the inner light

(harrison)
durata 02:34
mib maggiore

Testo

Without going out of my door
I can know all things of earth
Without looking out of my window
I could know the ways of heaven

The farther one travels
The less one knows
The less one really knows

Without going out of your door
You can know all things of earth
With out looking out of your window
You could know the ways of heaven

The farther one travels
The less one knows
The less one really knows

Arrive without travelling
See all without looking
Do all without doing

La luce interiore

Senza uscire di casa
Posso conoscere tutte le cose della terra
Senza guardare fuori dalla finestra
Potrei conoscere le vie del cielo

Più lontano si viaggia
Meno si conosce
Meno si conosce veramente

Senza uscire di casa
Puoi conoscere tutte le cose della terra
Senza guardare fuori dalla finestra
Potresti conoscere le vie del cielo

Più lontano si viaggia
Meno si conosce
Meno si conosce veramente

Arriva senza viaggiare
Vedi tutto senza guardare
Fai tutto senza fare

Accordi

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Registrazione

venerdì 12.01.1968 @ EMI Recording Studio, Bombay
nastri: 1-5
produttore: George Harrison
primo fonico: J.P. Sen /S.N. Gupta
base ritmica con musicisti indiana. George era a Bombay per registrare la colonna sonora, da lui composta, del film Wonderwall

martedì 06.02.1968 @ Abbey Road Studio 1
nastri: copia del nastro 5, numerato 6
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Jerry Boys
sovraincisione voce George

giovedì 08.02.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 6
produttore: George Martin
primo fonico: Ken Scott
secondo fonico: Richard Lush
sovraincisione cori John e Paul

Mixaggio

martedì 06.02.1968 @ Abbey Road Studio 1
nastri: 6
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Jerry Boys
remix 1, provvisorio

giovedì 08.02.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 6
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Ken Scott
secondo fonico: Richard Lush
remix 2-4

martedì 27.01.1970 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 6
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Peter Bown /Jeff Jarratt
secondo fonico: John Barrett
remix 1, realizzato "per usi futuri"

Review

Molto appropriatamente, una delle canzoni pubblicate durante l'assenza dei Beatles a causa del loro viaggio in India è un brano di Harrison dal forte sapore indiano, il terzo ed ultimo a basarsi principalmente su strumenti non convenzionali, dopo Love You To e Within You Without You.

Sia l'origine del testo, sia le modalità di registrazione della musica sono interessanti. Il 29 settembre e il 4 ottobre 1967, John e George avevano partecipato a The Frost Programme, trasmesso dalla BBC, per parlare di meditazione trascendentale. Tra gli ospiti c'era anche uno studioso di sanscrito dell'università di Cambridge, Juan Mascarò, che in seguito scrisse ad Harrison, inviandogli una copia del suo libro Lamps Of Fire e chiedendogli se non sarebbe stato interessante mettere in musica alcuni passaggi del Tao Te Ching (noto anche come il Classico della via e della virtù). "Ad esempio" - suggeriva la lettera - "il capitolo 48 a pagina 66". George acconsentì (anche se i versi da cui prese spunto appartengono, in altre versioni del volume, al capitolo 47), apportando solo minime variazioni "per rendere il testo più universale ed evitare malintesi".

All'inizio del gennaio '68 Harrison volò a Bombay per registrare, negli studi EMI locali insieme a musicisti del luogo, la colonna sonora del film Wonderwall (diretto da Joe Massot nello stesso anno). In due soli giorni di lavoro il lavoro era completo, e George avanzò anche un po' di tempo per incidere alcune esecuzioni strumentali per eventuali usi futuri. Una di queste era la base di The Inner Light.

Quando gli altri Beatles la ascoltarono, rimasero unanimemente stupiti dalla bellezza della melodia, e invitarono calorosamente George a completare l'opera. Dopo alcune perplessità, dovute all'alta intonazione della voce solista, egli incise la sua splendida parte vocale, cui John e Paul, due giorni più tardi, aggiunsero delle delicate armonie vocali.

Raggiungendo il numero 96 della classifica di Billboard, The Inner Light è probabilmente il pezzo etnico più estremo ad aver raggiunto la top 100; tuttavia il risultato, per un singolo dei Beatles, è meno che mediocre. Forse ispirati dagli alti valori trasmessi loro dal Maharishi Mahesh Yogi, i Beatles per una volta si disinteressarono delle classifiche, dato che altri brani dal potenziale commerciale certamente superiore erano disponibili (Across The Universe ed Hey Bulldog). Questo valse ad Harrison la sua prima apparizione come compositore su un 45 giri del gruppo e ai fan di allora ed oggi uno dei brani minori più unici e suggestivi dell'intera discografia beatlesiana.

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