Within You Without You

(Harrison)

Durata: 5:35
Tonalità: Do Maggiore

Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?

  • George Harrison: voce, chitarra acustica, sitar, tanbur
  • Musicisti non accreditati: dilruba, svarmandal, tabla, tanbur
  • Neil Aspinall: tanbur
  • Erich Gruenberg: violino
  • Alan Loveday: violino
  • Julien Gaillard: violino
  • Paul Scherman: violino
  • Ralph Elman: violino
  • David Wolfstahl: violino
  • Jack Rothstein: violino
  • Jack Greene: violino
  • Reginald Kilbey: violoncello
  • Allen Ford: violoncello
  • Peter Beavan: violoncello

Testo

We were talking
About the space between us all
And the people
Who hide themselves
Behind a wall of illusion
Never glimpse the truth
Then it's far too late
When they pass away

We were talking
About the love we all could share
When we find it
To try our best to hold it there
With our love
With our love
We could save the world
If they only knew

Try to realize it's all within yourself
No one else can make you change
And to see you're really only very small
And life flows on within you and without you

We were talking
About the love that's gone so cold
And the people who gain the world
And lose their soul
They don't know
They can't see
Are you one of them?

When you've seen beyond yourself
Then you may find
Peace of mind is waiting there
And the time will come
When you see we're all one
And life flows on within you and without you

© 1967 Northern Songs.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com

Traduzione

Parlavamo
Dello spazio tra tutti noi
E della gente
Che si nasconde
Dietro ad un muro di illusione
Non intravede mai la verità
Poi è troppo tardi
Quando muore

Parlavamo
Dell'amore che tutti potremmo condividere
Quando lo troviamo
Fare del nostro meglio per tenerlo lì
Col nostro amore
Col nostro amore
Potremmo salvare il mondo
Se solo sapessero

Cerca di capire che è tutto dentro di te
Nessun altro può farti cambiare
E capire che in realtà sei soltanto molto piccolo
E la vita scorre dentro di te e fuori di te

Parlavamo
Dell'amore che è diventato così freddo e delle persone
Che ottengono il mondo
E perdono l'anima
Loro non sanno
Loro non capiscono
Sei uno di loro?

Quando hai visto oltre te stesso
Allora puoi scoprire
Che la pace della mente è lì che aspetta
E verrà il tempo
In cui capirai che siamo tutti un'unica cosa
E la vita scorre dentro di te e fuori di te

Registrazione

Mercoledì 15 marzo 1967
@ Abbey Road - Studio 2

Nastro/i: 1
Produttore: George Martin
Primo fonico: Geoff Emerick
Secondo fonico: Richard Lush
[base ritmica George e musicisti indiani]

Mercoledì 22 marzo 1967
@ Abbey Road - Studio 2

Nastro/i: 1, ridotto nel 2
Produttore: George Martin
Primo fonico: Geoff Emerick
Secondo fonico: Richard Lush
[sovraincisione dilruba, registrati accelerati per suonare rallentati all'ascolto]

Lunedì 3 aprile 1967
@ Abbey Road - Studio 1

Nastro/i: 2
Produttore: George Martin
Primo fonico: Geoff Emerick
Secondo fonico: Richard Lush
[sovraincisione archi + voce, sitar e chitarra acustica]

Mixaggio

Mercoledì 22 marzo 1967
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: mono

Nastro/i: 2
Produttore: George Martin
Primo fonico: Geoff Emerick
Secondo fonico: Richard Lush
[remix 1, provvisorio]

Lunedì 3 aprile 1967
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: mono

Nastro/i: 2
Produttore: George Martin
Primo fonico: Geoff Emerick
Secondo fonico: Richard Lush
[remix 1-3 prima parte della canzone, remix 4-5 del resto]

Martedì 4 aprile 1967
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: Mono e stereo

Nastro/i: 2
Produttore: George Martin
Primo fonico: Geoff Emerick
Secondo fonico: Richard Lush
[mono: remix 6-11 della prima parte, remix 12 del resto. stereo: remix 1-3 prima parte, 4-5 del resto. entrambi: aggiunta risate conclusive]

Recensione

di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 01.11.2009

Una macchia su un capolavoro, o un elemento indispensabile per rendere Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band la piena espressione di tutte le tendenze del 1967? Che il dubbio sia legittimo l'ha dimostrato lo stesso Harrison, inserendo in coda al brano alcune risate per alleggerire l'atmosfera.

Accolta piuttosto male all'epoca, Within You Without You ha acquisito sempre maggior gloria man mano che Sgt. Pepper diventava un documento storico, così che oggi, decenni più tardi, è facile dire che all'album mancherebbe qualcosa senza questa ineguagliabile fusione di musica pop e musica classica indiana, che sorpassa nettamente il precendente, analogo esperimento tentato con Love You To.

Come per altri importanti brani dei Beatles, è più facile affrontare il discorso da un punto di vista storico che da quello puramente musicale. Armonicamente, il brano è tipicamente arroccato sulla propria tonica (Do Maggiore, poi accelerato di un semitono), come è tipico della musica indiana, ma anche di diversi altri brani dell'epoca (a loro volta influenzati dall'uso indiano del bordone): If I Needed Someone, Paperback Writer, Tomorrow Never Knows.

Il testo nacque insieme alla musica, su un armonium, durante una sera di discorsi filosofeggianti a base di marijuana tenutasi a casa di Klaus Voorman, vecchio amico del periodo amburghese del gruppo (nonchè disegnatore della copertina di Revolver e futuro bassista della Plastic Ono Band). Le parole, che non sono meno inusuali per un pezzo di pop di quanto non sia la musica, esprimono concetti tipici della controcultura (we could save the world/are you one of them?) da un curioso punto di vista che non è nè polemico nè arrabbiato, ma esprime una certa superiorità: un tono di voce che il più veemente, ma meno riflessivo Lennon non avrebbe mai usato in analoghe prese di posizione.

Ciononostante, gli splendidi versi conclusivi catturano appieno il messaggio della canzone, e se un'opera d'arte è tale nella coincidenza tra obiettivi e risultato, Within You Without You è, insieme a Eleanor Rigby, il brano in questo senso più compiuto del gruppo: un testo del tutto originale, con un concetto straordinariamente elevato per un brano di musica leggera, espresso da una musica unica e al contempo straordinariamente coerente.

Originariamente concepito come un pezzo "di 30 o 40 minuti" (così dichiarò Harrison), basato sulla musica di Ravi Shankar, venne condensato in una versione che, con i suoi 5 minuti e 35 secondi, rimaneva comunque il brano più lungo tra quelli finora pubblicati dal gruppo. Questa durata, unitamente all'impegnativo ambiente musicale, possono risultare noiosi, per quanto magistralmente movimentati dagli archi di George Martin.

Tuttavia, è fondamentale l'approccio con cui si ascolta il brano, che non può necessariamente essere quello con cui ci si avvicina a un pezzo di musica leggera, ma piuttosto di musica classica o etnica. In quest'ottica, Within You Without You crea una suggestione molto affascinante, che valse l'entusiastico apprezzamento di John Lennon: "una delle migliori canzoni di George. [...] Un talento innato". Altrettanto impressionato dal testo, Stephen Stills (di Stills, Crosby, Nash & Young), lo fece incidere sulle pietre del giardino di casa.

Con Only A Northern Song che era stata registrata ma esclusa da Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, Within You Without You divenne l'unico contributo di Harrison al nuovo album, dopo i ben 3 brani presenti sul precedente Revolver. George fu anche l'unico beatle a prendere parte alla registrazione; era il secondo membro del gruppo a rinunciare a tutti i suoi compagni in un brano ufficiale (il primo essendo stato Paul in Yesterday). Un altro indizio dell'allontanamento che stava silenziosamente avvenendo tra i Beatles, ognuno sempre più intenzionato a seguire i propri percorsi artistici e personali.

Commenti dei lettori

Il 07/01/2011 alle 18:45 Stella ha detto:
trovo che questa canzone sia un capolavoro, un'opera d'arte
Il testo una bellissima ed efficace interpretazione di una filosofia millenaria, quella indiana, che si evoluta in quella cinese e giapponese basata sul raggiungimento dell'esperienza del tutto, la cosiddetta illuminazione.
A questo proposito, pensavo alle risate alla fine della canzone e non mi sembra che si debba necessariamente definirle un modo per privarla d'importanza.
La tendenza occidentale a considerare importanti dal punto di vista critico o filosofico soprattutto le opere con un messaggio dal retrogusto amaro o addirittura drammatico, non prerogativa di tutte le culture.
all'interno della pratica zen, la risata ha una valenza che potrei definire "divina" e dubito che George non ne fosse al corrente.
"Un altro esempio ben noto di visione intuitiva spontanea dato dalle arguzie. In quell'istante di distacco in cui si afferra la battuta di spirito si compie l'esperienza di un momento di "illuminazione. [...] Solo con una visione intuitiva improvvisa che coglie il significato pi profondo dell'arguzia possiamo provare l'esperienza della risata liberatoria che la battuta di spirito intesa a produrre" (Fritjof Capra)
Non possibile che invece di togliere peso alla composizione, si volesse sottolineare l'importanza della gioia per comprendere il senso ultimo dell'esistenza?
Il 12/06/2011 alle 14:01 SgPepper<3 ha detto:
Questa canzone la trovo estremamente fantastica, mi porta in posti che non vi immaginereste mai,per non parlare della recente versione "LOVE" ancora pi bella, ancora pi euforica! Questa musica ...
Il 16/10/2011 alle 14:07 uzkant ha detto:
La sintesi di un certo modo di pensare, il risultato di una filosofia di vita. Amo questo testo come pochi altri, tra i quali la poesia "Invictus" di V. E. Henley. E la musica, intrecciata a quella indiana trascinante e assolutamente magica. Non sottovaluterei nemmeno la qualit della performance vocale, che ha le giuste pause espressive e respiri sufficientemente rari da conferire al brano una natura continua e liquida.
Il 21/03/2012 alle 23:00 bassmen ha detto:
questa non una semplice canzone.... il suo senso molto pi elevato
Il 09/11/2013 alle 17:39 Davide ha detto:
Mi sono sorpreso nel leggere che questo brano fu accolto piuttosto male all'epoca: un brano di musica classica indiana e con un testo del genere non poteva mancare in un album simbolo della controcultura hippy e della musica psichedelica. Ha un fascino raro. A chi ha ascoltato l'album molte volte pu sembrare eccessivamente lungo, ma la prima volta ti incanta!
L'unico pezzo del disco che stona, a mio modesto parere, Good Morning Good Morning.
Il 30/11/2014 alle 15:09 Guglielmo ha detto:
La canzone stupenda,mi piace soprattutto il concetto della nostra piccolezza, che per un essere umano impossibile da accettare,ma tremendamente vera: il mondo non gira in torno a noi. molto bello anche il concetto delle persone che conquistano il mondo ma perdono la loro anima.
Questa canzone un pezzo di filosofia pura, paragonabile con testi di Platone o Aristotele .
chi non la capisce non capisce nemmeno la vita.
Complimenti George
Guglielmo

Lascia un commento

I commenti sono moderati, non usare i commenti per inviare messaggi che non siano relativi alla canzone e di interesse generale. I tuoi dati non saranno usati per scopi commerciali nè ceduti a terzi, e saranno conservati nel rispetto delle vigenti normative in materia di privacy. Gli IP vengono conservati per prevenire e tracciare eventuali abusi. Insomma, niente di speciale, le solite cose obbligatorie per legge. Scrivi pure!




Content management system & hosting: courtesy of Gruppo Modulo | © 2003-2014 Luca Biagini except where noted otherwise.