love you to

(harrison)
durata 03:01
do maggiore

Testo

Each day just goes so fast
I turn around, it's past
You don't get time to hang a sign on me

Love me while you can
Before I'm a dead old man

A life time is so short
A new one can't be bought
But what you've got means such a lot to me

Make love all day long
Make love singing songs

Make love all day long
Make love singing songs

There's people standing round
Who'll screw you in the ground
They'll fill you in with all their sins, you'll see

I'll make love to you
If you want me to

Amarti fino a

Ogni giorno scorre così in fretta
Mi volto, è passato
Non hai il tempo di etichettarmi

Amami finchè puoi
Prima che sia troppo vecchio

Una vita è così breve
Non se ne può comprare una nuova
Ma ciò che hai significa così tanto per me

Fate l'amore per tutto il giorno
Fate l'amore cantando canzoni

Fate l'amore per tutto il giorno
Fate l'amore cantando canzoni

C'è gente intorno
Che ti seppellirà sotto terra
Ti sommergerà con tutti i suoi peccati, vedrai

Farò l'amore con te
Se tu lo vuoi

Accordi

[C]

Each day just goes so fast
I turn around, it's past
You don't get time to hang a sign on me

[Bb]Love me while you [C]can [Bb] [C]
Be[Bb]fore I'm a dead old [C]man [Bb] [C]

A life time is so short
A new one can't be bought
But what you've got means such a lot to me

[Bb]Make love all day [C]long [Bb] [C]
[Bb]Make love singing songs [Bb] [C]

Solo [C]

[Bb]Make love all day [C]long [Bb] [C]
[Bb]Make love singing songs [Bb] [C]

There's people standing round
Who'll screw you in the ground
They'll fill you in with all their sins, you'll see

[Bb]I'll make love to [C]you [Bb] [C]
[Bb]If you want me [C]to [Bb] [C]

Registrazione

lunedì 11.04.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 1-6
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
base ritmica di chitarra, voce, cori, sitar e tabla

mercoledì 13.04.1966 @ Abbey Road Studio 3
nastri: 6 ridotto nel 7
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
sovraincisione voci e tamburello

Mixaggio

lunedì 11.04.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 6
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
mix provvisorio ad uso di George Harrison

mercoledì 13.04.1966 @ Abbey Road Studio 3
nastri: 7
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Richard Lush
3 remix mono, numerati 1-3, due con ADT e uno senza, montati insieme per creare il mix definitivo

lunedì 16.05.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 7
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
copie del remix 3, numerate 4-5

martedì 21.06.1966 @ Abbey Road Studio 3
nastri: 7
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
3 remix stereo, stesso procedimento del mix mono del 13 aprile

Review

Primo e più estremo frutto dell'interesse di Harrison per la musica indiana, Love You To è, in ordine di apparizione discografica, il brano più lontano da una normale canzone pop finora sottoposto dai Beatles ai propri fans (benchè Tomorrow Never Knows, anch'essa su Revolver, rappresenti una sorpresa anche maggiore).

Con la sua inconsueta strumentazione, che confina in un ruolo marginale i più canonici chitarra, basso e tamburello, Love You To è un esperimento davvero coraggioso di fondere musicalmente il mondo occidentale e quello orientale. All'epoca però un tentativo del genere era meno sconvolgente di quanto possa apparire oggi: la musica e la cultura indiana iniziavano ad essere di moda tra i gruppi più in voga, e la recente Paint It Black dei Rolling Stones includeva una vera parte di sitar, come Norwegian Wood dei Beatles.

Ravi Shankar, il virtuoso di sitar di cui Harrison era da poco diventato allievo, era ormai un personaggio ben noto sulla scena musicale britannica: se i Beatles volevano continuare ad essere dei precursori anche sotto questo punto di vista, era inevitabile che si spingessero ancora un passo oltre. Questo spiega abbondantemente l'inclusione su Revolver di questo brano, che è facile saltare, nella comodità dei supporti digitali, per passare alla ben più orecchiabile Here, There And Everywhere.

Love You To richiede indubbiamente ascoltatori motivati e pazienti; ma li sa premiare con un disegno musicale interessante, in cui l'ingresso della sezione ritmica e la cristallina strutturazione verso/ritornello forniscono consistenti aiuti agli abituali ascoltatori di musica pop.

Con i suoi 3 minuti, una lunghezza discreta per gli standard dell'epoca, la canzone può risultare noiosa, e il testo, a cominciare dal titolo, è effettivamente sconnesso oltre ogni possibilità di interpretazione. Tuttavia il brano è un esperimento interessante, e per molti versi riuscito: l'errore più grave (uno dei peggiori in un LP dalla sequenza tutt'altro che ineccepibile), è la sua infelice posizione sull'album.

Portata in lavorazione con il titolo di Granny Smith (una varietà di mele), finì per essere battezzata con un titolo mai citato nel testo (una rarità per i Beatles, e la prima volta fino a questo momento, precedendo ancora Tomorrow Never Knows), che, essendo oltretutto una frase incompiuta (come And I Love Her) disorientò a sufficienza i compilatori dell'edizione americana, che la trasformarono sbadatamente in Love You Too (Anch'io ti amo).

Con la sue esortazioni protohippy a fare l'amore tutto il giorno cantando canzoni, Love You To era un vero pezzo d'avanguardia, e stupisce che Lennon se ne sia completamente disinteressato, a differenza di McCartney che partecipò con basso e cori, alcuni dei quali esclusi dal mixaggio, e di Starr, che qui si occupa del tamburello. L'assolo di sitar è strutturalmente coerente, e assolve correttamente sia la funzione ritmica che quella melodica. Il tempo è irrequieto, e battute in 3/4 si alternano al generale metro di 4/4.

Con Love You To, l'indipendenza di Harrison da Lennon e McCartney è compiuta: d'ora in poi il chitarrista dei Beatles scriverà canzoni non sempre straordinarie (come in questo caso), ma mai banali. Alla luce di ciò, è curioso che nell'Anthology George dichiari di reputare Rubber Soul e Revolver quasi come i volumi 1 e 2 dello stesso disco: un'opinione difficile da sottoscrivere in generale, e che suona particolarmente errata se si analizzano i suoi contributi ai due dischi: ancora parzialmente nell'ombra di Lennon/McCartney sul primo, compiutamente originali nel secondo.

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