Birthday

(Lennon/McCartney)

Durata: 2:42
Tonalità: La Maggiore

Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?

  • Paul McCartney: voce, pianoforte, battimani
  • John Lennon: seconda voce, cori, chitarra solista, battimani
  • George Harrison: basso, battimani
  • Ringo Starr: batteria, tamburello, battimani
  • Yoko Ono: cori, battimani
  • Pattie Harrison: cori, battimani
  • Mal Evans: battimani

Testo

You say it's your birthday
It's my birthday too, yeah
They say it's you birthday
We're gonna have a good time
I'm glad it's your birthday
Happy birthday to you

Yes we're going to a party, party
Yes we're going to a party, party
Yes we're going to a party, party

I would like you to dance (Birthday)
Take a cha-cha-cha-chance (Birthday)
I would like you to dance (Birthday)

I would like you to dance (Birthday)
Take a cha-cha-cha-chance (Birthday)
I would like you to dance (Birthday)

You say it's your birthday
It's my birthday too, yeah
They say it's you birthday
We're gonna have a good time
I'm glad it's your birthday
Happy birthday to you
Happy birthday to you

© 1968 Northern Songs.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com

Traduzione

Dici che è il tuo compleanno
E' anche il mio compleanno, sì
Dicono che è il tuo compleanno
Buon compleanno a te
Sono felice che sia il tuo compleanno
Buon compleanno a te

Sì andiamo a una festa festa
Sì andiamo a una festa festa
Sì andiamo a una festa festa

Vorrei che ballassi (Compleanno)
Buttati (Compleanno)
Vorrei che ballassi (Compleanno)

Vorrei che ballassi (Compleanno)
Buttati (Compleanno)
Vorrei che ballassi (Compleanno)

Dici che è il tuo compleanno
E' anche il mio compleanno, sì
Dicono che è il tuo compleanno
Vedrai ci divertiremo
Sono felice che sia il tuo compleanno
Buon compleanno a te
Buon compleanno a te

Registrazione

Mercoledì 18 settembre 1968
@ Abbey Road - Studio 2

Nastro/i: 1-20 + copie 21-22 del nastro 20 per trasferimento a 8 piste + sovraincisioni sul 22
Produttore: Chris Thomas
Primo fonico: Ken Scott
Secondo fonico: Mike Sheady

Mixaggio

Mercoledì 18 settembre 1968
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: mono

Nastro/i: 22
Produttore: Chris Thomas
Primo fonico: Ken Scott
Secondo fonico: Mike Sheady
[remix 1]

Lunedì 14 ottobre 1968
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: stereo

Nastro/i: 22
Produttore: George Martin
Primo fonico: Ken Scott
Secondo fonico: John Smith
[remix 1]

Accordi

[A7] [D7] [A7] [E7] [A7]

You say it's your birthday
It's my birthday too, yeah [D7]
They say it's you birthday [A7]
We're gonna have a good time [E7]
I'm glad it's your birthday [A7]
Happy birthday to you

[E]

Yes we're going to a party, party
Yes we're going to a party, party
Yes we're going to a party, party [C]

I would [G]like you to dance ([C]Birthday)
Take a [G]cha-cha-cha-chance ([C]Birthday)
I would [G]like you to dance ([C]Birthday) [C] [E]

I would [G]like you to dance ([C]Birthday)
Take a [G]cha-cha-cha-chance ([C]Birthday)
I would [G]like you to dance ([C]Birthday) [C] [E]

You say it's your birthday
It's my birthday too, yeah [D7]
They say it's you birthday [A7]
We're gonna have a good time [E7]
I'm glad it's your birthday [A7]
Happy birthday to you
Happy birthday to you

Recensione

di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 22.04.2010

In un LP dalla sequenza attentamente pianificata come l'album bianco (Lennon, McCartney e George Martin dedicarono 24 ore consecutive per ordinare nel modo migliore le 30 canzoni), stupisce che una posizione importante come l'apertura del secondo disco sia stata sprecata con un brano modesto come Birthday.

Per lungo tempo attribuita a McCartney, che ne fu indubbiamente l'iniziatore, la canzone è stata definita dallo stesso Paul, in un'intervista a Mojo del 2008, una collaborazione 50-50 tra lui e John. Considerato che Lennon dichiarò invece che il pezzo fu composto dal suo partner in India - un particolare smentito da dozzine di dichiarazioni di numerose persone diverse - è evidente che, data la minima rilevanza di queso brano, entrambi potrebbero essersi sbagliati. Ma se le cose stessero davvero come dice McCartney, Birthday rappresenterebbe sul White Album l'unico brano interpretato vocalmente da entrambi e l'unica collaborazione Lennon/McCartney (e si candiderebbe anche come una delle loro collaborazioni più scarse in assoluto).

L'occasione per la composizione fu la prima trasmissione televisiva (sulla BBC) del classico Rock&Roll The Girl Can't Help It, un film del 1956 divenuto rapidamente un culto per gli adolescenti dell'epoca, grazie anche alla presenza di star musicali come Little Richard, Eddie Cochran e Gene Vincent (nell'audizione di McCartney per i Quarry Men di John Lennon, il 6 luglio del '57, Paul eseguì Twenty Flight Rock proprio come la interpretò Cochran nel film).

I Beatles avevano dunque pianificato di iniziare a registrare alle 17 (particolarmente presto rispetto agli standard nottambuli del White Album), così da fare una pausa per vedere il film a casa di McCartney, e tornare ad Abbey Road per riprendere i lavori. Paul arrivò in studio per primo, e iniziò a suonare il riff di Birthday, finchè, all'arrivo degli altri, tutti insieme completarono la canzone, coinvolgendo gli amici presenti per il coro.

Alcuni, tra cui Chris Thomas, produttore della seduta in sostituzione di George Martin, hanno lodato la rapidità con cui la canzone è stata composta, arrangiata e registrata: una performance notevole in questo senso, ma che non può spostare il giudizio di merito sul brano, specie se rapportata all'analoga rapidità con cui i Beatles realizzarono alcuni dei loro maggiori successi nella prima parte della loro carriera. Diverso è il discorso riguardo alle esecuzioni: nel contesto di una delle non molte registrazioni collettive dell'album, la prova di Ringo alla batteria è assolutamente notevole, così come l'interpretazione vocale di Paul, che si spinge al limite estremo della propria estensione vocale.

Come per la successiva Golden Slumbers, tanta foga è però controproducente: se, come dichiarò lo stesso Paul, l'ambizione era quella di scrivere un nuovo standard augurale di compleanno in versione rock, il risultato è pregiudicato anche dalla sua irriproducibile prova vocale. Nemmeno il testo aiuta: da un lato, è relativamente rara l'eventualità di festeggiare un doppio compleanno (it's my birthday too), dall'altro solitamente gli auguri si fanno mentre si è già alla festa, non mentre ci si sta andando (yes, we're going to a party).

Dal punto di vista compositivo, è interessante che il pezzo utilizzi una sequenza blues standard di 12 battute nella strofa, insieme a un riff di chitarre raddoppiate alla sedicesima che nel complesso suona più agguerrito che festoso. La sezione successiva - solitamente accreditata a Lennon - è  una specie di ipnotico bridge di 16 battute, che resta abbarbicato sulla dominante per la sua seconda metà, mentre la prima è riempita solo della batteria di Starr.

Lennon, che definì il brano "spazzatura", indicò come unico tratto notevole del pezzo il fatto che il piano, suonato da McCartney, sia stato registrato amplificandolo attraverso un amplificatore per chitarra. Una versione live fu pubblicata da McCartney come singolo nel 1990: è probabile che Paul l'abbia inclusa in scaletta per dare sfoggio delle proprie qualità vocali. Con Good Day Sunshine (anch'essa live) sul lato B, non andò oltre un già troppo generoso 30esimo posto nelle classifiche britanniche.

Commenti dei lettori

Il 23/11/2010 alle 18:18 Brian ha detto:
Pezzo d'atmosfera ma un po' narcisistico di Paul, che con quella voce che si ritrova si era permesso di fare lo sborone in studio, per "marcare" il territorio tecnico nei confronti di John.

In effetti la sua performance vocale è straordinaria (mi pare si arrivi al Mi5), ma manca un po' il sentimento, e il testo non aiuta di certo. Aveva ragione Martin, che confrontando le voci di Paul e John sosteneva che la prima era certo più estesa, ma quella di John era un po' più pregna di personalità.

In un pezzo come questo, che è in sostanza uno sfoggio di capacità talentuosa esibizionista, la cosa si nota.
Il 02/07/2011 alle 01:56 Phoney ha detto:
Io tutta questa scarsezza e modestia in questo brano non ce le vedo proprio. Birthday è un gran pezzato, dà una gran soddisfazione ad eseguirlo. Molto POWER come dicono i giovani... Poi, è ovvio, se si dà retta alle menate del Macca per cui il brano sarebbe dovuto essere un nuovo standard per i festeggiamenti dei compleanni... Al solito le sue dichiarazioni sono fuorvianti. E' sicuramente un pezzo, al contrario, oscuro ed esoterico.
Il 14/09/2011 alle 08:35 Andrea Barghi ha detto:
A me non riesce "leggere" tra le righe del brano tutto quel che dici.... nel complesso del white Album va bene..... Se si trattava di un singolo potevi aver ragione ma trattandosi di un brano che fa parte di un progetto ripeto, non riesco a "vedere" tutta questa critica. Inoltre a me il brano piace... e comunque non riesco ad analizzare tutte le opere artistiche (e non solo musicali) tecnicamente... o mi piacciono, e rimangono, o non mi piacciono e non rimangono!
Il 18/12/2011 alle 08:52 Marco ha detto:
Da ragazzo, come ascoltatore "ingenuo", trovai invece ottimo che il White Album fosse costellato di brani (apparentemente) più semplici, come questo, che smorzavano un po' la tensione dell'ascolto dovuta ai tanti pezzi diversi e spesso impegnativi. Aprire il secondo disco con Birthday era d'aiuto. Poi col tempo mi sono reso conto che quello che si presenta come un semplice pezzo di r'n'r in realtà è più complesso di quanto voglia dare a intendere. La struttura non è proprio lineare ma continuamente variata (in questo senso rispecchia, nel suo piccolo, il principio della variazione che è la cifra stilistica dell'Album) e lo stacco centrale a due chitarre, molto potente, è un unicum nella discografia dei Beatles. Tutto questo a prescindere ovviamente dalle intenzioni di Paul.

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