blue jay way

(harrison)
durata 03:54
do maggiore

Testo

There's a fog upon L.A.
And my friends have lost their way
We'll be over soon they said
Now they've lost themselves instead

Please don't be long
Please don't you be very long
Please don't be long
Or I may be asleep

Well it only goes to show
And I told them where to go
Ask a policeman on the street
There's so many there to meet

Please don't be long
Please don't you be very long
Please don't be long
Or I may be asleep

Now it's past my bed I know
And I'd really like to go
Soon will be the break of day
Sitting here in Blue Jay Way

Please don't be long
Please don't you be very long
Please don't be long
Or I may be asleep
Please don't be long
Please don't you be very long
Please don't be long
Please don't be long
Please don't you be very long
Please don't be long
Please don't be long
Please don't you be very long
Please don't be long
Don't be long
Don't be long
Don't be long
Don't be long
Don't be long
Don't be long
Don't be long

Blue Jay Way

C'è la nebbia su L.A.
E i miei amici hanno perso la strada
Saremo lì presto hanno detto
Ora invece si sono persi

Per favore non fate tardi
Per favore non fate molto tardi
Per favore non fate tardi
O può darsi che io dorma

Bene, come volevasi dimostrare
E gli ho detto dove andare
Chiedere a un poliziotto per strada
Se ne incontrano tanti lì

Per favore non fate tardi
Per favore non fate molto tardi
Per favore non fate tardi
O può darsi che io dorma

Dovrei essere a letto da un pezzo
E ci vorrei proprio andare
Presto spunterà l'alba
Qui seduto in Blue Jay Way

Per favore non fate tardi
Per favore non fate molto tardi
Per favore non fate tardi
O può darsi che io dorma
Per favore non fate tardi
Per favore non fate molto tardi
Per favore non fate tardi
Per favore non fate tardi
Per favore non fate molto tardi
Per favore non fate tardi
Per favore non fate tardi
Per favore non fate molto tardi
Per favore non fate tardi
Non fate tardi
Non fate tardi
Non fate tardi
Non fate tardi
Non fate tardi
Non fate tardi
Non fate tardi

Accordi

[C] [C6] [Cmaj7] x2
[Cmay7add9] [C] [Cmaj7] [C] [Cdim]

There's a fog upon [C]L.A. [Cdim]
And my friends have lost their [C]way
[Cdim]We'll be over soon they [C]said
[Cdim]Now they've lost themselves in[C]stead

[C6]Please [Cmaj7]don't [C]be [Cmaj7]long
[C6]Please [Cmaj7]don't [Cmay7add9]you [C]be very [Cmaj7]long
Please don't be long
[C6]Or [C]I [Cmaj7]may [C6]be [C]a[C5b]sle[C]ep

[Cdim]Well it only goes to [C]show
[Cdim]And I told them where to [C]go
[Cdim]Ask a policeman on the stre[C]et
[Cdim]There's so many there to [C]meet

[C6]Please [Cmaj7]don't [C]be [Cmaj7]long
[C6]Please [Cmaj7]don't [Cmay7add9]you [C]be very [Cmaj7]long
Please don't be long
[C6]Or [C]I [Cmaj7]may [C6]be [C]a[C5b]sle[C]ep

[Cdim]Now it's past my bed I [C]know
[Cdim]And I'd really like to [C]go
[Cdim]Soon will be the break of [C]day
[Cdim]Sitting here in Blue Jay [C]Way

[C6]Please [Cmaj7]don't [C]be [Cmaj7]long
[C6]Please [Cmaj7]don't [Cmay7add9]you [C]be very [Cmaj7]long
Please don't be long
[C6]Or [C]I [Cmaj7]may [C6]be [C]a[C5b]sle[C]ep
[C6]Please [Cmaj7]don't [C]be [Cmaj7]long
[C6]Please [Cmaj7]don't [Cmay7add9]you [C]be very [Cmaj7]long
Please don't be long
Please don't you be very [Cmaj7]long
Please don't be long
Please don't be long
[C6]Please don't be [Cmaj7]long
[C]Don't be long
Don't be long
Don't be long
Don't be long
Don't be long
Don't be long
Don't be long

Registrazione

mercoledì 06.09.1967 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 1
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Ken Scott
base ritmica di organo, basso e batteria

giovedì 07.09.1967 @ Abbey Road Studio 2
nastri: riduzione 1 nel 2, sovraincisioni sul 2, riduzione 2 nel 3, sovraincisioni sul 3
produttore: George Martin
primo fonico: Peter Vince
secondo fonico: Ken Scott
sovraincisione voce solista e cori

venerdì 06.10.1967 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 3
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
sovraincisione violoncello e tamburello

Mixaggio

giovedì 12.10.1967 @ De Lane Lea Recording Studios, Londra
nastri: 3
mix: mono
produttore: John Lennon
primo fonico: Ken Scott
secondo fonico: Richard Lush
sotto la produzione di John Lennon (!) e in assenza di George Martin, remix provvisori 2-9 + montaggio dei remix 6 e 9

martedì 07.11.1967 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 3
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Ken Scott
secondo fonico: Peter Mew
remix 1-2 + tentativo di montaggio subito abbandonato in vista di un rifacimento, effettuatato la notte dell stesso giorno nello studio 1

martedì 07.11.1967 @ Abbey Road Studio 1
nastri: 3
mix: mono & stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Graham Kirby
insoddisfatti del precedente remix stereo, Martin ricominciò da zero con il remix mono; effettuò 9 remix (numerati 20-28) e scelse poi il 27; subito dopo, 3 remix stereo (numerati 10-12) conclusero le faticose operazioni sul brano

Review

Dopo l'imbattuto record di Revolver, cui aveva contribuito con ben tre canzoni su 14 e almeno un paio di parti di chitarra davvero notevoli, Harrison diede una piccola delusione ai suoi fans componendo un solo brano - per quanto unico e suggestivo - per il successivo Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, un disco cui il chitarrista dei Beatles partecipa con ben pochi interventi memorabili.

Magical Mystery Tour non fu la sua riscossa. Il solo brano che porta la sua firma è un monotono esercizio in stile indiano che si mantiene per 4 lunghi minuti sull'accordo di Do Maggiore, di scarso interesse rispetto agli altri brani dell'EP, e più ancora a quelli dell'edizione LP (che ha oltretutto la colpa di invertire la sequenza dei brani, collocando, molto inopportunamente, Blue Jay Way dopo la similmente uniforme Flying).

Va rimarcato che la canzone è un successo assoluto nella misura in cui riesce ad esprimere la situazione e lo stato d'animo che la ispirarono. Il primo agosto del 1967 George si trovava a Los Angeles con la moglie Pattie, l'amico e assistente Neil Aspinall e il famigerato amico-inventore del gruppo, il "magico" Alexis Mardas. I quattro erano in vacanza in California e avevano noleggiato una casa a Blue Jay Way, di proprietà del manager di Peggy Lee.

Derek Taylor, l'addetto stampa dei Beatles, avrebbe dovuto raggiungerli in serata, e quando telefonò per avvisare che era in ritardo, George gli spiegò sommariamente come raggiungere l'abitazione.

Sfortunatamente la serata era nebbiosa, e Blue Jay Way, una piccola e tortuosa strada sulle colline hollywoodiane, si rivelò una ricerca labirintica per Taylor. Inoltre, come spesso capita nei quartieri residenziali, egli non trovò anima viva a cui chiedere indicazioni, come invece aveva sperato nella conversazione telefonica con Harrison (ask a policeman on the street).

Per quanto stanco dal viaggio, George decise comunque di attendere alzato l'arrivo dell'amico e collaboratore, ma il tempo passava e Taylor non si vedeva. A un certo punto Harrison notò un piccolo organo Hammond in un angolo, e, più che altro per tenersi sveglio, iniziò a scrivere una lamentosa implorazione, che, con le sue 28 ripetizioni del verso "non fate tardi", non lascia dubbi su quanto egli volesse andare a letto - e nemmeno sulla sua sincera amicizia nei confronti di Taylor.

Il film enfatizza l'andamento esotico e psichedelico della canzone, con Harrison, seduto alla maniera indiana ed esoticamente agghindato, che esegue la canzone mentre la sua immagine si rifrange in un caleidoscopico vortice di effetti visuali oggi buffamente obsoleti.

Arrangiata con profusione di effetti sonori, tom tom accordati lentissimi, nastri al contrario e trucchi di studio (in questo senso Lewisohn la definisce "la Strawberry Fields Forever di Harrison"), Blue Jay Way è un capolavoro psichedelico: ricrea effettivamente in musica sia la rarefatta atmosfera della nebbia, sia l'insofferenza per l'attesa. Purtroppo, come scrisse McDonald, esprime fin troppo bene la noia che la ispirò, riversandola sull'ascoltatore e confinando il pezzo, come Revolution 9 e Helter Skelter, nel gruppo dei brani più riusciti sotto il punto di vista concettuale che per la capacità di dare piacere ed emozioni a chi li ascolta.

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