Dear Prudence

(Lennon/McCartney)

Durata: 3:56
Tonalità: Re Maggiore

Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?

  • John Lennon: voce raddoppiata, cori, chitarra solista
  • Paul McCartney: cori, batteria, basso, pianoforte, flicorno, tamburello, battimani
  • George Harrison: cori, chitarra solista, tamburello, battimani
  • Mal Evans: cori, battimani
  • Jackie Lomax: cori, battimani
  • John McCartney: cori, battimani

Testo

Dear Prudence, won't you come out to play?
Dear Prudence, greet the brand new day
The sun is up, the sky is blue
It's beautiful and so are you
Dear Prudence, won't you come out to play?

Dear Prudence, open up your eyes
Dear Prudence, see the sunny skies
The wind is low, the birds will sing
That you are part of everything
Dear Prudence, won't you open up your eyes?

Look around round
Look around round round
Look around

Dear Prudence, let me see your smile
Dear Prudence, like a little child
The clouds will be a daisy chain
So let me see your smile again
Dear Prudence, won't you let me see you smile?

Dear Prudence, won't you come out to play?
Dear Prudence, greet the brand new day
The sun is up, the sky is blue
It's beautiful and so are you
Dear Prudence, won't you come out to play?

© 1968 Northern Songs.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com

Traduzione

Cara Prudence, non vuoi uscire a giocare?
Cara Prudence, saluta il giorno nuovo fiammante
Il sole è alto, il cielo è blu
E' bello e lo sei anche tu
Cara Prudence, non vuoi uscire a giocare?

Cara Prudence, apri gli occhi
Cara Prudence, guarda il cielo pieno di sole
Il vento è leggero gli uccelli canteranno
Che tu sei parte di ogni cosa
Cara Prudence, non vuoi aprire gli occhi?

Guardati intorno intorno
Guardati intorno intorno intorno
Guardati intorno

Cara Prudence, fammi vedere che sorridi
Cara Prudence, come una bambina
Le nuvole formeranno una catena di margherite
Così fammi vedere che sorridi nuovamente.
Cara Prudence, non vuoi farmi vedere che sorridi?

Cara Prudence, non vuoi uscire a giocare?
Cara Prudence, saluta il giorno nuovo fiammante
Il sole è alto, il cielo è blu
E' bello e lo sei anche tu
Cara Prudence, non vuoi uscire a giocare?

Registrazione

Mercoledì 28 agosto 1968
@ Trident Studios, Londra

Nastro/i: 1
Produttore: George Martin
Primo fonico: Barry Sheffield
[registrazione con la macchina a 8 piste dei Trident. base ritmica con John e George alle chitarra e Paul alla batteria]

Giovedì 29 agosto 1968
@ Trident Studios, Londra

Nastro/i: 1
Produttore: George Martin
Primo fonico: Barry Sheffield
[sovraincisioni]

Venerdì 30 agosto 1968
@ Trident Studios, Londra

Nastro/i: 1
Produttore: George Martin
Primo fonico: Barry Sheffield
[sovraincisione piano e flicorno suonati da Paul]

Mixaggio

Sabato 5 ottobre 1968
@ Trident Studios, Londra
Mix: Mono e stereo

Nastro/i: 1
Produttore: George Martin
Primo fonico: Barry Sheffield
[un remix mono e uno stereo, entrambi scartati]

Domenica 13 ottobre 1968
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: Mono e stereo

Nastro/i: 1
Produttore: George Martin
Primo fonico: Ken Scott
Secondo fonico: John Smith
[remix 1 stereo, remix 1-5 mono. entrambe le numerazioni non tenevano conto dei precedenti mix del 5 ottobre al Trident]

Accordi

[D] [C/D] [G/D] [A/D] [C/D]
[D] [D/C] [D/B] [D/Bb]

Dear [D]Prudence,[D/C] [D/B] [D/Bb] won't you come out to [D]play? [D/C] [D/B] [D/Bb]
Dear [D]Prudence,[D/C] [D/B] [D/Bb] greet the brand new [D]da-[D/C]aya-[D/B]ay [D/Bb]
The [D]sun is up, the [D/C]sky is blue
It's [D/B]beautiful and [D/Bb]so are you
Dear [D]Prudence,[C] won't you come [G]out to [D]play? [D/C] [D/B] [D/Bb]

Dear [D]Prudence,[D/C] [D/B] [D/Bb] open up your [D]eyes [D/C] [D/B] [D/Bb]
Dear [D]Prudence[D/C] [D/B] [D/Bb], see the sunny [D]ski-[D/C]yay-[C/B]ies [D/Bb]
The [D]wind is low, the [D/C]birds will sing
That [D/B]you are part of [D/Bb]everything
Dear [D]Prudence,[C] won't you [G]open up your [D]eyes? [G/D] [A/D] [G/D]

Look a[D]round round [G/D] [A/D] [G/D]
Look a[D]round round [G/D] [A/D] [G/D]
Look a[F]round [G]

[D] [D/C] [D/B] [D/Bb]

Dear [D]Prudence,[D/C] [D/B] [D/Bb] let me see your [D]smile [D/C] [D/B] [D/Bb]
Dear [D]Prudence,[D/C] [D/B] [D/Bb] like a little [D]chi-[D/C]yay-[D/B]ld [D/Bb]
The [D]clouds will be a [D/C]daisy chain
So [D/B]let me see your [D/Bb]smile again
Dear [D]Prudence,[C] won't you [G]let me see you [D]smile? [D/C] [D/B] [D/Bb]

Dear [D]Prudence,[D/C] [D/B] [D/Bb] won't you come out to [D]play? [D/C] [D/B] [D/Bb]
Dear [D]Prudence,[D/C] [D/B] [D/Bb] greet the brand new [D]da-[D/C]aya-[D/B]ay [D/Bb]
The [D]sun is up, the [D/C]sky is blue
It's [D/B]beautiful and [D/Bb]so are you
Dear [D]Prudence,[C] won't you come [G]out to [D]play? [D/C] [D/B] [D/Bb]

[D] [C/D] [G/D] [A/D] [C/D]

Recensione

di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 20.04.2010

L'origine di Dear Prudence è tra le più note fra le canzoni dei Beatles: il brano fu scritto a Rishikesh ed era originariamente rivolto a Prudence Farrow, sorella della già allora nota attrice Mia Farrow (all'epoca non ancora signora Allen, ma moglie di Frank Sinatra).

Prudence, allora ventenne, aveva preso fin troppo seriamente il corso di meditazione del Maharishi Mahesh Yogi e, cercando di raggiungere più rapidamente un superiore livello di coscienza, si era praticamente barricata nel suo bungalow, suscitando crescente preoccupazione negli altri partecipanti che tentarono in vari modi di convincerla a uscire: Dear Prudence è uno di questi tentativi.

Così concentrata, la Farrow non venne nemmeno a conoscenza della canzone scritta per lei, e l'ascoltò per la prima volta quando uscì il White Album, restandone sinceramente commossa. Ne aveva tutte le ragioni, perchè poche persone al mondo possono vantarsi di essere state incitate in musica da John Lennon, per di più in modo così sinceramente affettuoso e partecipe.

Non che il testo sia di per sè straordinario: è un'esortazione piuttosto fanciullesca a "venire fuori a giocare", espressa con tono da fratello maggiore. Ciò che la rende notevole è la sincera delicatezza, priva di qualsiasi elemento di sarcasmo o di ironia, solitamente tipici nella produzione di Lennon. È probabile che in altri periodi della carriera del gruppo, la canzone sarebbe rimasta "ad uso personale". Ma nell'ottica di "più è meglio" che caratterizza il White Album, finì per ottenere un posto sul disco.

La musica, che insieme a Happiness Is A Warm Gun e Julia costituisce un esempio dello stile fingerpicking che John aveva imparato da Donovan, chitarrista e cantautore scozzese di recente successo, anch'egli a Rishikesh. Basato sull'abbassamento della sesta corda della chitarra dal Mi al Re, il risultato ottenuto da Lennon è molto amato dai chitarristi, ma è in effetti più divertente da suonare (un fatto confermato anche dalle numerose cover, tra cui quelle di Jaco Pastorius e Alanis Morissette) che da ascoltare.

Complice anche il riuscito tentativo di emulare l'esotica fragranza della musica indiana, la canzone risulta essere un'alternanza di parti molto ipnotiche e ossessivamente discendenti, tutt'altro che alleggerite da un ritornello in stile mantra, risultando presto un po' noiosa, soprattutto se ascoltata dopo il dinamico brano che la precede, Back In The USSR.

Incisa con la macchina a otto piste dei Trident Studios già utilizzati per Hey Jude, Dear Prudence vede Lennon impegnato in un raddoppio vocale senza ADT (il primo dopo anni) e nuovamente McCartney alla batteria (consultare Back In The USSR), a cui fornisce una prestazione più che dignitosa. Il suo miglior contributo è però dato dalla sua pulsante frase di basso, che movimenta il brano in modo intrigante.

Con il suo arrangiamento curato e gli elementi che si aggiungono a poco a poco (prima chitarra e basso, poi voce, poi batteria, poi seconda voce, poi coro completo, poi altre chitarre e battimani, quindi piano elettrico e batteria più presente) prima di acquietarsi nuovamente nella coda, Dear Prudence è nel complesso un brano più interessante che piacevole.

Commenti dei lettori

Il 21/11/2010 alle 20:22 Genio ha detto:
Canzone molto meditativa..stupenda
Il 26/11/2010 alle 19:43 Anonimus ha detto:
Io personalmente la trovo stupenda, rilassante, e ricca di quella freschezza fanciullesca che la prestazione vocale di Lennon lascia impressa nella memoria dell'ascoltatore.
Semplicemente degna del suo compositore.
Il 27/11/2010 alle 17:13 Cleo ha detto:
Questa canzone è fantastica.
Il 14/03/2011 alle 16:02 Walter ha detto:
E' impossibile criticare le canzoni dei Beatles, solo posso goderle ed ammirarle !.

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