my bonnie


durata 02:42
do maggiore

Testo

My Bonnie lies over the sea
My Bonnie lies over the ocean
Oh bring back my Bonnie to me

My Bonnie lies over the ocean
My Bonnie lies over the sea
Well my Bonnie lies over the ocean
Yeah bring back my Bonnie to me

Yeah bring back, ah bring back
Oh bring back my Bonnie to me, to me
Oh bring back, oh bring back
Oh bring back my Bonnie to me

Well my Bonnie lies over the ocean
My Bonnie lies over the sea
Yeah my Bonnie lies over the ocean
Oh I said bring back my Bonnie to me

Yeah bring back, ah bring back
Oh bring back my Bonnie to me, to me
Oh bring back, ah bring back
Oh bring back my Bonnie to me

La mia Bonnie

La mia Bonnie si trova al di là del mare
La mia Bonnie si trova al di là dell'oceano
Oh riportate la mia Bonnie da me

La mia Bonnie si trova al di là dell'oceano
La mia Bonnie si trova al di là del mare
Si, la mia Bonnie si trova al di là dell'oceano
Si, riportate la mia Bonnie da me

Si riportate, ah riportate
Oh riportate la mia Bonnie da me, da me
Oh riportate, oh riportate
Oh riportate la mia Bonnie da me

Si, la mia Bonnie si trova al di là dell'oceano
La mia Bonnie si trova al di là del mare
Si, la mia Bonnie si trova al di là dell'oceano
Oh vi dico, riportate la mia Bonnie da me

Si riportate, ah riportate
Oh riportate la mia Bonnie da me, da me
Oh riportate, oh riportate
Oh riportate la mia Bonnie da me

Accordi

Non ci sono ancora gli accordi di questo brano.

Registrazione

giovedì 22.06.1961 @ Friedrich-Ebert-Gymnasium, Amburgo
nastri: sconosciuti
produttore: Bert Kaempfert
primo fonico: Karl Hinze

Mixaggio

giovedì 22.06.1961 @ Friedrich-Ebert-Gymnasium, Amburgo
nastri: sconosciuto
mix: mono
produttore: Bert Kaempfert
primo fonico: Karl Hinze
data e luogo non confermati

Review

Sin dalla prima trasferta amburghese del 1960, i Beatles fecero amicizia con vari altri colleghi connazionali che, come loro, suonavano nei locali della città tedesca. Tra questi, uno dei più acclamati era un cantante e chitarrista di Norfolk chiamato Tony Sheridan, di soli sei mesi più vecchio di Lennon, ma già una piccola star ai due lati della Manica.

I Beatles tenevano in così alta considerazione Sheridan da recarsi spesso a sentirlo nelle pause dei propri spettacoli, e spesso suonavano qualche pezzo con lui, sostituendo temporaneamente il suo gruppo di supporto, i Jets.

Sheridan, che era sotto contratto con la Deutsche Grammophon, emissaria tedesca della Polydor, doveva incontrare Alfred Schacht, un manager della casa discografica dopo un suo concerto. Il caso volle che quando Schacht arrivò al Top Ten, Sheridan si trovasse proprio in mezzo a una delle sue improvvisate esibizioni coi Beatles. Schacht ne fu molto impressionato, e propose al suo amico Bert Kaempfert (produttore già allora di grande successo, in seguito autore tra l'altro di Strangers In The Night) di valutare di incidere alcune delle canzoni che aveva ascoltato.

Il progetto si concretizzò in poche settimane, e il 22 giugno 1961 i Beatles accompagnarono Sheridan in cinque brani, prima di incidere anche una cover di Ain't She Sweet e un pezzo strumentale accreditato a Lennon ed Harrison, intitolato Cry For A Shadow. Non è eccessivo dire che questa registrazione quasi dal vivo, in uno studio d'incisione improvvisato dentro un asilo, ha cambiato la storia della musica.

Da questa seduta venne ricavato un singolo (My Bonnie/The Saints) accreditato a Tony Sheridan And The Beat Brothers. Pubblicato nell'agosto dello stesso anno, questo 45 giri raggiunse la quinta posizione delle classifiche britanniche, con oltre 100mila copie vendute.

La vera importanza di questo disco però è dovuta a un fatto ben noto: alla fine del '61, a Liverpool, un diciottenne di nome Raymond Jones ne chiese una copia al proprio negoziante, indicandolo come un disco dei Beatles. Il negoziante, che non li aveva mai sentiti nominare, riuscì dopo parecchie telefonate a scoprire che si trattava di un complesso locale. Incuriosito, andò ad una loro esibizione al vicino Cavern e ne rimase così impressionato da decidere su due piedi di diventare il loro manager. Era Brian Epstein.

Come Love Me Do, Please Please Me, She Loves You e I Want To Hold Your Hand, My Bonnie è un tassello fondamentale nella strada dei Beatles al successo, e i giudizi sui suoi meriti come canzone sono trascurabili. Ad ogni modo, è una splendida esecuzione di una vecchia canzone tradizionale scozzese, in cui Tony Sheridan mostra ottime doti di showman, con un'interpretazione contemporaneamente coinvolgente ed elegante sia alla voce, sia alla chitarra solista.

Come backing band, i Beatles se la cavano alla grande, fornendo un ricchissimo supporto vocale e un accompagnamento fluido e molto appropriato. A onore di Pete Best bisogna riconoscere che anche se i doppi colpi sul rullante non sono sempre convincenti, le sue rullate forniscono buona parte dell'eccitazione nei momenti cruciali del brano.

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