i want to tell you

(harrison)
durata 02:29
la maggiore

Testo

I want to tell you
My head is filled with things to say
When you're here
All those words they seem to slip away

When I get near you
The games begin to drag me down
It's all right
I'll make you maybe next time around

But if I seem to act unkind
It's only me, it's not my mind
That is confusing things

I want to tell you
I feel hung up and I don't know why
I don't mind
I could wait forever, I've got time

Sometimes I wish I knew you well
Then I could speak my mind and tell
Maybe you'd understand

I want to tell you
I feel hung up and I don't know why
I don't mind
I could wait forever, I've got time
I've got time
I've got time
I've got time

Voglio spiegarti

Voglio spiegarti
La mia testa è piena di cose da dire
Quando sei qui
Tutte quelle parole sembrano scivolare via

Quando ti vengo vicino
I giochi iniziano ad annoiarmi
Va tutto bene
Ce la farò forse la prossima volta

Ma se sembra che mi comporti male
Sono solo io, non è la mia mente
A confondere le cose

Voglio spiegarti
Mi sento inquieto e non conosco il perchè
Non mi importa
Potrei aspettare per sempre, ho tempo

A volte vorrei conoscerti bene
Allora potrei dire ciò che penso e spiegarti
Forse capiresti

Voglio spiegarti
Mi sento inquieto e non conosco il perchè
Non mi importa
Potrei aspettare per sempre, ho tempo
Ho tempo
Ho tempo
Ho tempo

Accordi

[A7] [A7sus4] x2

[A]I want to tell you
My head is filled with [B7]things to say [E7]
When you're here
All those words they seem to [A7]slip away

[A]When I get near you
The games begin to [B7]drag me down [E7]
It's all right
I'll make you maybe next [A7]time around

[Bm]But if I [Bdim]seem to act un[A]kind
It's only [B7]me, it's not my [Bm]mind
[Bdim]That is con[A]fusing things

I want to tell you
I feel hung up and I [B7]don't know why [E7]
I don't mind
I could wait forever, [A7]I've got time

[Bm]Sometimes I [Bdim]wish I knew you [A]well
Then I could [B7]speak my mind and [Bm]tell
[Bdim]Maybe you'd [A]understand

I want to tell you
I feel hung up and I [B7]don't know why [E7]
I don't mind
I could wait forever, [A7]I've got time
I've got time
I've got time
I've got time

Registrazione

giovedì 02.06.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 1-5 + sovraincisioni sul nastro 3 e riduzione del nastro 3 nel 4
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
canzone completa, basso escluso

venerdì 03.06.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 4
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
sovraincisione basso

Mixaggio

venerdì 03.06.1966 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 4
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
4 remix, il primo dei quali pubblicato sull'album

martedì 21.06.1966 @ Abbey Road Studio 3
nastri: 4
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick
secondo fonico: Phil McDonald
2 remix

Review

Le influenze indiane di I Want To Tell You sono meno evidenti, ma fondamentalmente più mature, di quelle di Love You To, anch'essa di Harrison e pubblicata su Revolver. Dal punto di vista del testo, la canzone tratta, come dichiarò il suo autore, "della valanga di pensieri troppo difficili da scrivere o comunicare", e rappresenta il più esplicito testo filosofico dei Beatles fino a questo momento. In questo senso, la seconda strofa è il centro gravitazionale della canzone, con il distinguo tra mente e individuo che suggerisce che l'essenza di un uomo non è nei suoi pensieri, ma nella sua anima.

Nel suo libro autobiografico I Me Mine, George rivelò che avrebbe dovuto invertire il verso di apertura di questa strofa, rendendolo "it isn't me, it's just my mind" (non sono io, è la mia mente), così da rafforzare ulteriormente il concetto. (Nel Live in Japan del 1992, il testo fu cantato in questa versione).

La strumentazione scelta per l'esecuzione è tipicamente occidentale, e il suono relativamente vuoto è in linea con diversi altri brani dell'album. La struttura del brano, che si apre in fade-in come Eight Days A Week, è però orientaleggiante e anche harrisoniana nell'uso espressivo dei pochi accordi.

La strofa di 11 battute rimane a lungo sulla tonica, prima di scivolare, a metà della 4a battuta, su un imprevisto Si Maggiore: un'originalità che McCartney esaspera con un dissonante ostinato di pianoforte. Il bridge esprime il gusto di Harrison per le progressioni modali, e, fortuitamente, evoca con successo la difficoltà di comunicazione che è oggetto del testo.

Come in Taxman, il contributo di McCartney è molto evidente: Paul fornisce la caratteristica parte di pianoforte, una bella linea di basso e il melisma (ti-i-i-i-i-i-me) nella dissolvenza che costituisce il più esplicito elemento indiano della canzone - e suggerisce anche all'ascoltatore più distratto che potrebbero essercene altri.

Lennon invece partecipa marginalmente, anche se era presente a tutte le incisioni, come riportato da Lewisohn. Il primo giorno di lavorazione, si sente George Martin chiedere a Harrison il titolo della canzone, e questi  risponde "I don't know" (non lo so). Al che John sbotta dicendo: "Granny Smith refrigerante parte seconda! Possibile che tu non abbia mai un titolo per le tue canzoni?" (vedere Love You To). La canzone fu dunque portata in lavorazione come Laxton's Suberp, nome di un'altra varietà di mele.

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