Wild Honey Pie

(Lennon/McCartney)

Durata: 0:52
Tonalità: Sol Maggiore

Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?

  • Paul McCartney: voce raddoppiata, chitarra acustica raddoppiata, batteria

Testo

Honey pie, honey pie
Honey pie, honey pie
Honey pie, honey pie
Honey pie, honey pie
I love you, honey pie

© 1968 Northern Songs.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com

Traduzione

Torta di miele, torta di miele
Torta di miele, torta di miele
Torta di miele, torta di miele
Torta di miele, torta di miele
Ti amo, torta di miele

Registrazione

Martedì 20 agosto 1968
@ Abbey Road - Studio 2

Nastro/i: 1
Produttore: George Martin
Primo fonico: Ken Scott
Secondo fonico: John Smith

Mixaggio

Martedì 20 agosto 1968
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: mono

Nastro/i: 1
Produttore: George Martin
Primo fonico: Ken Scott
Secondo fonico: John Smith
[remix 1-6]

Domenica 13 ottobre 1968
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: stereo

Nastro/i: 1
Produttore: George Martin
Primo fonico: Ken Scott
Secondo fonico: John Smith
[remix 1-2]

Accordi

[G7] [F7] [E7] [Eb7] [D7]

[G7]Honey pie, honey pie [F7] [E7] [Eb7] [D7]
[G7]Honey pie, honey pie [F7] [E7] [Eb7] [D7]
[G7]Honey pie, [F7]honey pie
[G7]Honey pie, [F7]honey pie
[G7]I love you, honey pie

Recensione

di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 19.11.2007

Basato su una filastrocca di Rishikesh, questo insulso scarabocchio di Paul McCartney fu interamente registrato dal suo autore (con la batteria nel corridoio, come in Mother Nature's Son e Etcetera, un altro pezzo abbozzato durante lo stesso giorno e poi definitivamente abbandonato), e, se i Beatles avessero ascoltato il consiglio di George Martin di ridurre il numero dei brani del White Album, non c'è alcun dubbio che questa mezza canzone sarebbe stata la prima ad essere esclusa.

Sfortunatamente, Wild Honey Pie suscitò l'ammirazione di Pattie Boyd (allora moglie di George Harrison), e ciò le valse un posto nell'album.

Se qualcuno stilasse una classifica delle peggiori canzoni dei Beatles, è davvero difficile pensare quale brano potrebbe contendere la prima posizione a Wild Honey Pie.

Commenti dei lettori

Il 05/01/2011 alle 04:15 Fixxxer ha detto:
Per me questa canzone rappresenta una delle opere più geniali del McCartney, col suo genio e la sua eccentricità più che mai in evidenza.
Scherzo.
Il 20/02/2011 alle 22:02 engi ha detto:
a me piace xD
Il 13/03/2011 alle 14:11 Rosario ha detto:
Non si ci dovrebbe soffermare unicamente sulla ricchezza del testo...secondo me il senso piu profondo di questa canzone, assolutamente ludica, è il SOUND. iL TESSUTO SONORO creato è infatti molto originale per non dire geniale. Anche l'armonia è profonda e complessa...sia nelle voci che nel meraviglioso cromatismo che precede la ripetizione del ritornello. Da notare che il tema della "torta di miele" verrà ripreso in modo piu completo nella canzone "Honey pie", che si trova piu avanti nell'album. Quindi questi pochi secondi di stranezze io li concepirei come SPERIMENTAZIONE CREATIVA, e per sperimentazione intendo nel senso piu CLASSICO del termine, quella, per esempio, di autori come Stockhausen e Cage...
Il 29/07/2011 alle 17:40 Gabriele ha detto:
Rosario...contraddire Ian MacDonald...ci va coraggio...ehehe...ragazzi fate un grandissimo lavoro ma vi prego...o cambiate le parole o mettete le fonti!
Il 29/07/2011 alle 17:46 Pepperland ha detto:
Eccone un altro...non è che siccome McDonald è stato il primo a criticare apertamente alcune canzoni dei 4, allora se si condivide la critica va citato.
C'è molto più di Philip Norman (quello vero, non l'ultimo) in queste recensioni, tanta anthology e un po' di Lewisohn. Non c'è una parola di McDonald in questa recensione, se non la condivisione, peraltro piuttosto diffusa, che questo pezzo è brutto.
Il 29/07/2011 alle 17:53 Gabriele ha detto:
ciao...scusa..non volevo accusarvi..il tono era un po' brusco in effetti ehehe...non ho il libro sottomano ma "questo insulso scarabocchio" mi ricordano molto le parole di Macdonald forse ricordo male...ho letto 4-5 recensioni a caso e mi sembrava di aver letto qualcosa di macdonald anche da altre parti...è ovvio che ci sia normananthology e lewishon...se non ci fosse sareste Ringo,G.Martin o Paul...comunque anche se aveste copiato da cima a fondo sarebbe stato un lavoro magnifico e vi adoro per questo...
Il 29/07/2011 alle 17:57 Pepperland ha detto:
Figurati, l'importante è chiarirsi :)

McDonald oltre ad essere un buonissimo critico è anche un fantastico scrittore, con uno stile molto piacevole, che sicuramente abbiamo cercato di imitare (e che lui a sua volta ha un po' scopiazzato dal Norman di Shout).

Dobbiamo esserci riusciti abbastanza bene perchè le accuse di "plagio" o "citazione" sono frequenti, ma in realtà non c'è una sola frase presa da Revolution In The Head.

Se qualcuno la trova, regalo la copia originale del MMT in EP :D
Il 29/07/2011 alle 18:05 Gabriele ha detto:
Non avessi già un vinile del suddetto ci farei un pensierino. magari sarò fortunato e lo scoverò per caso, quel libro lo conosco a memoria, ahimè visto che ha plagiato irreversibilmente il mio modo di valutare l'opera dei Beatles
Il 30/07/2011 alle 10:44 Brian ha detto:
Il problema non è nello scarabocchio, ma è che Paul, con quella voce che si ritrovava (non so come stia la sua voce oggi, che Iddio ce la conservi) poteva permettersi di cantare anche col sottofondo dello sciacquone del cesso e partorire qualcosa di più che degno. Con la consapevolezza delle sue doti che aveva nel 1968, e con anche non poco ego (ma chi non lo avrebbe, con quel talento), poteva permettersi di incidere Wild Honey Pie. Che per inciso, in un album così particolare come il White, ci può tranquillamente stare. Averne avuti, di White Albums, c'è più atmosfera swingin London '60 in quei due vinili che in una botte di Vecchia Romagna Etichetta Nera.
Il 30/07/2011 alle 12:44 Luca Biagini ha detto:
Non so Renato, per me gli aspetti sono 2. Da un lato, più passa il tempo, più mi convinco che sia un bene che il White sia così (doppio ed eterogeneo) perchè un album del genere altrimenti mancherebbe nella discografia dei nostri. Dall'altro, rimane il fatto che probabilmente il White avrebbe avuto lo stesso fascino, ma maggior spessore, con 2-3-4 canzoni in meno. Tra queste, Wild Honey Pie per me sarebbe la prima a dover saltare. Poi ovvio che qualsiasi opera dei Beatles troverà sempre qualche estimatore, e anche questo è parte e segno della loro inarrivabile statura.
Il 02/08/2011 alle 09:59 Gabriele ha detto:
precisazione: macdonald non usa le parole "insulso scarabocchio"...mi cospargo il capo di cenere.
Riguardo all'album e a WildHoneyPie, con tutto il materiale che avevano, o facevano così o buttavano via un sacco di roba; Wild Honey Pie è un esempio di come prendessero certi aspetti del loro lavoro un po' alla leggera e questo quando effetivamente si divertivano poteva anche funzionare, qui evidentemente no.
Il 02/08/2011 alle 17:26 JPGR ha detto:
Per me wild honey pie è un classico esempio di come la trascuratezza e l'eccessiva fiducia in sè tipiche della seconda metà dei '60ies portavano persino i Beatles a pubblicare canzoni che avrebbero benissimo potuto restare inedite. Brani minori (i "filler") ce n'erano sempre stati, ma fino al '65, prudentemente, i Beatles si affidavano a cover e/o a canzoncine di un paio di minuti possibilmente affidate a George o Ringo. In un album ricco di eccessi come il white album, ci sta che anche gli eccessi di negligenza si spingano fino a questo livello.
Il 03/08/2011 alle 23:50 Rosario ha detto:
Perchè chiamare "insulso scarabocchio" ogni opera (non solo questa) che si propone di uscire dalle classiche standardizzate, trite e ritrite forme e armonie del banalissimo pop? Voglio dire...se c'è qualcosa che i musicisti di oggi NON FANNO, è proprio il cercare di usare sonorità innovative e sorprendenti, come i beatles sapevano fare, anche con brani di pochi secondi come questo! Secondo me sono da ammirare, guai se nel white nonv ci fosse stato wild honey pie! Ci saremmo persi il lato secondo me piu interessante e autentico della musica beatlesiana: la sua volontà di giocare con i suoni, di manipolare, sorprendere, "confondere" con la varietà...

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