Don't Let Me Down
(Lennon/McCartney)
Durata: 3:33
Tonalità: Mi Maggiore
Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?
- John Lennon: voce raddoppiata, chitarra ritmica
- Paul McCartney: seconda voce, basso
- George Harrison: chitarra solista
- Ringo Starr: batteria
- Billy Preston: piano elettrico
Testo
Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down
Nobody ever loved me like she does
Ooh she does, yes she does
And if somebody loved me like she do me
Ooh she do me, you she does
Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down
I'm in love for the first time
Don't you know it's gonna last
It's a love that lasts forever
It's a love that has no past
Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down
And from the first time that she really done me
Ooh she done me, she done me good
I guess nobody ever really done me
Ooh she done me, she done me good
Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down...
© 1969 Northern Songs.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com
Traduzione
Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare
Nessuno mi ha mai amato come lei
Oh come lei, sì come lei
E se qualcuno mi ha amato come lei
Oh come lei, sì come lei
Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare
Sono innamorato per la prima volta
Non sai che durerà?
È un amore che dura per sempre
È un amore che non ha passato
Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare
E dalla prima volta che lei mi ha davvero fatto
Oh mi ha fatto, mi ha fatto bene
Credo che nessuno mi abbia davvero fatto
Oh lei mi ha fatto, mi ha fatto bene
Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare...
Recensione
di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 18.12.2009
L'ultimo dei grandi lati B di John Lennon per i Beatles (quale altro compositore al mondo ha scritto B-side del valore di Rain, I Am The Walrus e Revolution?) è una supplicante canzone d'amore per Yoko Ono, che anticipa per certi versi, e con risultati migliori, lo stile "Primal Scream" che caratterizzerà il suo primo album da solista, John Lennon/Plastic Ono Band.
Parsimoniosa nel testo e negli accordi, presenta una linea melodica che si muove sinuosamente lungo lo spazio di quasi due ottave, spingendo John ai limiti estremi della propria estensione vocale, sia verso l'alto, sia verso il basso. McCartney risponde all'appello impiegando nelle armonie vocali il suo registro più alto, ed eseguendo una parte di basso che, nella sezione a contrasto, diventa un autentico controcanto alla melodia.
Nello spirito di "ritorno alle origini" che sottindendeva all'intero progetto Get Back/Let It Be, la canzone si apre con l'appassionato ritornello discendente di 8 battute, prima di passare al caloroso lamento della strofa, anch'essa di 8 battute, ma con un'anomalia ritmica nella battuta iniziale, in 5/4, che conferisce ulteriore pathos.
Splendidamente eseguita dal vivo, con il decisivo apporto di Billy Preston, il cui piano elettrico diventa l'attrazione principale di una coda insolitamente lunga (per gli standard dei Beatles), fu colpevolmente esclusa dall'album Let It Be, che avrebbe invece tratto grande giovamento dalla sua presenza.
Curiosamente, a differenza di molte canzoni iperpersonali di Lennon, la semplicità del concetto qui espresso, unito a una forma-canzone piacevolmente semplice, dalle sezioni ben distinte, funziona a livello universale, facendo di Don't Let Me Down una delle migliori canzoni d'amore dei Beatles.
Le ottime recensioni ottenute avrebbero dovuto spingere Lennon a insistere su questa strada, ma sfortunatamente egli, già dal successivo singolo dei gruppo, The Ballad Of John And Yoko, esaspererà l'aspetto autoreferenziale delle proprie composizioni, rendendo di fatto impossibile l'empatia tra ascoltatori e interprete, un aspetto invece determinante nell'iniziale ascesa dei Beatles.
Ripresa in numerose cover, che come quasi sempre con i brani dei Beatles non eguagliano la forza espressiva dell'originale, Don't Let Me Down è forse la più toccante delle canzoni scritte da John per Yoko; solo nel 1980, con la splendida Woman pubblicata sul suo ultimo album Double Fantasy, riuscirà a trovare di nuovo un bilanciamento altrettanto efficace tra l'autenticità delle proprie dichiarazioni e la loro adattabilità ad un pubblico più vasto.
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Commenti dei lettori
uno dei miei brani preferiti... ogni volta che la canto mi si gonfiano le vene del collo ma mi dà un sacco di soddisfazione ascoltarla.
Che GRANDISSIMA CANZONE...Ha un pathos unico...è la mia suoneria del cellulare...non vedo sempre l'ora che qualcuno mi chiami per ascoltarla...è travolgente...
Un capolavoro di Lennon!!! Una canzone d'amore senza fronzoli, cantata in maniera stupenda, grande anche Paul nella seconda voce e nel basso (chi dice che non è un bassista????). Una delle mie preferite.