i saw her standing there

(mccartney/lennon)
durata 02:30
mi maggiore

Testo

Well she was just seventeen
You know what I mean
And the way she looked
Was way beyond compare
So how could I dance with another,
Oh, when I saw her standing there

Well she looked at me
And I, I could see
That before too long
I'd fall in love with her
She wouldn't dance with another
Oh, when I saw her standing there

Well my heart went boom
When I crossed that room
And I held her hand in mine

Oh we danced through the night
And we held each other tight
And before too long
I fell in love with her
Now I'll never dance with another
Oh, when I saw her standing there

Well my heart went boom
When I crossed that room
And I held her hand in mine

Oh we danced through the night
And we held each other tight
And before too long
I fell in love with her
Now I'll never dance with another
Oh, when I saw her standing there
Oh, since I saw her standing there
Yeah, well since I saw her standing there

L'ho vista lì

Bene, lei aveva solo diciassette anni,
Sai cosa intendo
Ed il suo aspetto
Era al di sopra di ogni paragone
Quindi come potevo ballare con un'altra
Oh quando l'ho vista lì

Beh, lei mi ha guardato
Ed io, io ho capito,
Che molto presto
Mi sarei innamorato di lei
Lei non avrebbe ballato con nessun altro
Oh, quando l'ho vista lì

Beh, il mio cuore faceva boom
Quando ho attraversato quella stanza
E ho preso la sua mano nella mia

Oh, abbiamo danzato tutta la notte
E ci siamo tenuti stretti
E molto presto
Sarò innamorato di lei
Ora non ballerò mai più con nessun'altra
Oh finchè la vedrò lì

Beh, il mio cuore faceva boom
Quando ho attraversato quella stanza
E ho preso la sua mano nella mia

Oh, abbiamo danzato tutta la notte
E ci siamo tenuti stretti
E molto presto
Sarò innamorato di lei
Ora non ballerò mai più con qualcun'altra
Oh, quando l'ho vista lì
Oh, quando l'ho vista lì
Oh, quando l'ho vista lì

Accordi

[E7]

Well she was just seventeen
You [A7]know what I [E7]mean
And the way she looked
Was way beyond [B7]compare
So [E7]how could I [E7/G#]dance with a[A7]nother,
[C]Oh, when I [E7]saw her [B7]standing [E7]there

Well she looked at me
And [A7]I, I could [E7]see
That before too long
I'd fall in love with [B7]her
She[E7] wouldn't [E7/G#]dance with a[A7]nother,
[C]Oh, when I [E7]saw her [B7]standing [E7]there

Well my [A7]heart went boom
When I crossed that room
And I held her hand in [B7]mine[E7]

Oh we danced through the night
And we [A7]held each other [E7]tight
And before too long
I fell in love with [B7]her
Now [E7]I'll never [E7/G#]dance with a[A7]nother,
[C]Oh, when I [E7]saw her [B7]standing [E7]there, aa[B7]ah

Solo: [E7] [B7] [E7] [A7] [E7] [B7] [E7] [B7]

Well my [A7]heart went boom
When I crossed that room
And I held her hand in [B7]mine[E7]

Oh we danced through the night
And we [A7]held each other [E7]tight
And before too long
I fell in love with [B7]her
Now [E7]I'll never [E7/G#]dance with a[A7]nother,
[C]Oh, when I [E7]saw her [B7]standing [E7]there
Oh, since I saw her [B7]standing [E7]there
Yeah, well since I saw her [B7]standing [A7]there [E7]

Registrazione

lunedì 11.02.1963 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 1-12
produttore: George Martin
primo fonico: Norman Smith
secondo fonico: Richard Langham

Mixaggio

lunedì 25.02.1963 @ Abbey Road Studio 1
nastri: 9, 12
mix: mono & stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Norman Smith
secondo fonico: A.B. Lincoln

Anomalie

01:23 Taglio impreciso nel passaggio dalla traccia 9 alla 12.

01:25 John armonizza con "I wouldn't dance", ma Paul canta "Now, I'll never dance".

01:29 John armonizza con "When I saw her standing there", ma Paul canta "Till I saw her standing there". Dopo questi due errori consecutivi, si distungue bene John che ride mentre continua a cantare.

01:32 Pessimo intervento di montaggio (nel ritorno dalla traccia 12 alla 9), facendo sì che alla fine del ritorno invece di "there" si senta "there-ere".

02:26 John armonizza con "I wouldn't dance with another", mentre Paul canta "Now I'll never dance with another". Questo tuttavia potrebbe non essere un errore di John quanto un effetto del montaggio: in questo punto si ritorna infatti al nastro 12 (fino alla conclusione del pezzo).

Review

La canzone di apertura del primo album dei Beatles è un brano scritto principalmente da McCartney con il contributo di Lennon. Mentre la parte musicale è piuttosto evidentemente opera del primo (ancora nel 1974 Lennon, eseguendola in concerto insieme ad Elton John, la presentò come "una canzone scritta da una mia vecchia fidanzata"), l'intervento di John è ben noto per quanto riguarda il testo.

La bozza iniziale di McCartney (intitolata Seventeen, il titolo fu cambiato all'ultimo momento, a canzone già registrata) iniziava con "Well she was just seventeen / Never been a beauty queen" (Lei aveva proprio 17 anni / mai stata una reginetta di bellezza), Lennon suggerì maliziosamente di modificare il secondo verso in "You know what I mean" (Sai cosa voglio dire), una chiara allusione all'età legale per avere rapporti sessuali consensuali - e, contemporaneamente, anche un gesto più gentile nei confronti del pubblico femminile, che tendeva a interpretare i testi come diretti a sè, vedere a questo proposito Thank You Girl.

Questo elemento, come altri passaggi del testo, soprattutto "il cuore che fa boom", è uno dei migliori esempi di come i Beatles stessero rivoluzionando il dizionario allora imperante nei testi delle canzoni; accantonando le romanticherie, essi affrontavano la questione dei rapporti ragazzo/ragazza con un linguaggio straordinariamente esplicito e diretto per l'epoca, che fu essenziale per il loro travolgente consenso tra i teenager proprio come il movimento del bacino lo fu per Elvis Presley.

La musica esprime perfettamente l'eccitazione dichiarata nel testo, ed è sorretta da un solido giro di basso - non semplice da eseguire mentre si canta, come faceva McCartney dal vivo e in studio - che il suo autore aveva rubacchiato da un recente successo di Chuck Berry, I'm Talking About You. Compositivamente, l'elemento più maturo è senz'altro il bridge di 10 battute, che aprendosi con 3 ripetizioni della stessa frase melodica, crea sapientemente un senso di attesa, che diversifica efficacemente l'atmosfera rispetto al ritmo serrato della strofa.

Anche se gli elementi fortuiti sono parte integrante del processo compositivo sia di Lennon, sia di McCartney, tale escamotage non pare del tutto casuale, se si nota come alla fine del cantato i Beatles si appoggino ancora sull'accordo di La maggiore (la sottodominante), per esasperarne l'effetto drammatico. Anche se era (e soprattutto sarà) John Lennon il compositore a ottenere i migliori risultati nello sposare magistralmente testo e musica, non c'è dubbio che sia stata l'istintiva sicurezza armonica di McCartney, così evidente in questo brano, a favorire la genesi di un testo in cui il protagonista non mostra esitazioni sentimentali di alcun tipo.

Da un punto di vista squisitamente tecnico, l'esecuzione non è impeccabile: George in particolare è piuttosto rigido durante l'assolo (il suo primo in un brano originale dei Beatles) così come negli obbligati di chitarra che sostengono la canzone, ed in effetti esistono numerose registrazioni successive che documentano quanto meglio egli avrebbe potuto eseguire la sua parte con un po' più di tempo e calma a disposizione.

I "wooh" in falsetto di Paul sono ruvidi a confronto di ciò di cui egli si mostrerà capace in seguito (in particolare in Long Tall Sally), mentre John esita più di una volta fornendo l'armonia bassa durante la strofa (in particolare sembra indeciso sulla nota da cantare su "her" nel verso finale di ogni strofa). Una parte di queste sbavature potrebbe essere dovuta al poco tempo intercorso tra composizione e incisione, anche se questa tesi sembra smentita dal fatto che la progressione di accordi durante l'assolo è diversa dalla sequenza della strofa - una soluzione molto infrequente per i Beatles.

Tuttavia, non è questo il modo corretto di analizzare un brano così riuscito. A questo punto della loro carriera - appena iniziata in studio, ma già lunga per quanto riguarda gli spettacoli dal vivo - i Beatles avevano fama di essere davvero irresistibili in concerto; I Saw Her Standing There, interamente registrata dal vivo, senza sovraincisioni eccetto i battiti di mani, è, insieme a Twist And Shout, incisa lo stesso giorno, la riproduzione su disco più vicina a quanto si poteva ascoltare ad un loro live del 1962. Non c'è dubbio che il conteggio iniziale fu mantenuto proprio per rafforzare questa impressione.

Molti musicisti, oggi come allora, saprebbero eseguire tecnicamente molto meglio dei Beatles questa canzone. Ma sono pochi coloro che avrebbero saputo trasmettere tanta energia e porsi alla ribalta con tanta autorevolezza sia come autori, sia come esecutori. Per tutte queste ragioni, I Saw Her Standing There è una delle canzoni di Please Please Me che meglio regge alla prova del tempo, quanto Twist And Shout e più ancora dei brani allora usciti come singoli, Love Me Do e Please Please Me

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