long tall sally

(johnson/penniman/blackwell)
durata 02:01
sol maggiore

Testo

I'm gonna tell Aunt Mary 'bout Uncle John
He said he had the misery but he got a lot of fun, oh baby
Yeah, now baby
Ooh baby, some fun tonight

I saw Uncle John with Long Tall Sally
He saw Aunt Mary comin' and he ducked back in the alley, oh baby
Yeah, now baby
Ooh baby, some fun tonight

Well Long Tall Sally's built pretty sweet
She got everything that Uncle John need, oh baby
Yeah, now baby
Ooh baby, some fun tonight

Well, we're gonna have some fun tonight
Have some fun tonight
Everything's all right
Have some fun tonight
Have some fun
Yeah, yeah, yeah
We're gonna have some fun tonight
Have some fun tonight
Everything's all right
Have some fun tonight
Yeah, we'll have some fun
Some fun tonight

La spilungona Sally

Racconterò a zia Mary di zio John
Ha detto che è malato ma si è divertito un mondo, oh piccola
Sì, ora piccola
Oh, piccola, un bel po' di divertimento stanotte

Ho visto zio John con quella spilungona di Sally
Ha visto zia Mary ed è scappato dietro nel vicolo, oh piccola
Sì, ora piccola
Oh, piccola, un bel po' di divertimento stanotte

Beh, quella spilungona di Sally ha proprio un bel corpo
Ha tutto quello di cui zio John ha bisogno, oh piccola
Sì, ora piccola
Oh, piccola, un bel po' di divertimento stanotte

Bene, stanotte ci divertiamo
Stanotte ci divertiamo
Va tutto bene
Stanotte ci divertiamo
Ci divertiamo
Si, si, si
Stanotte ci divertiamo
Stanotte ci divertiamo
Va tutto bene
Stanotte ci divertiamo
Si, ci divertiamo
Stanotte ci divertiamo

Accordi

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Registrazione

domenica 01.03.1964 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 1
produttore: George Martin
primo fonico: Norman Smith
secondo fonico: Richard Langham
registrazione completa, dal vivo e senza sovraincisioni. era la prima volta che i Beatles registravano di domenica

Mixaggio

martedì 10.03.1964 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 1
mix: mono & stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Norman Smith
remix provvisori

giovedì 04.06.1964 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 1
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Norman Smith
secondo fonico: Richard Langham
remix definitivo per la pubblicazione dell'EP omonimo

lunedì 22.06.1964 @ Abbey Road Studio 1
nastri: 1
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Norman Smith
secondo fonico: Geoff Emerick
remix stereo per gli USA

Review

Forse la più grande interpretazione vocale di Paul McCartney, e di certo una delle più notevoli di sempre, Long Tall Sally era un pezzo ben noto al fortunato pubblico dei concerti dei Beatles, ma nella discografia originale del gruppo è relegata ad un EP, sebbene il primo costituito da materiale non pubblicato altrove.

Questa impressionante dimostrazione di potenza e sensibilità vocale di McCartney è spesso considerata una sorta di risposta all'altrettanto straordinaria esecuzione di Twist And Shout ad opera di Lennon. Come l'interpretazione di John, anche quella di Paul è catturata in un unico tentativo, senza sovraincisioni nè ripensamenti. Il gruppo sostiene magnificamente la voce solista di McCartney, fornendo un accompagnamento aggressivamente incalzante, ma ricco di tocchi caratteristici. 

Dove McCartney si supera è nell'affrontare il brano con un'evidente quanto ben riposta fiducia in se stesso, che lo spinge non solo a confrontarsi con uno dei più acclamati successi del suo mentore, (19 settimane consecutive nella top six di R&B, facendo capolino addirittura nella classifica pop), ma a spostare ancora più oltre l'ostacolo, scegliendo di alzare l'intonazione di un tono rispetto alla già acutissima versione originale.

Il risultato di questa scelta consiste in un'interpretazione più gridata rispetto a quella di Little Richard, che invece mescola con consumata maestria eccitazione e tecnica; ma se in questo modo Richard ammalia l'ascoltatore con il proprio incredibile talento, i Beatles lo trascinano invece in un turbine sonoro al quale è impossibile restare indifferenti.

Pubblicata nel '56, sull'onda del successo di Tutti Frutti, Long Tall Sally era un pezzo straordinariamente spinto per la sua epoca, sebbene scaturito da circostanze casuali (i primi versi, scritti da una ragazzina - Enotris Johnson - che voleva in questo modo guadagnare i soldi per pagare le cure a una zia malata, vennero passati a Robert Blackwell da un influente Disc Jockey: per non scontentarlo, Blackwell accettò di lavorare al brano insieme a Little Richard), ma divenne il più grande successo di sempre per la Specialty, l'etichetta di Little Richard e di un altro eroe giovanile dei Beatles, Larry Williams. Nel 2004 Rolling Stone le assegnò il 56esimo posto nella classifica delle 500 più grandi canzoni di tutti i tempi.

La canzone era inizialmente destinata al film e all'album A Hard Day's Night, e, sebbene la sua esclusione fu dettata principalmente dalla più che condivisibile scelta di utilizzare solo brani originali, fu comunque un peccato che questo incredibile pezzo di bravura di Paul e dei Beatles non abbia ricevuto la visibilità che avrebbe meritato. Questa sfortunata coincidenza ha contribuito probabilmente più di ogni altra alla nascita della diffusa (e fallace) convinzione che all'interno del gruppo John fosse il "rocker" e Paul il "melodico".

Considerato il numero e il valore degli artisti che nel corso degli anni hanno affrontato questa difficile canzone (tra gli altri Elvis Presley, Kinks, Jerry Lee Lewis, Wings, Scorpions e Blind Guardian) è difficile dire se la versione dei Beatles sia in assoluto la migliore. Di certo però nessuna, nè prima nè dopo, è mai riuscita ad eguagliare la potenza racchiusa in questi 120 secondi letteralmente incandescenti.

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