a day in the life

(lennon/mccartney)
durata 05:33
sol maggiore (mi maggiore nella sezione a contrasto)

Testo

I read the news today oh boy
About a lucky man who made the grade
And though the news was rather sad
Well, I just had to laugh
I saw the photograph
He blew his mind out in a car
He didn't notice that the lights had changed
A crowd of people stood and stared
They'd seen his face before
Nobody was really sure
If he was from the House of Lords

I saw a film today oh boy
The English army had just won the war
A crowd of people turned away
But I just had to look
Having read the book
I'd love to turn you on

Woke up, fell out of bed
Dragged a comb across my head
Found my way downstairs and drank a cup
And looking up, I noticed I was late
Found my coat and grabbed my hat
Made the bus in seconds flat
Found my way upstairs and had a smoke
Somebody spoke and I went into a dream

I read the news today oh boy
Four thousand holes in Blackburn, Lancashire
And though the holes were rather small
They had to count them all
Now they know how many holes
It takes to fill the Albert Hall
I'd love to turn you on

Un giorno nella vita

Oggi ho letto la notizia oh ragazzi
Di un uomo fortunato che è arrivato a destinazione
E sebbene la notizia fosse piuttosto triste
Beh mi è venuto proprio da ridere
Ho visto la fotografia
Gli era saltato il cervello in un'auto
Non si era accorto che era cambiato il semaforo
Un sacco di gente stava lì a fissarlo
Avevano già visto il suo volto
Nessuno era davvero sicuro
Che fosse della camera dei Lords

Oggi ho visto un film oh ragazzi
L'Esercito Inglese aveva vinto la guerra
Un sacco di gente si è girata dall'altra parte
Ma io ho dovuto guardare
Avendo letto il libro
Vorrei farti andare su di giri

Mi sono svegliato, buttato giù dal letto
Trascinato un pettine fra i capelli
Sono riuscito a scendere per bere un caffè
E alzando lo sguardo mi sono accorto che ero in ritardo
Ho trovato il cappotto e afferrato il cappello
Ho preso l'autobus al volo
Sono riuscito ad andare di sopra e farmi una fumata
E qualcuno parlava e sono entrato in un sogno

Oggi ho letto le notizie oh ragazzi
Quattromila buchi a Blackburn, Lancashire
E sebbene i buchi fossero alquanto piccoli
Li hanno dovuti contare tutti
Ora sanno quanti buchi ci vogliono
Per riempire l'Albert Hall
Vorrei farti andare su di giri

Accordi

[G] [Bm] [Em] [Em7] [C]

[G]I read the news [Bm]today oh [Em]boy [Em7]
[C]About a [Cmaj7]lucky man who [Am9]made the grade
[G]And though the [Bm]news was rather [Em]sad [Em7]
[C]Well, I just [F]had to laugh[E] [Em7]
[C]I saw the [F]photograph[Em] [C]
[G]He blew his [Bm]mind out in a [Em]car [Em7]
[C]He didn't [Cmaj7]notice that the [Am9]lights had changed
[G]A crowd of [Bm]people stood and [Em]stared [Em7]
[C]They'd seen his [F]face before
[Em]Nobody was really sure
If he [Em7]was from the House of [C]Lords

[G]I saw a [Bm]film today oh [Em]boy [Em7]
[C]The English [Cmaj7]army had just [Am9]won the war
[G]A crowd of [Bm]people turned a[Em]way [Em7]
[C]But I just [F]had to look
[Em]Having [Em7]read the [C]book
I'd [C]love to turn you on

[E]

Woke up, fell out of bed
Dragged a [E]comb across my [D]head
Found my [E]way downstairs and [B9]drank a cup
And [E]looking up, I no[B9]ticed I was late [B]
Found my [E]coat and grabbed my hat
Made the bus in seconds [D]flat
Found my [E]way upstairs and [B9]had a smoke
[E]Somebody spoke and I went [B9]into a dream

[C]Aaah[G] Aaaa[D]aaaah[A] Aa[E]ah [C]Aaaa[G]aah Aa[D]aaa[A] [E]

[G]I read the news [Bm]today oh [Em]boy [Em7]
[C]Four thousand [Cmaj7]holes in Blackburn, [Am9]Lancashire
[G]And though the [Bm7]holes were rather [Em]small [Em7]
[C]They had to [Cmaj7]count them all
[Em]Now they know how many holes
It [Em7]takes to fill the Albert [C]Hall
I'd love to turn you on [E]

Registrazione

giovedì 19.01.1967 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 1-4
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
base ritmica (con i famosi conteggi di Mal Evans per le due sequenze da 24 battute ancora da riempire) + 3 sovraincisioni vocali John

venerdì 20.01.1967 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 4 ridotto nei nastri 5-7, sovraincisioni sul nastro 6
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
sovraincisione basso, batteria, voce John e voce Paul

venerdì 03.02.1967 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 6
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
rifacimento basso, batteria e voce Paul

venerdì 10.02.1967 @ Abbey Road Studio 1
nastri: 6 ridotto nel 7 + frammenti di montaggio 8-11
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
sovraincisione orchestra

mercoledì 22.02.1967 @ Abbey Road Studio 2
nastri: frammenti di montaggio 1-9
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
sovraincisione accordo finale di pianoforte

Mixaggio

lunedì 30.01.1967 @ Abbey Road Studio 3
nastri: 6
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
remix 1, provvisorio

lunedì 13.02.1967 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 7
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
remix 2-5

mercoledì 22.02.1967 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 6, 7 + montaggio frammenti incisi questo stesso giorno
mix: mono & stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
remix mono 6-9, remix stereo 1-9

giovedì 23.02.1967 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 6, 7 + montaggio frammenti incisi il giorno precedente
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
remix 10-12

Review

Il gran finale dell'album più famoso dei Beatles è uno dei pezzi più celebrati del grupppo, e sono molti a ritenere A Day In The Life il vero capolavoro della coppia Lennon/McCartney. Per quanto sia un pezzo molto conosciuto, A Day In The Life non ha mai raggiunto la popolarità di altri classici beatlesiani come Yesterday, Help!, Hey Jude e molte altre. Ben lungi dall'apparire come un difetto, questo ha creato la fama di brano senza compromessi, a cominciare dal titolo (più lungo della media dei loro principali successi) per arrivare alla durata (idem), passando per il testo e l'arrangiamento.

A ciò si aggiunge la struttura stessa del brano, complessa e al tempo stesso perfettamente coerente rispetto al testo. Priva di un autentico ritornello, A Day In The Life giustappone una serie di climax di incredibile forza espressiva, che, sorretti da un arrangiamento semplicemente perfetto, trascinano l'ascoltatore in un vortice emozionale che intriga e mette a disagio nello stesso tempo.

È noto che John Lennon iniziò a comporre la canzone al pianoforte, ispirato da due notizie di giornale: la morte di Tara Browne e l'irrilevante conta dei buchi nelle strade di Blackburn.

Tara Browne era un amico dei Beatles, figlio di un membro della camera dei Lord, giovane, ricco e famoso, che perse la vita in un incidente d'auto. L'altro articolo segnalava invece la presenza di 4mila buchi a Blackburn, Lancashire, pari (sic) a un 26esimo di buca per ogni abitante. Un'ulteriore strofa, aggiunta in seguito, faceva riferimento alla partecipazione di John Lennon al film di Richard Lester How I Won The War.

Alla canzone si aggiunse in seguito l'intervento di McCartney, un frammento di una canzone che aveva per argomento le prime fasi di un giorno scolastico, ma che nel suo nuovo contesto, acquistava una portata ben diversa.

È in gran parte tuttavia per gli elementi che raccordano queste sezioni che A Day In The Life ha acquisito la sua ben meritata gloria. Gli "aah" di Lennon e il crescendo orchestrale ipotizzato da McCartney, approvato da Lennon e scritto da George Martin, rimangono una della più mirabili riproduzioni sonore di una caleidoscopica esperienza psichedelica. Il caos organizzato ideato dal geniale produttore dei Beatles prevedeva che i 45 orchestrali (un costo record per gli studi della EMI) passassero dalla nota più bassa alla più alta dell'estensione del loro strumento, trovandosi sempre su una nota della triade di Mi Maggiore sul battere del primo quarto.

A questo trionfale risultato concorrono i soliti, fortuiti elementi casuali che adornano molte delle migliori opere dei Beatles (la sveglia e il conteggio di Mal Evans), rendendo A Day In The Life inattaccabile dal punto di vista musicale. I vari elementi sono di fatto un'autentica summa della migliore produzione beatlesiana, comprendendo splendide melodie, armonie imprevedibili, ottimo arrangiamento, esecuzioni creative (in particolare la splendida batteria di Starr e l'intermittente pianoforte di McCartney), psichedelia, pop e rock.

Più complesso il discorso sul testo: se si vuole ad ogni costo trovare un senso comune a ciò che ha un indiscutibile fascino nella sua incoerenza, probabilmente bisogna partire dal grande merito riconosciuto a Paul da John nella composizione di questo brano.

È noto infatti che Lennon tendeva a esagerare i propri meriti compositivi nei brani scritti a 4 mani con Paul (Norwegian Wood, In My Life, Eleanor Rigby) e anche con George (Taxman, Piggies). Al contrario con A Day In The Life che è, invece, una canzone quasi interamente sua dal punto esclusivamente compositivo, Lennon riconobbe enormi meriti a McCartney, considerando sempre questo brano un'autentica collaborazione (per intenderci, il contributo di McCartney fu quantitativamente più notevole in Lucy In The Sky With Diamonds, normalmente considerata un brano di Lennon).

Se John considerò tanto sostanziale il contributo di Paul, è evidente che il suo giudizio risentisse dell'apporto progettuale fornito da McCartney. Il suo intervento musicale porta una ventata di quotidianità che fornisce all'ascoltatore una concreta possibilità di immedesimazione. Al tempo stesso, il riferimento al fumo è quanto di più esplicito i Beatles potessero permettersi nel 1967.

Inoltre Paul fornì il verso "I'd love to turn you on" e l'idea del crescendo orchestrale, che contribuiscono, insieme al titolo (uno dei pochissimi dei Beatles a non essere mai citato nel testo del brano stesso) a fare di A Day In The Life quasi un diario di una giornata a base di LSD: le normali pratiche quotidiane si intramezzano, quasi a fatica, in un lungo viaggio in cui tutte le attività umane, dalle più insignificanti (la conta dei buchi) alle più devastanti (la guerra e la morte) appaiono comunque distorte dalla società, non dall'individuo o dall'acido, in uno sterile tentativo di classificazione. La curiosità dei presenti all'incidente non è meno stigmatizzabile dell'inutile attribuzione dei buchi, e la stupidità umana trova la sua massima espressione nella guerra, che costringe a voltarsi dall'altra parte, a dimenticare prima possibile, anche quando si vince.

Con A Day In The Life, Lennon anticipa le sue perplessità sulla rivoluzione psichedelica, del tutto assenti nei brani acidi precedenti come Rain e Tomorrow Never Knows, dovute al sospetto che  tale rivoluzione sia minacciata dalla società e dai suoi stessi partecipanti. Questo stato d'animo evolverà in termini musicali nell'espressamente idiosincratica I Am The Walrus e in termini personali nel successivo abbandono dell'acido a favore di una nuova illusione di felicità nel Maharishi prima e nell'eroina poi.

Scritta prima di ogni altra canzone del Pepper (con la sola eccezione di When I'm 64), A Day In The Life ha tematicamente poco a che spartire con il resto dei brani, in maggior parte solari nello spirito della summer of love, che compongono l'LP, e, da sola, basterebbe a smentire la fama di concept album di questo disco. Tuttavia, dal punto di vista sonoro, rappresentava invece un finale ideale per un disco straordinario.

Giustamente sommersa di elogi ancora oggi e sin dalla pubblicazione, A Day In The Life può essere considerata una delle migliori canzoni dei Beatles soprattutto perchè in pochi altri singoli brani le virtù di Lennon, McCartney, Starr e Martin convergono contemporaneamente verso un unico scopo con altrettanta ispirata efficacia. Solo Harrison, come in parecchi altri brani del Pepper, resta in ombra, mancando di dare il suo contributo a questo trionfo.

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