revolution 1

(lennon/mccartney)
durata 04:15
la maggiore

Testo

You say you want a revolution
Well, you know
We all want to change the world
You tell me that it's evolution
Well, you know
We all want to change the world
But when you talk about destruction
Don't you know that you can count me out, in

Don't you know it's gonna be alright
Don't you know it's gonna be alright
Don't you know it's gonna be alright

You say you got a real solution
Well, you know
We'd all love to see the plan
You ask me for a contribution
Well, you know
We're doing what we can
But when you want money for people with minds that hate
All I can tell is brother you have to wait

Don't you know it's gonna be alright
Don't you know it's gonna be alright
Don't you know it's gonna be alright

You say you'll change the constitution
Well, you know
We all want to change your head
You tell me it's the institution
Well, you know
You better free you mind instead
But if you go carrying pictures of chairman Mao
You ain't going to make it with anyone anyhow

Don't you know it's gonna be alright
Don't you know it's gonna be alright
Don't you know it's gonna be alright
Alright
Alright
Alright
Alright
Alright...

Rivoluzione 1

Dici che vuoi una rivoluzione
Bene, sai
Tutti vogliamo cambiare il mondo
Mi dici che è evoluzione
Bene, sai
Tutti vogliamo cambiare il mondo
Ma quando mi parli di distruzione,
Non sai che puoi considerarmi fuori?

Non sai che andrà tutto bene?
Non sai che andrà tutto bene?
Non sai che andrà tutto bene?

Dici che hai una reale soluzione
Bene, sai
Ci piacerebbe vedere il piano
Mi chiedi un contributo
Bene, sai
Stiamo facendo quello che possiamo
Ma se vuoi denaro con gente con pensieri di odio
Tutto ciò che posso dire è fratello devi aspettare

Non sai che andrà tutto bene?
Non sai che andrà tutto bene?
Non sai che andrà tutto bene?

Dici che cambierai la costituzione
Bene, sai
Vogliamo tutti cambiarti la testa
Mi dici che è l'istituzione
Bene, sai
E' meglio invece che ci liberi la mente
Ma se te ne vai in giro con i ritratti del presidente Mao
Non ce la farai con nessuno in nessun modo

Non sai che andrà tutto bene?
Non sai che andrà tutto bene?
Non sai che andrà tutto bene?
Bene
Bene
Bene
Bene
Bene...

Accordi

[A] [E]

You [A]say you want a revolution
Well, you [D]know
We all want to change the [A]world
You tell me that it's evolution
Well, you [D]know
We all want to change the [D/E]world
[Bm]But when you talk about de[E]struction
[Bm]Don't you know that you can [G]count [A]me [F#]out, in [E]

Don't you know it's gonna [A]be al[D]right
Don't you know it's gonna [A]be al[D]right
Don't you know it's gonna [A]be al[D]right [E]

You [A]say you got a real solution
Well, you [D]know
We'd all love to see the [A]plan
You ask me for a contribution
Well, you [D]know
We're doing what we [D/E]can
[Bm]But when you want money for people with [E]minds that hate
[Bm]All I can tell is brother you [G]have [A]to [F#]wait [E]

Don't you know it's gonna [A]be al[D]right
Don't you know it's gonna [A]be al[D]right
Don't you know it's gonna [A]be al[D]right [E]

You [A]say you'll change the constitution
Well, you [D]know
We all want to change your [A]head
You tell me it's the institution
Well, you [D]know
You better free you mind in[A]stead
[Bm]But if you go carrying pictures of [E]chairman Mao
[Bm]You ain't going to make it with anyone [G]a-[A]ny-[F#]how

Don't you know it's gonna [A]be al[D]right
Don't you know it's gonna [A]be al[D]right
Don't you know it's gonna [A]be al[D]right [E]
[A]Al[D/A]right
[A]Al[D/A]right
[A]Al[D/A]right
[A]Al[D/A]right
[A]Al[D/A]right...

Registrazione

giovedì 30.05.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 1-18 (non esistono nastri 11-12)
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
base ritmica: piano, chitarra acustica e batteria

venerdì 31.05.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: sovraincisione sul 18 + riduzione 18 nel 19
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
2 voci di John + basso di Paul + cori Paul e George

martedì 04.06.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 19, poi ridotto nel 20 + 2 nastri loop numerati 1-2
produttore: George Martin
primo fonico: Peter Bown
secondo fonico: Phil McDonald
voce di John registrata da sdraiato + nuova batteria + chitarra wah-wah di John + organo di Paul

venerdì 21.06.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: sovraincisione sul 20 + riduzione 20 in 21-22 + sovraincisione su 22
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush /Nick Webb
sovraincisione ottini + chitarra di George

Mixaggio

martedì 04.06.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 20
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Peter Bown
secondo fonico: Phil McDonald
remix provvisori chiesti da John

venerdì 21.06.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 22
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush /Nick Webb
remix 1-7

martedì 25.06.1968 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 22
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
remix 8-12

Review

La prima canzone registrata per il White Album fu Revolution di John Lennon; a questo punto, nessuno ancora immaginava che da questa prima incisione, poi rinominata Revolution 1, sarebbero nate anche le successive Revolution e Revolution 9. A complicare ulteriormente le cose, il fatto che Revolution, la versione veloce, sarebbe stata pubblicata prima, sebbene registrata dopo, rispetto alla versione originale.

La produzione di Lennon per il White Album anticipa per molti versi il suo lavoro da solista: Yer Blues anticipa le composizioni ispirate dalla Primal therapy di Arthur Janov, Julia il connesso argomento della mai superata perdita della madre, Everybody's Got Something To Hide Except For Me And My Monkey la presenza di Yoko in tutte le canzoni d'amore (e gran parte delle altre) di John, Revolution 9 l'interesse per la musica d'avanguardia. Revolution 1 completa questo scenario includendo anche l'argomento politico/pacifista, che ricorrerà soprattutto nei primi lavori da solista di Lennon.

Per questa ragione è necessario collocare opportunamente la canzone e la sua composizione nel corretto momento storico e nel percorso personale di Lennon. L'euforia hippy del '67, culminata con la Summer Of Love, si era bruscamente conclusa meno di un anno più tardi, a seguito di una serie di drammatici eventi che comprendevano l'aggravamento della situazione in Vietnam a fronte dell'offensiva del Têt, l'assassinio di Marthin Luther King e le note proteste studentesche del '68. La pacifica convivenza tra establishment e controcultura era finita: iniziava una guerra senza esclusione di colpi che non avrebbe risparmiato nemmeno i personaggi più in vista (una buona metà delle rock star più in vista, Beatles compresi, sarebbero stati perseguiti a vario titolo nel biennio successivo).

Revolution fu composta in India, durante il soggiorno a Rishikesh, quando soltanto il primo di questi eventi si era mostrato in tutta la sua tragica gravità. Questo elemento è fondamentale per comprendere lo stato d'animo di Lennon al momento della composizione. Considerato il percorso personale che egli stava compiendo, era del tutto logico che la sua fede in un ordine superiore lo spingesse a credere che alla fine sarebbe andato "tutto bene". Ignari di questo, i movimenti studenteschi e alternativi, interpretarono le posizioni di Lennon come un lassismo pigramente borghese, ribadito - ai loro occhi - dal desiderio di non prendere parte alla rivoluzione (nella successiva Revolution, la prima che ascoltarono. Ai tempi di Revolution 1, John era ancora indeciso, e canta il famoso count me in/out - considerarmi dentro/fuori).

Ringalluzzito dall'amore per Yoko, Lennon era fermamente convinto a riguadagnare autorevolezza e visibilità all'interno del gruppo, e aveva deciso che Revolution sarebbe stata il prossimo singolo dei Beatles. I suoi compagni però non erano favorevoli ad esporsi così tanto su una questione così delicata, su cui per giunta lo stesso John non aveva le idee chiare. Reduce da una serie di ingiusti lati B (in particolare Rain e I Am The Walrus) e ancora risentito per la mancata pubblicazione di Across The Universe, Lennon questa volta non voleva saperne di rinunciare al "suo" 45 giri.

Quando McCartney ed Harrison argomentarono che il pezzo era troppo lento per farne un singolo, Lennon obiettò che sarebbe bastato eseguirla più veloce: da qui il rifacimento a tempo più sostenuto. Fortunatamente, nel frattempo, McCartney compose Hey Jude: un pezzo talmente straordinario che Lennon acconsentì, con grande sollievo degli altri, a dirottare la sua composizione sul lato B. "Hey Jude se lo meritava", dichiarò nel '70 a Rolling Stone, "ma avremmo potuto farle uscire tutte e 2 come singolo".

Nel primo giorno di registrazione, i Beatles incisero 16 versioni di Revolution 1, l'ultima delle quali, che divenne la base per le sovraincisioni, si spingeva oltre i 10 minuti di durata. Gli ultimi 6, una sequenza di alright e lamenti di vario gusto, divennero la base per Revolution 9. Il giorno seguente, Lennon incise la sua parte vocale cantando coricato sul pavimento di Abbey Road.

Con la sua sovraincisione di ottoni e i buffi cori doo-wop di Harrison e McCartney, Revolution 1 sembra più una parodia della più celebre versione del singolo, piuttosto che una preoccupata presa di posizione sul proprio momento storico. Il suo interesse risiede non tanto nei meriti musicali, giacchè la sua pubblicazione dopo la versione del singolo appare discretamente inutile, quanto nella sua importanza di documento storico, che mostra il bizzarro procedimento compositivo di Lennon.

Oltre ai demo, la storia stessa delle sessions ad Abbey Road mostra un enorme numero di canzoni che furono notevolmente accelerate direttamente in sala d'incisione, spesso non per idea dell'autore: Please Please Me, Help!, She Said She Said, Everybody's Got Something To Hide Except For Me And My Monkey, Yer Blues, solo per citarne qualcuna, a fronte di un solo pezzo che subì il procedimento inverso (Come Together). È noto che Lennon concepiva la composizione come "mettere insieme dei pezzettini", e in questo senso, procedere a velocità moderata era più semplice. Nel caso di Revolution, rimane però incredibile che non abbia pensato egli stesso ad accelerare il brano, dato che Revolution 1 è indubbiamente il suo pezzo in cui musica e parole si sposano nella maniera meno convincente.

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