You Can't Do That

(Lennon/McCartney)

Durata: 2:39
Tonalità: Sol Maggiore

Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?

  • John Lennon: voce, chitarra solista
  • Paul McCartney: cori, basso, campanaccio
  • George Harrison: cori, chitarra ritmica
  • Ringo Starr: batteria, conga

Testo

I got something to say that might cause you pain
If I catch you talking to that boy again
I'm gonna let you down
And leave you flat
Because I told you before
Oh, you can't do that

Well it's the second time I've caught you talking to him
Do I have to tell you one more time I think it's a sin
I think I'll let you down
And leave you flat
Because I told you before
Oh, you can't do that

Everybody's green
'Cause I'm the one who won your love
But if they'd seen
You're talking that way
They'd laugh in my face

So please listen to me if you want to stay mine
I can't help this feeling I'll go out of my mind
You know I'll let you down
And leave you flat
Because I told you before
Oh, you can't do that

You can't do that
You can't do that
You can't do that
You can't do that
You can't do that

Everybody's green
'Cause I'm the one who won your love
But if they'd seen
You're talking that way
They'd laugh in my face

So please listen to me if you want to stay mine
I can't help this feeling I'll go out of my mind
You know I'll let you down
And leave you flat
Because I told you before
Oh, you can't do that

© 1964 Northern Songs.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com

Traduzione

Ho qualcosa da dirti che potrebbe dispiacerti
Se ti sorprendo ancora a parlare con quel ragazzo
Ti lascerò
E ti pianterò in asso
Perchè te l'ho già detto
Oh, non puoi farlo

Bene, è la seconda volta che ti sorprendo a parlare con lui
Devo dirtelo ancora una volta? Penso che sia un peccato
Penso che ti lascerò
E ti pianterò in asso
Perchè te l'ho già detto
Oh, non puoi farlo

Tutti sono invidiosi
Perchè sono quello che ha conquistato il tuo amore,
Ma se sapessero
Che parli in quel modo
Mi riderebbero in faccia

Quindi per favore ascoltami, se vuoi restare mia
Non posso farci niente, andrò fuori di testa
So che ti lascerò
E ti pianterò in asso
Perchè te l'ho già detto
Oh, non puoi farlo

Non puoi farlo
Non puoi farlo
Non puoi farlo
Non puoi farlo
Non puoi farlo

Tutti sono invidiosi
Perchè sono quello che ha conquistato il tuo amore,
Ma se sapessero
Che parli in quel modo
Mi riderebbero in faccia

Quindi per favore ascoltami, se vuoi restare mia
Non posso farci niente, andrò fuori di testa
So che ti lascerò
E ti pianterò in asso
Perchè te l'ho già detto
Oh, non puoi farlo

Registrazione

Martedì 25 febbraio 1964
@ Abbey Road - Studio 2

Nastro/i: 1-9
Produttore: George Martin
Primo fonico: Norman Smith
Secondo fonico: Richard Langham

Venerdì 22 maggio 1964
@ Abbey Road - Studio 2

Nastro/i: 10
Produttore: George Martin
Primo fonico: Norman Smith
Secondo fonico: A.B. Lincoln
[sovraincisione pianoforte di George Martin, non utilizzata]

Mixaggio

Mercoledì 26 febbraio 1964
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: mono

Nastro/i: 9
Produttore: George Martin
Primo fonico: Norman Smith
Secondo fonico: Richard Langham
[mix definitivi per album, film e singolo, preparato in versioni leggermente diverse per Europa e USA]

Martedì 10 marzo 1964
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: stereo

Nastro/i: 9
Produttore: George Martin
Primo fonico: Norman Smith
[non utilizzato]

Lunedì 22 giugno 1964
@ Abbey Road - Studio 1
Mix: stereo

Nastro/i: 9
Produttore: George Martin
Primo fonico: Norman Smith
Secondo fonico: Geoff Emerick

Anomalie

01:23 La chitarra di John cambia tono nella pausa prima dell'"Oh", in preparazione all'assolo, ma è anche possibile che sia un'imprecisione nel montaggio.

02:13 John canta "I'll go and let you down" invece che "I'm gonna let you down".

Accordi

[G7]

[G7]I got something to say that might cause you pain
If I catch you talking to that boy again
I'm gonna [C7]let you down
And leave you [G7]flat
Because I [D7]told you before
Oh[C7], you can't do [G7]that

Well it's the second time I've caught you talking to him
Do I have to tell you one more time I think it's a sin
I think I'll [C7]let you down
And leave you [G7]flat
Because I [D7]told you before
Oh[C7], you can't do [G7]that

Everybody's [B7]green[Em]
'Cause [Am]I'm the one who [Bm]won your [G7]love
But if they'd [B7]seen[Em]
You're [Am]talking that way
They'd [Bm]laugh in my [D7]face

So [G7]please listen to me if you want to stay mine
I can't help this feeling I'll go out of my mind
You know I'll [C7]let you down
And leave you [G7]flat
Because I [D7]told you before
Oh[C7], you can't do [G7]that

You can't do that
You can't do that [C7]
You can't do that [G7]
You can't do that [D7]
You [C7]can't do that

Everybody's [B7]green[Em]
'Cause [Am]I'm the one who [Bm]won your [G7]love
But if they'd [B7]seen[Em]
You're [Am]talking that way
They'd [Bm]laugh in my [D7]face

So [G7]please listen to me if you want to stay mine
I can't help this feeling I'll go out of my mind
You know I'll [C7]let you down
And leave you [G7]flat
Because I [D7]told you before
Oh[C7], you can't do [G7]that

Recensione

di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 01.01.2010

Questo intenso brano di Lennon è importante soprattutto per due ragioni: 1) è il primo in cui Harrison utilizza la sua nuova Rickenbacker 360 a 12 corde. Acquistata da Harrison nel 1964, mentre si trovava a New York per l'Ed Sullivan Show e costata l'allora esorbitante cifra di 900 dollari, questa chitarra diventerà uno dei tratti distintivi dell'album A Hard Day's Night. 2) doveva essere il sesto singolo dei Beatles, finchè McCartney non scrisse Can't Buy Me Love.

Entrambi gli elementi furono gravidi di conseguenze: il primo condizionò, come si è detto, il sound dell'intero disco, ed aprirà una fase di sperimentazione che porterà ad un successivo album molto distante dalle prime composizioni del gruppo (Beatles For Sale) e ad un altro fin troppo eterogeneo (Help!). Ma fu soprattutto il secondo a cambiare gli equilibri interni dei Beatles. Lennon fino ad allora si era considerato l'indiscusso leader del gruppo, e vedeva assai di malumore il fatto che fosse stato il suo più giovane partner a cantare per primo da unico solista in un singolo dei Beatles.

Ben intenzionato a non cedere la sua posizione, Lennon si dedicò alacremente alla composizione, scrivendo (seppure in alcuni casi aiutato da McCartney) 10 dei 13 brani originali di A Hard Day's Night. Tra questi ci sono alcuni dei suoi migliori lavori in assoluto, come If I Fell e I'll Be Back. Va detto che You Can't Do That sarebbe stato un eccellente singolo per i Beatles: la musica, vagamente ispirata all'allora semisconosciuto Wilson Pickett, combina vividi elementi black a più commerciali soluzioni pop, risultando di difficile classificazione, ma piacevolissimo ascolto.

L'esecuzione è convinta ed eccitata, e ognuno dei musicisti si esprime al proprio meglio. McCartney ed Harrison eseguono quello che, a questo punto della loro carriera, è il più intenso arrangiamento corale originale, raggiungendo l'efficacia di quello eseguito nella cover di Twist And Shout.

Lennon esegue un curioso lavoro alla chitarra solista (ruolo che assolve per la prima volta su disco), del quale egli si dichiarò, a modo suo, soddisfatto: quando suono da solista, non faccio niente che George non sarebbe in grado di fare meglio. Ma a volte mi stanco di fare sempre la ritmica, e così è stato in You Can't Do That.

 You Can't Do That è in effetti il primo segnale di un maggiore interesse per le parti di chitarra, che caratterizzerà altri brani del nuovo LP. Non a caso, ben 4 di essi - e tutti di Lennon - sono in SOL Maggiore, una delle tonalità chitarristiche per eccellenza.

L'elemento meno convincente è senz'altro il testo, piuttosto esplicitamente maschilista come quello, due anni più tardi, di Run For Your Life. Il tema della gelosia ricorrerà sempre in Lennon, ma il tono sarà decisamente più delicato, ad esempio, nella sua Jealous Guy, pubblicata da solista. Tuttavia, per quanto il brano sia in effetti sessista, crea una maggiore empatia tra ascoltatore e protagonista in virtù della propria sofferente sincerità, struggentemente espressa nell'Oh! che sembra davvero il grido di dolore di un amante ferito.

You Can't Do That era stata dapprima valutata per l'inclusione nel film A Hard Day's Night, prima che Dick Lester scegliesse di non utilizzarla. Un'altra bocciatura immeritata per un brano potentemente creativo, anche se meno commerciale della vivace Can't Buy Me Love. I Beatles le resero parte della popolarità perduta includendola regolarmente nelle scalette dei loro concerti, di solito al secondo posto dopo Twist And Shout.

Commenti dei lettori

Il 24/11/2010 alle 14:33 She ha detto:
Che bellezza.
Il 20/02/2012 alle 16:21 and_I_love_cristina ha detto:
wow..quando ascolto questa canzone è come se vivessi negli anni 60..e anche se ho solo16 anni mi sembra di averli di già vissuti...=)

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