penso di essere io
Ma tu sai che io so quando è un sogno
Penso un "no" voglio dire un "sì"
Ma è tutto sbagliato
Cioè credo di non essere d'accordo

Lascia che ti porti con me
Perchè sto andando a campi di fragole
Niente è reale
E niente per cui stare in attesa
Campi di fragole per sempre
Campi di fragole per sempre
Campi di fragole per sempre

Accordi

[F] [F7] [Gm] [F] [Eb] [Bb]

[Bb]Let me take you down
'Cause I'm going [Fm7]to Strawberry Fields [G7]
Nothing is real
And [Eb]nothing to get [G7]hungabout
[Eb]Strawberry Fields for[Bb]ever

[F]Living is [Fmaj7]easy with [F7]eyes closed
[Gm]Misunder[Gm/F]standing all you [Eb]see
[Eb]It's getting [F]hard to be some[Bb]one
But it all works [Gm]out
[Eb]It doesn't [F]matter much to [Eb]me

[Bb]Let me take you down
'Cause I'm going [Fm7]to Strawberry Fields [G7]
Nothing is real
And [Eb]nothing to get [G7]hungabout
[Eb]Strawberry Fields for[Bb]ever

[F]No one I [Fmaj7]think is in [F7]my tree
[Gm]I mean it [Gm/F]must be high or [Eb]low
[Eb]That is you [F]can't, you know, tune [Bb]in
But it's all [Gm]right
[Eb]That is I [F]think it's not too [Eb]bad

[Bb]Let me take you down
'Cause I'm going [Fm7]to Strawberry Fields [G7]
Nothing is real
And [Eb]nothing to get [G7]hungabout
[Eb]Strawberry Fields for[Bb]ever

[F]Always, no [Fmaj7]sometimes, think [F7]it's me
[Gm]But you know I [Gm/F]know when it's a [Eb]dream
[Eb]I think a [F]"no", I mean a [Bb]"yes"
But it's all [Gm]wrong
[Eb]That is I [F]think I disa[Bb]gree

[Bb]Let me take you down
'Cause I'm going [Fm7]to Strawberry Fields [G7]
Nothing is real
And [Eb]nothing to get [G7]hungabout
[Eb]Strawberry Fields for[Bb]ever
[Eb]Strawberry Fields for[Bb]ever
[Eb]Strawberry [F]Fields for[Eb]ever [Bb] [Bb/A] [Bb]

Registrazione

giovedì 24.11.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 1
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
base ritmica + sovraincisioni

lunedì 28.11.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 2-4
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
altre basi ritmiche + sovraincisioni

martedì 29.11.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 5-6 + riduzione 6 nel 7
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
altre basi ritmiche + sovraincisioni

giovedì 08.12.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 9-24 (non esistono i nastri 8 e 19)
produttore: Dave Harries /George Martin
primo fonico: Dave Harries /Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
rifacimento: basi ritmica e sovraincisioni. Harries sostituì a inizio serata Martin ed Emerick che erano andati alla prima del film di Little Richard Finders Keepers

venerdì 09.12.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 25 (ottenuto dal montaggio dei nastri 9 e 24)
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
sovraincisioni batteria e percussioni, svarmandal

giovedì 15.12.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 25 e 26 (ottenuto dalla riduzione del 25)
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
sovraincisione archi e ottoni

mercoledì 21.12.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 26
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
sovraincisione nuova voce John e piano

Mixaggio

lunedì 28.11.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 4
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
remix provvisori 1-3

martedì 29.11.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 7
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
altri remix provvisori, numerati ancora 1-3

venerdì 09.12.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 25
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
remix 4, provvisorio

giovedì 15.12.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 26
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
remix 5-9, provvisori

giovedì 22.12.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 7 e 26
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
remix 10 del nastro 7 e remix 11 del 26 + il famoso montaggio dei 2

giovedì 29.12.1966 @ Abbey Road Studio 3
nastri: 7 e 26
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
stesso procedimento effettuato per il mix mono del 22/12, ottenuto con un remix del nastro 7 e due del 26 poi montati insieme

Review

Nonostante il loro successo continuasse a crescere, i Beatles erano in una fase critica verso la seconda metà del 1966. Revolver era stato salutato con entusiasmo, ma il resto delle avventure beatlesiane erano state meno felici. All'inizio di luglio, i Fab Four scatenarono l'ira di Imelda Marcos, first lady delle Filippine, snobbando il suo invito e arrivando a temere per la propria incolumità. Tre settimane più tardi, l'incauto commento di Lennon (i Beatles sono più popolari di Gesù Cristo) aveva scatenato feroci polemiche e pubblici roghi di loro dischi negli Stati Uniti.

A causa di quest'ultimo incidente, il loro tour americano, conclusosi a Candlestick Park il 29 agosto e rivelatosi poi l'ultimo della band, fu ancora più stressante del solito, anche perchè i Beatles, già costretti a suonare in condizioni inadatte e sommersi dallo strepitio del pubblico femminile, non potevano - per ovvie questioni tecniche - eseguire le canzoni di Revolver.

I più insofferenti nei confronti di questa situazione erano Lennon e Harrison. George minacciò di lasciare il gruppo e di fatto contribuirà assai poco ai lavori sui successivi Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band e Magical Mystery Tour, prima di iniziare a sfornare canzoni straordinarie negli ultimi 2 anni di attività dei Beatles. John, sempre più distante dalla moglie Cynthia e ormai dedito a tempo pieno alle droghe, si trovava in una situazione simile - ma peggiore - a quella vissuta ai tempi di Help!

Forse per scappare a questa situazione, accettò l'invito di Richard Lester (regista dei primi due film dei Beatles) di interpretare il ruolo del soldato Gripweed nel film antimilitarista How I Won The War. Le riprese si tennero ad Almeria, Spagna, e Lennon, che si annoiava moltissimo nelle pause di lavorazione (Ringo, impietosito, lo andò a trovare per fargli compagnia) iniziò a scrivere quella il brano iniziato come It's Not Too Bad, che diventerà poi Strawberry Fields Forever.

All'inizio, il tema era la solitudine intellettuale di Lennon (No one on my wavelength/I mean, it's either too high or too low, Nessuno è sulla mia lunghezza d'onda/Voglio dire, dev'essere alta o bassa). L'evoluzione della canzone, ben mostrata poi dall'Anthology, mostra due linee guida fondamentali per il completamento: (1) la nostaglia per l'infanzia come età aproblematica, uno dei leitmotiv della psichedelia degli anni '60 e (2) il titubante, incerto tono del testo che porterà maggiore oscurità ai versi (ad esempio il verso sopracitato diventerà un più criptico "no one I think is in my tree).

Come in molte delle migliori composizioni di Lennon, la musica veicola magistralmente lo stato d'animo del testo, esprimendo sia l'esitante insicurezza del protagonista, sia il sognante incanto di Strawberry Fields, che nella realtà era un orfanotrofio vicino alla casa in cui viveva Lennon, nei cui giardini giocava durante la sua infanzia.

Nelle 55 ore di lavoro in studio sul brano (un tempo che all'epoca pochi artisti spendevano per registrare un intero LP!), i Beatles incisero due versioni che ottennero la momentanea approvazione di Lennon: una, più leggera, evocava meglio la spensierata serenità dell'infanzia, la seconda, più oscura, rifletteva meglio l'inquietudine della maturità. Lennon chiese quindi a George Martin di unire queste due versioni, sebbene fossero registrate a velocità e in tonalità differenti.

Letteralmente armati soltanto di forbici, rallentando da una parte e accelerando dall'altra, Martin e Geoff Emerick riuscirono nell'impresa: un capolavoro di edizione che da solo dovrebbe valere a entrambi imperitura gloria. Il contributo di Martin è notevole anche nell'arrangiamento, per il quale Lennon dovette essere anche riconoscente a McCartney che esegue una semplice ma ingegnosa ed efficace parte di Mellotron (che qui fa la sua prima apparizione in una canzone dei Beatles).

Il filmato promozionale di Strawberry Fields Forever, girato il 30 e 31 gennaio 1967 dal regista svedese Peter Goldman fu a sua volta un grande successo. Pionieristico per l'epoca, con rallenty e brutali tagli e cambi di sequenza, è stato inserito dal MoMa nei più influenti video musicali degli anni '60.

Brian Wilson, leader dei Beach Boys, ricorda la prima volta che sentì la canzone, mentre era in macchina. Si fermò e alla fine disse che i Beatles che i Beatles avevano raggiunto il suono che i Beach Boys stavano ancora inseguendo, causando gran parte (il colpo di grazia sarà Sgt. Pepper's) dell'esaurimento creativo da cui Wilson non si riprenderà più.

Costituendo uno dei più alti risultati - se non il più alto in assoluto - mai raggiunto da Lennon come compositore, Strawberry Fields Forever è un capolavoro di straordinaria bellezza ed ineguagliabile forza espressiva. È pertanto un segno innegabile dell'irrepetibilità della grandezza dei Beatles che l'unico artista al mondo che potesse tentare di reggere il confronto sullo stesso terreno era proprio Paul McCartney, che risponderà, e in tempi brevissimi, con la sua Penny Lane.

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