Hey Jude

Lato A
  1. Hey Jude (Lennon/McCartney)
Lato B
  1. Revolution (Lennon/McCartney)

Pubblicazione

R 5722: 30 agosto 1968

Formato: Singolo 45 giri

Classifica

Posizione più alta: #1 per 2 settimane
Settimane in classifica: 16


Recensione

di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 24.04.2010

The Beatles - Copertina dell'album The Beatles Hey Jude

Oltre alla disillusione per la condotta ambigua del Maharishi durante il soggiorno a Rishikesh (il guru fu accusato - pare infondatamente - di aver approcciato in termini piuttosto terreni una ragazza del gruppo, forse Mia Farrow), i Beatles tornarono dall'Himalaya con un bel gruzzolo di canzoni. Lennon, McCartney ed Harrison ne composero oltre 20, buona parte delle quali finì sul successivo album della band, il doppio The Beatles (più noto come White Album), ma alcune (tra cui una embrionale Jealous Guy di John Lennon, all'epoca intitolata Child Of Nature, e Junk di Paul McCartney) furono pubblicate sui rispettivi lavori solisti dopo lo scioglimento dei Beatles. Tuttavia, entrambe le canzoni destinate al primo singolo post-rientro hanno ben poco a che vedere con l'India, l'autocoscienza e la natura, sebbene Revolution fu effettivamente iniziata a Rishikesh.

I Beatles tornarono in studio il 30 maggio del 1968, mettendo subito mano a Revolution, una canzone di John Lennon che introduceva una nuova componente nei testi dei Beatles: l'osservazione sociale. Questo era un terreno assai fertile, alla luce degli eventi che si stavano consumando all'epoca: dal Vietnam all'uccisione di Martin Luther King passando per le occupazioni studentesche in Francia e Gran Bretagna. La versione iniziata in quei giorni, era la cosiddetta "versione lenta", poi intitolata Revolution 1. Paul, George e Ringo erano decisamente contrari ad una simile presa di posizione politica, e cercarono di opporsi al suo utilizzo come singolo sostenendo che il brano era lento. Lennon ribattè che non c'era problema, bastava farla più veloce: e nacque così Revolution.

In mezzo a queste discussioni (e a vari esperimenti, che portarono alla nascita di Revolution 9), i Beatles proseguirono i lavori per il nuovo album, ed avevano già registrato una decina di altri brani, ma l'unica proposta alternativa per il prossimo singolo era Obladi Oblada, cui George, Ringo e soprattutto John si opponevano fermamente.

La situazione rimase in stato di stallo fino a quando Paul non portò in studio Hey Jude. La genesi di questa canzone è tra le più note: Paul stava andando a trovare Cynthia e Julian Lennon (rispettivamente prima moglie e primogenito di John) e mentre percorreva la strada in automobile iniziò a cantare, rivolgendosi immaginariamente a Julian: "Hey Jules, don't take it bad". Jules divenne presto Jude, e quanto Paul la fece ascoltare a John egli ne fu così impressionato (in seguito dirà che era la miglior canzone mai scritta da McCartney), che le discussioni su quale brano dovesse diventare il nuovo singolo dei Beatles terminarono immediatamente - allungando contestualmente il famigerato elenco di lati B dei Beatles che avrebbero benissimo potuto essere dei lati A.

Hey Jude riportò ai massimi livelli il consenso intorno ai Beatles. Anche l'America, che aveva relativamente snobbato Lady Madonna (che, come Eleanor Rigby, non aveva raggiunto il numero uno della classifica USA), apprezzò il riscatto dei Beatles, premiando questo straordinario 45 giri con 9 settimane consecutive al numero uno. Dal punto di vista dei suoni, Hey Jude/Revolution introduce il ritorno del White Album ad atmosfere più naturali, decretando l'abbondono della colorata tavolozza sonora del 1967, farcita di psichedelia e musica indiana, restituendo importanza alle chitarre e ricorrendo con sempre maggiore frequenza al pianoforte. 

Commenti dei lettori

Il 16/05/2012 alle 18:41 alessio ha detto:
non so se Ŕ meglio questo singolo oppure pennylane/strawberry fields forever....splendidi tutti e due!!!
Il 07/02/2013 alle 13:29 Elvira Sampieri ha detto:
Testo meraviglioso, sentito e vero:Paul dimostra una straordinaria sensibilitÓ per questo figlio lasciato da John.
Questo dimostra che al di fuori della musica, l'amicizia c'era davvero, e solo per il volere del destino il gruppo si sciolse;tuttavia Paul rimase sempre vicino al piccolo Jiulian nella circostanza del divorzio dei suoi genitori, ed il ragazzo stesso, oggi un uomo, ha spesso citato Paul nelle sue interviste come un buon amico di famiglia in un momento tanto difficile.
Il testo Ŕ stupendo, meraviglioso.
Lunga vita ai Beatles!!

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