get back

(lennon/mccartney)
durata 03:06
la maggiore

Testo

Jojo was a man who thought he was a loner
But he knew it couldn't last
Jojo left his home in Tucson, Arizona
For some California grass

Get back, get back
Get back to where you once belonged
Get back, get back
Get back to where you once belonged
Get back Jojo. Go home
Get back, get back
Back to where you once belonged
Get back, get back
Back to where you once belonged
Get back Jo

Sweet Loretta Martin thought she was a woman
But she was another man
All the girls around her say she's got it coming
But she gets it while she can

Get back, get back
Get back to where you once belonged
Get back, get back
Get back to where you once belonged
Get back Loretta

Ah, get back
Yeah, get back
Get back to where you once belonged
Yeah get back
Get back to where you once belonged
Get back...

Ritorna

Jojo era un uomo che pensava di essere un solitario
Ma sapeva che non poteva durare
Jojo lasciò la sua casa a Tuscon, Arizona
per qualche pascolo della California

Ritorna, ritorna
Ritorna dove stavi una volta
Ritorna, ritorna
Ritorna dove stavi una volta
Ritorna, Jojo. Vai a casa
Ritorna, ritorna
Dove stavi una volta
Ritorna, ritorna
Dove stavi una volta
Ritorna Jo

La dolce Loretta Martin credeva di essere una donna
Ma era un altro uomo
Tutte le ragazze intorno a lei dicono che se lo doveva aspettare
Ma lei lo capisce sin dove può

Ritorna, ritorna
Ritorna dove stavi una volta
Ritorna, ritorna
Ritorna dove stavi una volta
Ritorna, Loretta

Ah, ritorna
Si, ritorna
Ritorna dove stavi una volta
Si, ritorna
Ritorna dove stavi una volta
Ritorna...

Accordi

[A] [G/A] [D/A]

[A]Jojo was a man who thought he was a loner
But [D]he knew it couldn't [A]last
Jojo left his home in Tucson, Arizona
For [D]some California [A]grass

Get back, get back
Get [D]back to where you once belonged [G/A]
[D/A]Get [A]back, get back
Get [D]back to where you once [A]belonged
Get back Jojo. [D] [A] [G] [D] [A] Go home [D] [G/A]
[D/A]Get [A]back, get back
Get [D]back to where you once [A]belonged [G/A]
[D/A]Get [A]back, get back
Get [D]back to where you once belonged
Get back Jo[A]

Solo: [A] [D] [A] [G/A] [D/A] [A] [D] [A] [G/A] [D/A]

[A]Sweet Loretta Martin thought she was a woman
But [D]she was another [A]man
All the girls around her say she's got it coming
But [D]she gets it while she [A]can

Get back, get back
Get [D]back to where you once belonged [G/A]
[D/A]Get [A]back, get back
Get [D]back to where you once [A]belonged
Get back Loretta [A] [D] [A] [G/A] [D/A] [A] [D] [A] [G/A]

Ah, get [D/A]back[A]
Yeah, get back
Get [D]back to where you once be[A]longed
Yeah get back
Get [D]back to where you once belonged
Get [A]back...

Registrazione

giovedì 23.01.1969 @ Apple Studios
nastri: non numerati
produttore: George Martin
primo fonico: Glyn Johns
secondo fonico: Alan Parsons
una decina di nastri, ancora con il testo provvisorio, l'ultimo dei quali temporaneamente contrassegnato come migliore

lunedì 27.01.1969 @ Apple Studios
nastri: non numerati
produttore: George Martin
primo fonico: Glyn Johns
secondo fonico: Alan Parsons
una quindicina di nastri, l'ultimo dei quali fu pubblicato sull'album Let It Be; è di questa giornata anche il frammento di Lennon che introduce il brano: "Sweet Loretta Fart..."

martedì 28.01.1969 @ Apple Studios
nastri: non numerati
produttore: George Martin
primo fonico: Glyn Johns
secondo fonico: Alan Parsons
una sola versione, utilizzata per la pubblicazione sul singolo; sul 45 giri la coda è sfumata, mentre sull'LP Let It Be la canzone entra ed esce dalla dissolvenza usando proprio parte del finale della versione di questo giorno

giovedì 30.01.1969 @ Apple Studios Tetto
nastri: non numerati
produttore: George Martin
primo fonico: Glyn Johns
secondo fonico: Alan Parsons
concerto sul tetto, 3 esecuzioni; 2 all'inizio del concerto (la prima di riscaldamento) e una come ultimo pezzo. nessuna fu usata nè per l'album nè per il singolo, ma alcune frasi alla fine dell'ultima versione appaiono sull'album Let It Be

Mixaggio

mercoledì 05.02.1969 @ Apple Studios
nastri: non numerati
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Glyn Johns
secondo fonico: Alan Parsons
remix stereo delle versioni eseguite nel corso del concerto sul tetto

lunedì 10.03.1969 @ Olympic Sound Studios, Londra Studio 1
nastri: non numerati
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Glyn Johns
secondo fonico: Alan Parsons
primi remix delle registrazioni del 27 e 28 gennaio

mercoledì 26.03.1969 @ Abbey Road Studio 2
nastri: non numerati
mix: mono
produttore: George Martin
primo fonico: Jeff Jarratt
prove di remix in mono in preparazione dell'uscita del brano come 45 giri

lunedì 07.04.1969 @ Olympic Sound Studios, Londra Studio 1
nastri: non numerati
mix: mono & stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Glyn Johns
secondo fonico: Jerry Boys
mix definitivo per la pubblicazione del singolo omonimo

giovedì 26.03.1970 @ Abbey Road Stanza 4
nastri: non numerati
mix: stereo
produttore: Phil Spector
primo fonico: Peter Bown
secondo fonico: Roger Ferris
remix 1-5 + montaggio, per la pubblicazione sull'album Let It Be

Review

Il nuovo album "senza trucchi, senza sovraincisioni" che avrebbe segnato per i Beatles un ritorno alle origini, si sarebbe intitolato Get Back, e come per gli ultimi due progetti del gruppo che prendevano il titolo da uno dei brani, la title track sarebbe stata composta da Paul McCartney.  Dato per assunto che il titolo precede in questo caso la composizione, Paul doveva concepire un testo coerente, un'impresa che aveva già compiuto con Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band e Magical Mystery Tour.

Il procedimento questa volta fu però assai più tortuoso e problematico. Il primo spunto fu forse innescato da Sour Milk Sea, un brano di George Harrison inciso dall'artista Apple Jackie Lomax con McCartney al basso. La canzone di Harrison includeva i versi "Get back to the place you should be", che, appena modificati in "Get back to where you once belonged" divennero il ritornello di Get Back.

Archiviati titolo e ritornello, restavano da scrivere le strofe. Questa composizione in stile puzzle era congeniale a Lennon, ma molto meno a McCartney, che era di nuovo bloccato. A questo punto, ispirato dall'insasprirsi delle polemiche riguardo alle proposte di modifiche della legge sull'immigrazione, Paul concepì un testo che era una poco divertente parodia del razzismo, comprendente versi del tenore di "don't dig no Pakistanis taking all the people jobs" (non mi piacciono i pakistani che portano via tutto il lavoro alla gente).

I Beatles pensavano di potersi permettere uno scherzo del genere perchè, essendo i loro ispiratori quasi tutti neri, il loro improvvisato razzismo non sarebbe stato credibile. Il clima era però ancora avvelenato dal famoso discorso sui "fiumi di sangue" pronunciato l'aprile scorso da Enoch Powell, che paventava uno scontro armato per questioni razziali; McCartney, prudentemente, cambiò idea.

Nella sua forma finale, il testo divenne una confusa sequenza di immagini su un personaggio dalla dubbia identità sessuale, che attivò il sarcasmo di Lennon per quella che è poi diventata l'introduzione del brano: Sweet Loretta Fart, she thought she was a cleaner, but she was a frying pan (la dolce Loretta Peto, pensava di essere un aspirapolvere, ma invece era una padella da frittura).

Mentre le parole sono nell'insieme deludenti, la musica cattura splendidamente quello che avrebbe dovuto essere lo spirito dell'album: i Beatles che lavorano come ai vecchi tempi, ma con superiore maturità ed esperienza. Bizzarramente definita da Lennon "una Lady Madonna migliorata", Get Back è sostanzialmente un blues semplificato, articolato su strofa e ritornello di 8 battute; entrambi utilizzano parsimoniosamente 2 soli accordi (La Maggiore e Re Maggiore), con un ricorrente intercalare di Sol Maggiore della brusca durata di un solo quarto.

Per caso o per scelta, anche questo è un ritorno alle origini: Love Me Do è ad esempio altrettanto semplice (ma anche altri singoli successivi sono basati su 2 accordi: Paperback Writer ed Eleanor Rigby). Nata da una jam session del 7 gennaio, Get Back venne successivamente affinata mantenendo comunque una spontaneità evidente nella spumeggiante esecuzione vocale di McCartney, e nell'ottima performance di Lennon alla chitarra solista.

Anche i contributi di Ringo alla batteria e, soprattutto, di Billy Preston al piano elettrico sono notevoli. Quest'ultimo era stato reclutato da Harrison per costringere i colleghi a mantenere una parvenza d'armonia, come essi avevano dimostrato pochi mesi prima in occasione della partecipazione di Eric Clapton a While My Guitar Gently Weeps. L'espediente funzionò, e la professionalità dell'esecuzione è ancora più notevole se si considera che, oltre alle ben note tensioni tra il periodo, il testo stesso del brano forniva ulteriore argomento di discussione: ancora nel 1980, Lennon assicurava che ogni volta che pronunciava il ritornello, McCartney guardava significativamente Yoko Ono.

La versione del singolo e quella dell'album Let It Be provengono dallo stesso nastro di base, registrato il 27 gennaio. Quella del singolo è caratterizzata da un maggiore riverbero e da una coda dopo un falso finale. Quella dell'album, priva di entrambi questi elementi, utilizza frammenti parlati tratti sia dalla registrazione in studio, sia dal famoso concerto sul tetto della Apple del 30 gennaio 1969. Brillante espediente di Phil Spector, creò la percezione che i due nastri di partenza fossero diversi, suggerendo un ulteriore pretesto per l'acquisto dell'album Let It Be.

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