Eleanor Rigby
(Lennon/McCartney)
Durata: 2:07
Tonalità: Mi Minore
Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?
- Paul McCartney: voce
- John Lennon: cori
- George Harrison: cori
- Tony Gilbert: violino
- Sidney Sax: violino
- John Sharpe: violino
- Jurgen Hess: violino
- Stephen Shingles: viola
- John Underwood: viola
- Derek Simpson: violoncello
- Norman Jones: violoncello
Testo
Ah, look at all the lonely people
Ah, look at all the lonely people
Eleanor Rigby, picks up the rice
In the church where a wedding has been
Lives in a dream
Waits at the window, wearing the face
That she keeps in a jar by the door
Who is it for?
All the lonely people
Where do they all come from?
All the lonely people
Where do they all belong?
Father McKenzie, writing the words
Of a sermon that no one will hear
No one comes near
Look at him working, darning his socks
In the night when there's nobody there
What does he care?
All the lonely people
Where do they all come from?
All the lonely people
Where do they all belong?
Ah, look at all the lonely people
Ah, look at all the lonely people
Eleanor Rigby, died in the church
And was buried along with her name
Nobody came
Father McKenzie, wiping the dirt
From his hands as he walks from the grave
No one was saved
All the lonely people
Where do they all come from?
All the lonely people
Where do they all belong?
© 1966 Northern Songs.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com
Traduzione
Ah, guarda tutta la gente sola
Ah, guarda tutta la gente sola
Eleanor Rigby raccoglie il riso
Nella chiesa dove è avvenuto un matrimonio
Vive in un sogno, aspetta alla finestra
Indossando la faccia
Che tiene in un vaso vicino alla porta.
Per chi è?
Tutta la gente sola
Da dove viene?
Tutta la gente sola
Di dov'è?
Padre McKenzie scrive le parole di un sermone
Che nessuno ascolterà
Nessuno si avvicina
Guardalo lavorare, rammendarsi i calzini di notte
Quando lì non c'è nessuno
Di cosa gli importa?
Tutta la gente sola
Da dove viene?
Tutta la gente sola
Di dov'è?
Ah, guarda tutta la gente sola
Ah, guarda tutta la gente sola
Eleanor Rigby morì nella chiesa
E fu sepolta insieme al suo nome
Non venne nessuno
Padre McKenzie si pulisce la mani
Dalla terra mentre si allontana dalla tomba
Nessuno fu salvato
Tutta la gente sola
Da dove viene?
Tutta la gente sola
Di dov'è?
Recensione
di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 08.11.2009
Uno dei tratti più notevoli di Eleanor Rigby è che la sua semplicità musicale è il frutto di un processo compositivo assai tortuoso e laborioso, al contrario ad esempio di Yesterday - un brano dall'armonia assai complessa - la cui musica fu scritta pressochè istantaneamente. La capacità di McCartney di mantenere immediate canzoni elaboratissime e viceversa di rendere interessanti sequenze armoniche semplicissime non ha eguali nella storia della musica pop.
Iniziata come un brano in due accordi su una ragazza infelice, Eleanor Rigby è diventato un capolavoro di narrativa in grado di riassumere, attraverso poche fotografiche immagini di due personaggi distinti, tutta l'insensatezza di una vita in solitudine. Già il primo abbozzo dell'asciutta melodia dorica che si innalza dalla cruda monotonia della musica creava l'atmosfera ideale per dispiegare una narrazione che si distacca per profondità e compiutezza da tutta la produzione precedente del gruppo. Basta aggiungere che praticamente nello stesso periodo McCartney aveva scritto lo spensierato divertissement di Yellow Submarine, per accreditare Paul, senza bisogno di altri esempi, come uno dei più versatili compositori del XX secolo (un gruppo nel quale bisogna certamente includere anche John Lennon).
Evidentemente un pezzo di McCartney per la fotografica lucidità della propria trama così come per la fiduciosa scelta dello scarno arrangiamento, Eleanor Rigby ricevette però numerosi contributi da diverse persone, tanto da spingere Lennon a dichiarare di aver scritto "circa il 70% del testo".
Paul iniziò la canzone, come tante altre di quel periodo, al pianoforte dell'appartamento dei genitori di Jane Asher in Wimpole Street, rimanendo a lungo sul Mi Minore sulla scia dell'interesse che diversi compositori dell'epoca (vedere If I Needed Someone e The Word) avevano per la musica indiana. In questo primissimo embrione del brano, la protagonista si chiamava Miss Daisy Hawkins e doveva avere più o meno l'età dell'autore. Il secondo step compositivo fu l'immagine della protagonista che raccoglie il riso dopo il matrimonio. Poi McCartney sviluppò la fondamentale intuizione che la protagonista avesse perso non solo quel matrimonio, ma anche il proprio: di qui la sua trasformazione in un'anziana zitella, mentre prendeva forma l'idea del secondo personaggio della storia, l'ecclesiastico padre McCartney.
I Beatles al gran completo, più Pete Shotton, amico d'infanzia di Lennon, si trovarono poi a casa di quest'ultimo per completare il brano: qui Ringo suggerì l'immagine del prete che si rammenda i calzini e propose di cambiare cognome a padre McCartney per non generare confusione (il sostitutivo McKenzie fu trovato sull'elenco telefonico). George Harrison fornì, nel suo stile tipicamente laconico, il commento "Ah, look at all the lonely people", mentre Pete Shotton, che conviene con McCartney nel ricordare che il contributo di Lennon fu pressochè nullo, suggerì l'idea, poi sviluppata in seguito da Paul, che i due personaggi si potessero "incontrare" nel finale.
Prima di questo decisivo step, McCartney aveva già ribattezzato la sua eroina in Eleanor Rigby. Ma da dove veniva il nome? Lui assicura di aver preso il nome Eleanor da quello dell'interprete femminile del film Help!, Eleanor Bron, mentre il cognome sarebbe stato preso dall'insegna di un negozio di Bristol, ove McCartney si recava spesso perchè Jane Asher recitava in quella città. Sarebbe dunque soltanto una coincidenza che una Eleanor Rigby (1895-1939) fosse sepolta nel cimitero di Woolton, a Liverpool, e che non lontano ci fosse anche la lapide di un certo McKenzie, come riportato da Paul nell'Anthology.
Per la seconda volta nella discografia dei Beatles (la prima essendo occorsa in occasione di Yesterday), e di nuovo con una canzone di McCartney, l'arrangiamento finale prevedeva l'impiego di archi, questa volta un ottetto. Il loro intervento, scritto da George Martin, è così brillantemente inventivo da rendere il produttore dei Beatles quasi un coautore del brano: l'insistito accompagnamento, che come da richiesta di McCartney dà il ritmo alla canzone, è infatti talmente ricco di idee da essere molto piacevole anche ascoltato da solo (come è stato reso possibile dall'Anthology). Ancora come in Yesterday, Paul esegue il brano da solista, sorretto però da John e George per la breve sezione in Do Maggiore che funge contemporaneamente da introduzione, bridge e chiusura del pezzo.
Molte parole, e molto positive, sono state spese su questa canzone, la cui grandezza non risiede nell'indubbia qualità del testo o della musica, ma nel più generale proposito di usare la musica pop come una forma d'arte e non più solo di intrattenimento. Esistono e sono esistiti artisti che hanno saputo scrivere testi e musiche altrettanto straordinari, ma la portata innovativa di Eleanor Rigby, in termini di suono, intensità, tematica e forza poetica rimane ineguagliata. Inoltre la canzone possiede un tratto di severa perfezione che la rende inattaccabile sotto ogni punto di vista: non una parola fuori posto, non una nota discutibile, niente da eccepire nell'arrangiamento o nelle esecuzioni.
Brillante frutto della spesso parzialmente inconscia sensibilità di McCartney, Eleanor Rigby, come molti capolavori dei Beatles, trae preziosissimi contributi, come si è visto, dall'irripetibile qualità delle persone di cui l'autore poteva disporre: in questo caso Harrison, Starr, Shotton forse Lennon e indubbiamente George Martin.
Con il suo lugubre testo (particolarmente notevole per un gruppo con all'attivo già un centinaio di brani, di cui solo 4 o 5 si scostavano palesemente dai classici schemi della canzone d'amore) e la spettrale parte musicale, Eleanor Rigby era una scelta coraggiosa per un singolo, per quanto bilanciata dall'allegra Yellow Submarine. Dimostrando una straordinaria maturità (e forse anche un incondizionato affetto per i propri eroi), il pubblico inglese la premiò con il primo posto nella classifica dei singoli. In America, anche a causa della famigerata dichiarazione di Lennon (i Beatles sono più popolari di Gesù Cristo), non andò oltre l'11esimo posto.
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Commenti dei lettori
Adorabile!
Bellissima canzone... pare ci sia un legame anche con la leggenda: "Paul is dead"!!!
Ciao vorrei avere qualche notizia su un aspetto della canzone che mi incuriosisce...subito dopo l'introduzione, nell'attacco della prima strofa con "Eleanor..." si sente una doppia voce di Paul che coincide con la E...è una soluzione voluta o un errore di registrazione?
Paul McCartney nell'album Give My Regards to Broad Street ne ha "aggiunto" un pezzo.
Ho trovato davvero poche notizie su questo brano che mi aveva da subito incuriosito... vorrei sapere se ne trovate di più!
Potete ascoltarlo (e vederlo) qui:
http://www.youtube.com/watch?v=xcjqSkAr2cY
P.S.: è bellissimo ç.ç
"Un gruppo in cui bisogna includere anche John Lennon".
Bontà di chi scrive.
Come se Lennon fosse un autore di spessore inferiore a Mc Cartney e non il contrario. Come è di evidenza solare a chiunque e come sostengono quasi tutti.
Ciascuno può scrivere ciò che vuole e fare nero il bianco e viceversa.
Meno male che c'è chi ha il buon senso di rilevare codeste palesi sciocchezze. E di comprendere come l'influenza della musica di Lennon sia stata ben più profonda ed incisiva di quella del compagno. Quest'ultimo niente di più che un grande melodista.
@angelo, forse era meglio se alle 2 andavi a letto, invece di scrivere stupidaggini. preferire john o paul fa parte del piacere di amare e ascolta re i Beatles, ma scrivere che "McCartney niente di più che un grande melodista" è incommentabile.