Martha My Dear
(Lennon/McCartney)
Durata: 2:28
Tonalità: Mib Maggiore/Re Minore nella sezione a contrasto
Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?
- Paul McCartney: voce raddoppiata, pianoforte, basso, chitarra solista, batteria, battimani
- Bernard Miller: violino
- Dennis McConnell: violino
- Lou Sofier: violino
- Les Maddox: violino
- Leo Birnbaum: viola
- Henry Myerschluogh: viola
- Reginald Kilbey: violoncello
- Frederick Alexander: violoncello
- Leon Calvert: tromba, flicorno
- Stanley Reynolds: tromba
- Ronnie Hughes: tromba
- Tony Tunstall: corno
- Ted Barker: trombone
- Alf Reece: tuba
Testo
Martha my dear
Though I spend my days in conversation
Please remember me
Martha my love
Don't forget me
Martha my dear
Hold you head up you silly girl
Look what you've done
When you find yourself in the thick of it
Help yourself to a bit of what is all around you
Silly girl
Take a good look around you
Take a good look you're bound to see
That you and me were meant to be
For each other
Silly girl
Hold your hand out you silly girl
See what you've done
When you find yourself in the thick of it
Help yourself to a bit of what is all around you
Silly girl
Martha my dear
You have always been my inspiration
Please remember me
Martha my love
Don't forget me
Martha my dear
© 1968 Northern Songs.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com
Traduzione
Marta, mia cara
Anche se passo i giorni a parlare
Per favore
Ricordami
Marta, amore mio
Non dimenticarmi
Marta, mia cara
Tieni su la testa, sciocchina
Guarda cos'hai fatto
Quando ti ci trovi dentro fino al collo
Prenditi un pò di quello che hai intorno
Sciocchina
Guardati bene intorno
Guardati bene intorno e non potrai che vedere
Che tu e io siamo fatti
L'uno per l'altra
Sciocchina
Porgi la mano, sciocchina
Guarda cos'hai fatto
Quando ti ci trovi dentro fino al collo
Prenditi un pò di quello che hai intorno
Sciocchina
Marta, mia cara
Sei sempre stata la mia ispirazione,
Per favore, ricordati di me
Marta, amore mio
Non dimenticarmi
Marta, mia cara
Recensione
di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 22.04.2010
La più eminente canzone pianistica dei Beatles è un pezzo di McCartney, deliberatamente scritto da Paul per spingersi ai limiti delle sue capacità con questo strumento. Lo stesso autore dichiarò a Barry Miles: "è piuttosto difficile per me, un pezzo a due mani, come un piccolo studio. Ricordo che alcuni si sorpresero che fossi io a suonarlo perchè era decisamente più complesso delle cose che suonavo di solito".
Martha My Dear si apre nell'infrequente (ma coerentemente pianistica) tonalità di Mib Maggiore, e presenta una lunga introduzione che è solo il primo di una serie di interventi strumentali insolitamente lunghi e numerosi. Dopo una strofa cantata (che utilizza gli stessi accordi e lo stesso accompagnamento dell'introduzione), il pezzo vira alla chiave di Fa Maggiore: un salto di tonalità non estremo, ma reso più brutale dal brusco cambio di atmosfera. Entrambe le sezioni hanno un andamento charleston, e accordi ricchi di jazzistici abbellimenti.
Mentre la musica è indubbiamente ingegnosa, il testo è tra i più scadenti della produzione di McCartney. Il titolo è preso dal nome del cane di McCartney, una femmina di bobtail che Paul aveva acquistato nel '65 e che fu il suo primo animale domestico ("era adorabile", disse di lei. Un discendente di Martha apparirà sulla copertina dell'album Paul Is Live del 1993).
Per il resto, molti hanno ipotizzato che la canzone fosse un amaro commento alla fine della relazione con Jane Asher, che McCartney avrebbe dovuto sposare nel 1968. Il verso "you have always been my inspiration" sembrerebbe avvalorare questa tesi, senonché Paul ha dichiarato che il testo "venne da solo", e che per certi passaggi poteva rivolgersi anche a se stesso e/o direttamente alla propria ispirazione.
Registrata - senza che ce ne fosse motivo - dal solo McCartney, quasi interamente in una lunga notte di ottobre ai Trident Studios di Soho, Martha My Dear presenta una strumentazione che va e viene, con i vari strumenti che si alternano nell'accompagnare il pianoforte che domina tutta la canzone. Un'orchestra di 14 elementi, arrangiata da George Martin su indicazione dell'autore, venne incisa lo stesso giorno in cui Paul registrò in solitudine l'intera traccia di base, voce esclusa (che aggiunse quella stessa sera, insieme ai battimani, dopo che l'orchestra se ne andò), segno che egli aveva le idee molto chiare su come voleva che la canzone fosse eseguita.
Purtroppo, Martha My Dear è priva dell'immediatezza tipica delle migliori composizioni di McCartney, e i suoi bruschi cambi d'atmosfera suonano più artificiosi che sorprendenti: una sorta di anticipazione di molti suoi lavori da solista. Tuttavia, con la sua pettinata precisione, è un gradevole pezzo senza pretese, che mette di buon umore: una qualità che non tutti i riempitivi del White Album possiedono.
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Commenti dei lettori
Canzone stupenda...certo,il testo non è fantastico,ma...neanche male...a me piace :)
é scandalosamente meravigliosa.