she's a woman


durata 02:45
la maggiore

Testo

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Review

Mentre John Lennon vanta un notevole numero di acclamatissimi lati B (This Boy, Rain, I Am The Walrus, Revolution, Don't Let Me Down), lo stesso non vale per McCartney. Una parziale eccezione è rappresentata da She's A Woman, un brano che, accoppiato alla prima uscita con I Feel Fine, suggeriva chiaramente che i Beatles non erano solo un gruppo melodico, anche se il grande pubblico avrebbe dovuto attendere ancora un anno e mezzo per rendersene definitivamente conto.

Concepita in pochi minuti - e completata in studio - da McCartney come un omaggio al suo idolo Little Richard, è una delle sue interpretazioni vocali più estreme, con la melodia saldamente ancorata sul registro più alto della sua estensione vocale: questa è infatti una delle pochissime canzoni, se non l'unica, che Paul ha ritenuto opportuno abbassare di intonazione negli anni seguenti: nel suo Unplugged del '91, la esegue nella tonalità di Mi Maggiore.

Il lavoro essenziale di batteria e chitarre mette ancora più in evidenza la voce e, di rimando, la ritmata parte di basso che conferisce al brano il suo caratteristico andamento dinoccolato. L'evidente spirito blues della canzone, mascherato da vari elementi nel corso della canzone, viene smaccatamente allo scoperto nel pungente assolo di 12 battute, che utilizza una classica progressione blues, creando un ulteriore trait d'union con I Feel Fine.

Il testo presenta, nei versi iniziali, una delle più imbarazzanti rime dell'intero catalogo del gruppo; d'altra parte, più avanti, l'idea delle rime composite (vedere What You're Doing) rappresenta il più rilevante progresso di McCartney come autore di testi fino a questo momento.

Ascoltata oggi, She's A Woman è un pezzo minore nella discografia dei Beatles, superata in fascino, piacevolezza ed ingegnosità da brani successivi che coniugano meglio l'evidente interesse sperimentale che sottende la composizione con elementi musicali più immediati e coinvolgenti; ma all'epoca fu un vero trionfo presso critica ed ascoltatori.

I primi ne lodarono incondizionatamente gli aspetti accademicamente rilevanti; i secondi la premiarono con richieste di ascolto così pressanti che la Hot 100 di Billboard (una classifica basata sulle vendite e sui passaggi radiofonici) la inserì addirittura al numero 4 della propria classifica. Stupiti essi stessi da tanto successo, i Beatles inserirono il brano nei loro concerti del 1965, e McCartney la incluse in numerosi suoi concerti da solista.

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