Pepperland

Tutto Molto sui Beatles

hey jude

formato: Singolo 45 giri
R 5722: 30.08.1968
posizione più alta in classifica (UK): #1 per 2 settimane
settimane in classifica: 16

Lato A
  1. Hey Jude 07:06
    (Lennon/McCartney)
Lato B
  1. Revolution 03:22
    (Lennon/McCartney)

Review

Oltre alla disillusione per la condotta ambigua del Maharishi durante il soggiorno a Rishikesh (il guru fu accusato - pare infondatamente - di aver approcciato in termini piuttosto terreni una ragazza del gruppo, forse Mia Farrow), i Beatles tornarono dall'Himalaya con un bel gruzzolo di canzoni. Lennon, McCartney ed Harrison ne composero oltre 20, buona parte delle quali finì sul successivo album della band, il doppio The Beatles (più noto come White Album), ma alcune (tra cui una embrionale Jealous Guy di John Lennon, all'epoca intitolata Child Of Nature, e Junk di Paul McCartney) furono pubblicate sui rispettivi lavori solisti dopo lo scioglimento dei Beatles. Tuttavia, entrambe le canzoni destinate al primo singolo post-rientro hanno ben poco a che vedere con l'India, l'autocoscienza e la natura, sebbene Revolution fu effettivamente iniziata a Rishikesh.

I Beatles tornarono in studio il 30 maggio del 1968, mettendo subito mano a Revolution, una canzone di John Lennon che introduceva una nuova componente nei testi dei Beatles: l'osservazione sociale. Questo era un terreno assai fertile, alla luce degli eventi che si stavano consumando all'epoca: dal Vietnam all'uccisione di Martin Luther King passando per le occupazioni studentesche in Francia e Gran Bretagna. La versione iniziata in quei giorni, era la cosiddetta "versione lenta", poi intitolata Revolution 1. Paul, George e Ringo erano decisamente contrari ad una simile presa di posizione politica, e cercarono di opporsi al suo utilizzo come singolo sostenendo che il brano era lento. Lennon ribattè che non c'era problema, bastava farla più veloce: e nacque così Revolution.

In mezzo a queste discussioni (e a vari esperimenti, che portarono alla nascita di Revolution 9), i Beatles proseguirono i lavori per il nuovo album, ed avevano già registrato una decina di altri brani, ma l'unica proposta alternativa per il prossimo singolo era Obladi Oblada, cui George, Ringo e soprattutto John si opponevano fermamente.

La situazione rimase in stato di stallo fino a quando Paul non portò in studio Hey Jude. La genesi di questa canzone è tra le più note: Paul stava andando a trovare Cynthia e Julian Lennon (rispettivamente prima moglie e primogenito di John) e mentre percorreva la strada in automobile iniziò a cantare, rivolgendosi immaginariamente a Julian: "Hey Jules, don't take it bad". Jules divenne presto Jude, e quanto Paul la fece ascoltare a John egli ne fu così impressionato (in seguito dirà che era la miglior canzone mai scritta da McCartney), che le discussioni su quale brano dovesse diventare il nuovo singolo dei Beatles terminarono immediatamente - allungando contestualmente il famigerato elenco di lati B dei Beatles che avrebbero benissimo potuto essere dei lati A.

Hey Jude riportò ai massimi livelli il consenso intorno ai Beatles. Anche l'America, che aveva relativamente snobbato Lady Madonna (che, come Eleanor Rigby, non aveva raggiunto il numero uno della classifica USA), apprezzò il riscatto dei Beatles, premiando questo straordinario 45 giri con 9 settimane consecutive al numero uno. Dal punto di vista dei suoni, Hey Jude/Revolution introduce il ritorno del White Album ad atmosfere più naturali, decretando l'abbondono della colorata tavolozza sonora del 1967, farcita di psichedelia e musica indiana, restituendo importanza alle chitarre e ricorrendo con sempre maggiore frequenza al pianoforte. 

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