Hello Goodbye

Lato A
  1. Hello, Goodbye (Lennon/McCartney)
Lato B
  1. I Am The Walrus (Lennon/McCartney)

Pubblicazione

R 5655: 24 novembre 1967

Formato: Singolo 45 giri

Classifica

Posizione più alta: #1 per 7 settimane
Settimane in classifica: 12


Recensione

di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 04.11.2007

The Beatles - Copertina dell'album The Beatles Hello Goodbye

Il sedicesimo singolo dei Beatles fu il primo ad essere pubblicato dopo la morte del loro manager, Brian Epstein. Al di là delle ripercussioni emotive, l'impatto di questo evento sulla carriera dei Beatles di Brian fu devastante. Sebbene molte altre cause concorsero alla scioglimento della band, è un fatto che già dopo un anno dalla sua scomparsa i Beatles erano fortemente in procinto di sciogliersi, e, poco dopo un altro anno frammentario ed infelice essi arriveranno all'epilogo della loro straordinaria carriera.

Niente di tutto questo traspare su questo singolo, che, dopo il frettoloso ed atipico 45 giri precedente, ci riporta agli standard di qualità e accuratezza di Sgt. Pepper. Su entrambi i lati del disco, i due autori mostrano un classico esempio delle loro differenti quanto notevoli abilità. Sul lato A, Hello Goodbye si aggiunge all'elenco delle grandi hit commerciali scritte e cantate da Paul McCartney. Sul lato B, John Lennon raggiunge forse l'apice delle sue canzoni visionarie e lisergiche.

Sebbene entrambe le canzoni fossero tipicamente condizionate dall'atmosfera dell'epoca (la moda dei testi fanciulleschi che pervade Hello Goodbye era figlia dell'LSD quanto lo era la psichedelia di I Am The Walrus), è difficile immaginare due brani più lontani tra loro appaiati su un 45 giri. Tuttavia, almeno ad un livello più generale di ascolto, in entrambi i pezzi la musica prevale sui testi, e l'ascolto di tutti e due i pezzi è una piacevolissima esperienza musicale: innocuamente divertente in Hello Goodbye, intrigantemente estraniante in I Am The Walrus. Nonostante ciò, rimane oggettivo il fatto che I Am The Walrus sia, con Rain, uno dei brani che avrebbero dovuto essere un lato A.

George Martin conferma la centralità del suo lavoro - così evidente, così fondamentale - in quasi tutti i brani pubblicati nel 1967; al contempo, i Beatles tornano a comportarsi come un vero gruppo, dopo che in numerose canzoni (soprattutto di McCartney) degli ultimi due album aveva avuto inizio una pratica per cui era tutt'altro che scontato che tutti e 4 partecipassero alle registrazioni dei brani.

La scelta di lavorare su brani da band (per quanto comprensibilmente lontani da quelli dei loro esordi) fu probabilmente una reazione, inconscia o meno, alla morte di Brian: i Beatles sentivano di dover stringere il loro legame per fronteggiare l'assenza del loro amico e manager. Questa saggia decisione li mantenne compatti nei loro progetti (a prescindere dalla loro qualità e valore) fino all'inizio del 1968, quando, a febbraio, partirono per Rishikesh, in India. Al loro ritorno (Ringo tornò quasi subito, Paul resistette per circa un mese, John e George fino ad aprile) questa coesione era completamente svanita (così come lo spirito della Summer Of Love), e i loro lavori successivi mostrarono da subito le divergenze interne che di lì a poco li avrebbero portati al definitivo scioglimento.

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