i call your name

(lennon/mccartney)
durata 02:07
mi maggiore

Testo

I call your name
But you're not there
Was I to blame for being unfair
Oh I can't sleep at night
Since you've been gone
I never weep at night
I can't go on

Well don't you know I can't take it
I don't know who can
I'm not going to make it
I'm not that kind of man

Oh I can't sleep at night
But just the same
I never weep at night
I call your name

Don't you know I can't take it
I don't know who can
I'm not going to make it
I'm not that kind of man

Oh I can't sleep at night
But just the same
I never weep at night
I call your name
I call your name
I call your name

Chiamo il tuo nome

Chiamo il tuo nome
Ma tu non sei qui
Ero da rimproverare
Perchè ero ingiusto?
Oh, non riesco a dormire di notte
Da quando te ne sei andata
Non piango mai di notte
Non posso andare avanti

Beh, non sai che non ne posso più?
Non so chi può
Io non ce la farò
Non sono quel tipo di uomo

Oh, non riesco a dormire di notte
Ma è lo stesso
Non piango mai di notte
Chiamo il tuo nome

Beh, non sai che non ne posso più?
Non so chi può
Io non ce la farò
Non sono quel tipo di uomo

Oh, non riesco a dormire di notte
Ma è lo stesso
Non piango mai di notte
Chiamo il tuo nome
Chiamo il tuo nome
Chiamo il tuo nome

Accordi

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Registrazione

domenica 01.03.1964 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 1-7
produttore: George Martin
primo fonico: Norman Smith
secondo fonico: Richard Langham
7 versioni, di cui solo 3 complete, sull'ultima delle quali vennero sovraincisi il raddoppio vocale di John e il campanaccio di Ringo

Mixaggio

martedì 03.03.1964 @ Abbey Road Studio 1
nastri: 5 e 7
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Norman Smith
secondo fonico: A.B. Lincoln
remix per la United Artists. a questo punto probabilmente la canzone era ancora candidata all'inclusione nel film A Hard Day's Night

mercoledì 04.03.1964 @ Abbey Road Studio 3
nastri: 5 e 7
mix: mono
produttore: George Martin
mai usato

martedì 10.03.1964 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 5 e 7
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Norman Smith
mai usato

giovedì 04.06.1964 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 5 e 7
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Norman Smith
secondo fonico: Richard Langham
remix 1-2 + montaggio dei 2

lunedì 22.06.1964 @ Abbey Road Studio 1
nastri: 5 e 7
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Norman Smith
secondo fonico: Geoff Emerick
remix stereo per gli USA

Review

I Call Your Name, probabilmente la meno nota tra le composizioni Lennon/McCartney ufficialmente pubblicate dai Beatles, deve la sua scarsa fama più alle vicissitudini discografiche che a demeriti artistici.

Una delle prime composizioni di Lennon, scritta a casa di zia Mimi a Menlove Avenue ancora prima delle trasferte amburghesi, questa strana canzone è un inconsapevole ma tutto sommato riuscito mix di pop, blues, jazz e ska. Scritta nella tonalità di Mi Maggiore molto sfruttata da Lennon nei suoi primi lavori (Please Please Me, Ask Me Why, There's A Place, It Won't Be Long), ricorre a un notevole numero di settime minori, che contribuiscono al sapore blueseggiante anch'esso ricorrente in molti lavori contemporanei del suo autore.

Ciò che rende suadente una strofa armonicamente aspra è l'andamento rilassato, di basso profilo, della melodia; una sensazione acuita dall'impassibile esecuzione vocale (in contrasto con le interpretazioni spesso aggressive di Lennon in questo periodo), che ricorda l'analoga soluzione sfruttata con deliberata consapevolezza in Come Together.

Questa scelta, forse dettata dalla volontà di dare un tono jazz al pezzo, crea un piacevole contrasto tra testo e musica, e rende ancora più sorprendente lo scivolamento, durante l'assolo, verso un andamento quasi ska che Lennon rivendicherà con grande orgoglio molti anni più tardi.

Lo spostamento di accento - ma non di tempo - durante l'assolo è un altro escamotage cui l'autore ricorrerà spesso nella propria produzione matura (We Can Work It Out, Girl, Good Morning Good Morning, Happiness Is A Warm Gun). Mentre questi brani sono caratterizzati anche da irregolarità ritmiche, in I Call Your Name la strofa e il bridge di otto battute dispensano gli accordi rigorosamente sul battere ogni due battute, con una rigida regolarità che tradisce in qualche modo l'inesperienza del suo autore.

Lennon doveva esserne più che consapevole, se sovrastimò i difetti del brano al punto di cederlo a Billy J. Kramer. Pubblicato come lato B di Bad To Me (anch'esso un brano Lennon/McCartney scritto da John), raggiunse il numero uno delle classifiche britanniche e vendette oltre un milione di copie. Lennon però, insoddisfatto dell'arrangiamento, decise che i Beatles ne avrebbero inciso una propria versione, cosa che avvenne nel 1964, nel pieno dei lavori sul film e l'album A Hard Day's Night, candidandola in qualche modo all'inclusione nella colonna sonora.

Lester però rifiutò la canzone per il film, e I Call Your Name finì sul primo EP di materiale inedito pubblicato dai Beatles, Long Tall Sally, costituendone l'unico brano originale. Nel 1966 i Mamas And Papas la inclusero sul proprio album di debutto, che ne enfatizzava l'andamento lounge. Nel 1990 anche Starr si cimentò con una cover del brano, in occasione del decennale della morte di John. La sua versione, prodotta da Jeff Lynne (di lì a poco produttore di Free As A Bird) prevede la partecipazione, oltre a Lynne, di Tom Petty, Joe Walsh e Jim Keltner e vale decisamente un ascolto.

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