Don't Let Me Down

(Lennon/McCartney)

Durata: 3:33
Tonalità: Mi Maggiore

Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?

  • John Lennon: voce raddoppiata, chitarra ritmica
  • Paul McCartney: seconda voce, basso
  • George Harrison: chitarra solista
  • Ringo Starr: batteria
  • Billy Preston: piano elettrico

Testo

Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down

Nobody ever loved me like she does
Ooh she does, yes she does
And if somebody loved me like she do me
Ooh she do me, you she does

Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down

I'm in love for the first time
Don't you know it's gonna last
It's a love that lasts forever
It's a love that has no past

Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down

And from the first time that she really done me
Ooh she done me, she done me good
I guess nobody ever really done me
Ooh she done me, she done me good

Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down
Don't let me down...

© 1969 Northern Songs.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com

Traduzione

Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare

Nessuno mi ha mai amato come lei
Oh come lei, sì come lei
E se qualcuno mi ha amato come lei
Oh come lei, sì come lei

Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare

Sono innamorato per la prima volta
Non sai che durerà?
È un amore che dura per sempre
È un amore che non ha passato

Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare

E dalla prima volta che lei mi ha davvero fatto
Oh mi ha fatto, mi ha fatto bene
Credo che nessuno mi abbia davvero fatto
Oh lei mi ha fatto, mi ha fatto bene

Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare
Non mi lasciare...

Registrazione

Mercoledì 22 gennaio 1969
@ Apple Studios

Nastro/i: non numerati
Produttore: George Martin
Primo fonico: Glyn Johns
[alcune versioni, tra cui quella scelta da Glyn Johns per l'abortito album Get Back, durante il primo giorni di lavori per il film e l'album]

Martedì 28 gennaio 1969
@ Apple Studios

Nastro/i: non numerati
Produttore: George Martin
Primo fonico: Glyn Johns
Secondo fonico: Alan Parsons
[la versione poi pubblicata sul singolo Get Back]

Giovedì 30 gennaio 1969
@ Apple Studios - Tetto

Nastro/i: non numerati
Produttore: George Martin
Primo fonico: Glyn Johns
Secondo fonico: Alan Parsons
[una versione, durante il concerto sul tetto]

Mixaggio

Mercoledì 5 febbraio 1969
@ Apple Studios
Mix: stereo

Nastro/i: non numerati
Produttore: George Martin
Primo fonico: Glyn Johns
Secondo fonico: Alan Parsons
[remix provvisorio della versione tratta dal concerto sul tetto]

Lunedì 10 marzo 1969
@ Olympic Sound Studios, Londra - Studio 1
Mix: stereo

Nastro/i: non numerati
Produttore: George Martin
Primo fonico: Glyn Johns
[remix per l'abortito album Get Back]

Lunedì 7 aprile 1969
@ Olympic Sound Studios, Londra - Studio 1
Mix: Mono e stereo

Nastro/i: non numerati
Produttore: George Martin
Primo fonico: Glyn Johns
Secondo fonico: Jerry Boys
[un remix mono e uno stereo, per la pubblicazione del singolo Get Back]

Recensione

di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 18.12.2009

L'ultimo dei grandi lati B di John Lennon per i Beatles (quale altro compositore al mondo ha scritto B-side del valore di Rain, I Am The Walrus e Revolution?) è una supplicante canzone d'amore per Yoko Ono, che anticipa per certi versi, e con risultati migliori, lo stile "Primal Scream" che caratterizzerà il suo primo album da solista, John Lennon/Plastic Ono Band.

Parsimoniosa nel testo e negli accordi, presenta una linea melodica che si muove sinuosamente lungo lo spazio di quasi due ottave, spingendo John ai limiti estremi della propria estensione vocale, sia verso l'alto, sia verso il basso. McCartney risponde all'appello impiegando nelle armonie vocali il suo registro più alto, ed eseguendo una parte di basso che, nella sezione a contrasto, diventa un autentico controcanto alla melodia.

Nello spirito di "ritorno alle origini" che sottindendeva all'intero progetto Get Back/Let It Be, la canzone si apre con l'appassionato ritornello discendente di 8 battute, prima di passare al caloroso lamento della strofa, anch'essa di 8 battute, ma con un'anomalia ritmica nella battuta iniziale, in 5/4, che conferisce ulteriore pathos.

Splendidamente eseguita dal vivo, con il decisivo apporto di Billy Preston, il cui piano elettrico diventa l'attrazione principale di una coda insolitamente lunga (per gli standard dei Beatles), fu colpevolmente esclusa dall'album Let It Be, che avrebbe invece tratto grande giovamento dalla sua presenza.

Curiosamente, a differenza di molte canzoni iperpersonali di Lennon, la semplicità del concetto qui espresso, unito a una forma-canzone piacevolmente semplice, dalle sezioni ben distinte, funziona a livello universale, facendo di Don't Let Me Down una delle migliori canzoni d'amore dei Beatles.

Le ottime recensioni ottenute avrebbero dovuto spingere Lennon a insistere su questa strada, ma sfortunatamente egli, già dal successivo singolo dei gruppo, The Ballad Of John And Yoko, esaspererà l'aspetto autoreferenziale delle proprie composizioni, rendendo di fatto impossibile l'empatia tra ascoltatori e interprete, un aspetto invece determinante nell'iniziale ascesa dei Beatles.

Ripresa in numerose cover, che come quasi sempre con i brani dei Beatles non eguagliano la forza espressiva dell'originale, Don't Let Me Down è forse la più toccante delle canzoni scritte da John per Yoko; solo nel 1980, con la splendida Woman pubblicata sul suo ultimo album Double Fantasy, riuscirà a trovare di nuovo un bilanciamento altrettanto efficace tra l'autenticità delle proprie dichiarazioni e la loro adattabilità ad un pubblico più vasto.

Commenti dei lettori

Il 14/03/2011 alle 23:15 domik46 ha detto:
uno dei miei brani preferiti... ogni volta che la canto mi si gonfiano le vene del collo ma mi dà un sacco di soddisfazione ascoltarla.
Il 21/01/2012 alle 19:45 Ray ha detto:
Che GRANDISSIMA CANZONE...Ha un pathos unico...è la mia suoneria del cellulare...non vedo sempre l'ora che qualcuno mi chiami per ascoltarla...è travolgente...
Il 14/02/2012 alle 11:23 Sgt. menlove ha detto:
Un capolavoro di Lennon!!! Una canzone d'amore senza fronzoli, cantata in maniera stupenda, grande anche Paul nella seconda voce e nel basso (chi dice che non è un bassista????). Una delle mie preferite.

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