Let It Be
Recensione
di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 05.11.2007
Si è detto innumerevoli volte, e tuttavia non abbastanza, che la carriera dei Beatles avrebbe meritato un epilogo migliore. Un gruppo che ha lasciato un simile numero di brani indimenticabili avrebbe potuto chiudere la carriera con un album migliore e un singolo migliore di quanto non siano Let It Be singolo ed album. Il principale problema era che i Beatles letteralmente non si sopportavano più. I diari delle registrazioni di Mark Lewisohn sono pieni di racconti di episodi sgradevoli, litigi ed atmosfere tese per grandissima parte delle sedute che vanno tra il ritorno da Rishikesh, nella primavera del 1968 e l'ufficiale scioglimento dei Beatles, il 10 aprile 1970.
Per questa ragione a nessuno dei 4, men che meno a John Lennon, importava granchè di come concludere la carriera dei Beatles; e purtroppo, in parte a causa delle disastrate finanze della Apple, in parte a causa del fatto che il progetto Get Back/Let It Be era già stato annunciato alla stampa (e la pubblicazione del film e dell'album solo rimandata), bisognava fare qualcosa con l'inutilizzato materiale delle relative sedute di registrazione.
Dopo le controverse vicende legate alla produzione dell'album (le due versioni, scartate, realizzate di Glyn John, recentemente riprese per Let It Be...naked, quella, poi pubblicata, di Phil Spector), all'inizio del 1970, dopo i vari rinvii, l'album stava imboccando la strada per la pubblicazione. Nel frattempo, però, i Beatles si erano ormai sciolti a tutti gli effetti: Paul e Ringo stavano per uscire con i rispettivi album di debutto, John aveva già pubblicato un album e tre singoli insieme alla Plastic Ono Band, George avrebbe iniziato i lavori per il suo All Things Must Pass a maggio.
Mancava solo l'annuncio, che sarebbe arrivato - inaspettatamente, e con grande ira di John e degli altri - ad opera di Paul, il 10 aprile 1970, quindi prima dell'uscita dell'album Let It Be e della prima del film ad esso associato, intaccando l'illusione di continuità che questo singolo doveva dare. Il gesto di Paul, così come la sua famigerata autointervista inclusa nel suo primo album da solista, aveva in effetti tutta l'aria di una ripicca innescata anche dal polemico comportamento dei Beatles e del manager Allen Klein circa le date di uscita di Let It Be, McCartney (l'album solista di Paul) e Sentimental Journey (l'album di Ringo).
Con il suo titolo evocativo, ed un lato B che mostra sia il disinteresse dei Beatles per i Beatles (per aver pubblicato come un ultima canzone del loro ultimo singolo una canzone che conteneva addirittura un rutto), sia la loro ormai perduta amicizia (per l'innegabile divertimento che pervade la canzone, registrata in gran parte nel 1967), Let It Be è davvero un triste finale per una storia così bella.
Content management system & hosting: courtesy of Gruppo Modulo | © 2003-2012 Luca Biagini except where noted otherwise.

Commenti dei lettori
Ancora nessun commento per questo album. Be the first!