revolution 9

(lennon/mccartney)
durata 08:13
do maggiore

Testo

Number 9
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Rivoluzione 9

Numero 9
Numero 9
Numero 9
Numero 9
Numero 9
Numero 9

Accordi

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Registrazione

giovedì 30.05.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 18
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
registrazione del nastro 18 di Revolution 1, che diventerà la base di Revolution 9

giovedì 06.06.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 1-12
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
preparazione nastri di effetti sonori da parte di John

lunedì 10.06.1968 @ Abbey Road Studio 3
nastri: 1-3
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
altri nastri di effetti sonori

martedì 11.06.1968 @ Abbey Road Studio 3
nastri: non numerati
altri nastri preparati da John, questa volta in assenza di personale di studio

giovedì 20.06.1968 @ Abbey Road Studio 1
nastri: 1-2 + preparazione master
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
preparazione effetti sonori di John, Yoko e George. l'attività si svolse contemporanemente negli studi 1-2-3 di Abbey Road

giovedì 20.06.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 1-2 + preparazione master
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
preparazione effetti sonori di John, Yoko e George. l'attività si svolse contemporanemente negli studi 1-2-3 di Abbey Road

giovedì 20.06.1968 @ Abbey Road Studio 3
nastri: 1-2
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
preparazione effetti sonori di John, Yoko e George. l'attività si svolse contemporanemente negli studi 1-2-3 di Abbey Road

venerdì 21.06.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: master
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
sovraincisione ultimi effetti sonori

Mixaggio

venerdì 21.06.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: master
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
remix 1-2

martedì 25.06.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: master
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
taglio da 9'05" a 8'12"

martedì 20.08.1968 @ Abbey Road Studio 3
nastri: master
mix: mono
primo fonico: Ken Scott
secondo fonico: John Smith
copia in mono del mix stereo

lunedì 26.08.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: master
mix: mono
primo fonico: Ken Scott
secondo fonico: John Smith
altra copia del mix stereo

Review

Intesa come un dipinto sonoro, Revolution 9 si avventura nel terreno dell'arte concettuale con risultati per certi versi interessanti, ma in definitiva rimane un lavoro fuori luogo su un disco dei Beatles, sebbene eterogeneo come fu il White Album.

Collage di suoni d'archivio e prodotti ad hoc da Lennon, Yoko Ono e George Harrison, Revolution 9 dovrebbe rappresentare il suono di una rivoluzione. E con il suo caos organizzato, è innegabile che ci vada vicino. L'unico, decisivo errore, va ricercato nell'eccessivo tratto biografico impresso dai suoi autori (appunto John e Yoko), che dà alla canzone un eccessivo aspetto cogitabondo e autocontemplativo.

É indubbiamente vero che una rivoluzione è caotica, disorganica e inquietante: ma è prima di tutto frenetica, e mira ad avere effetti duraturi. Revolution 9 invece è blanda, lunga, e del tutto priva di ogni punto di riferimento, di un momento di svolta, e dell'andamento parabolico che contraddistingue, a prescindere dal loro esito, le rivoluzioni. Se i Beatles avessero avuto almeno il coraggio di concludere il White Album con Revolution 9, avrebbero potuto lanciare un messaggio, ancorchè illusorio, della compiutezza della rivoluzione. Piazzando invece un brano iperconservatore come Good Night dopo Revolution 9, non fecero che offrire ulteriori argomenti alla maggioranza di ascoltatori che accusava di inutilità questo delirio sonoro.

Anche se il fallimento di Revolution 9 è in parte dovuto alla poca chiarezza delle posizioni di Lennon (vedi Revolution e Revolution 1), il vero problema è un altro. Privato della sorveglianza del perfezionista McCartney, Lennon iniziò a essere sempre più lacunoso nella parte progettuale, tuffandosi con entusiasmo nella realizzazione di intuizioni scarsamente meditate. Questo atteggiamento, in parte indotto dall'assunzione di stupefacenti (che indussero McCartney allo stesso errore con il film Magical Mystery Tour), in parte incoraggiato da Yoko Ono, sarà una costante della sua ultima produzione beatlesiana prima, e da solista poi.

Alla luce di tutto questo, è curioso che McCartney si risentì per non essere stato coinvolto. Pare che Paul abbia cercato di impedire la pubblicazione della canzone, ritenendola - non con tutti i torti - inadatta; ma di sicuro si sarebbe divertito a partecipare alla sua registrazione, affascinato com'era Stockhausen e questo genere di sperimentazioni. Così, per ripicca, estromise Lennon (e Harrison) dalla sua opera concettuale - comunque molto più conservatrice - Why Don't We Do It In The Road? La ritorsione ebbe successo: molti anni dopo John si rammaricava ancora di non essere stato coinvolto nella canzone di Paul.

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