Fixing A Hole
(Lennon/McCartney)
Durata: 2:36
Tonalità: Fa Maggiore
Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?
- Paul McCartney: voce raddoppiata, basso
- George Harrison: cori, chitarra solista raddoppiata
- John Lennon: cori
- Ringo Starr: batteria, maracas
- George Martin: clavicembalo
Testo
I'm fixing a hole
Where the rain gets in
And stops my mind from wandering
Where it will go
I'm filling the cracks
That ran though the door
And kept my mind from wandering
Where it will go
And it really doesn't matter
If I'm wrong I'm right
Where I belong
I'm right where I belong
See the people standing there
Who disagree and never win
And wonder why they don't get in my door
I'm painting my room
In a colorful way
And when my mind is wandering
There I will go
And it really doesn't matter
If I'm wrong I'm right
Where I belong I'm right
Where I belong
Silly people run around
They worry me and never ask me
Why they don't get past my door
I'm taking my time
For a number of things
That weren't important yesterday
And I still go
I'm fixing a hole
Where the rain gets in
And stops my mind from wandering
Where it will go
Where it will go
I'm fixing a hole where the rain gets in
And stops my mind from wandering
Where it will go
© 1967 Northern Songs.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com
Traduzione
Sto riparando un buco
Che lascia entrare la pioggia
E impedisce alla mia mente di vagare
Dove vuole
Sto riempiendo le fessure
Che attraversavano la mia porta
E non lasciavano vagare la mia mente
Dove vuole
E davvero non importa
Se ho torto, ho ragione
A casa mia
Ho ragione, a casa mia
Vedo là quelle persone
Che litigano e non vincono mai
E mi chiedo perchè non varchino la mia porta
Sto dipingendo la stanza
A tinte vivaci
E quando la mia mente vaga
Andrò lì
E davvero non importa
Se ho torto, ho ragione
A casa mia
Ho ragione, a casa mia
Vedo là quelle persone
Che litigano e non vincono mai
E mi chiedo perchè non varchino la mia porta
Mi sto prendendo il tempo
Per una quantità di cose
Che ieri non erano importanti
E ancora vado
Sto riparando un buco
Che lascia entrare la pioggia
E impedisce alla mia mente di vagare
Dove vuole, dove vuole
Sto riparando un buco
Che lascia entrare la pioggia
E impedisce alla mia mente di vagare
Dove vuole
Recensione
di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 20.04.2010
Mentre John Lennon assumeva ormai regolarmente LSD, Paul McCartney si accontentava perlopiù della marijuana (sebbene ancora all'inizio del 1967, l'LSD non fosse ancora illegale, a differenza della cannabis).
Detto questo, è curioso che il titolo di questa canzone fu preso addirittura come un riferimento all'eroina, una sostanza che all'epoca nessuno dei Beatles aveva mai provato (Lennon però vi indulgerà abbondantemente a partire dal 1969). In realtà Fixing A Hole costituisce un nuovo, entusiastico omaggio di McCartney agli "spinelli", che segue la precedente Got To Get You In To My Life pubblicata su Revolver.
A lungo venne reputata plausibile anche la spiegazione letterale del titolo, e godette di un certo credito la tesi secondo cui l'ispirazione venne a Paul mentre riparava il tetto della sua casa in Scozia. Questa versione venne però smentita dallo stesso McCartney durante un'intervista a Q in occasione dell'uscita di Flaming Pie (del 1997, uno dei suoi maggiori successi da solista).
McCartney aggiunse che la canzone nacque con l'idea di qualcuno che riparava un buco nella strada, il che lascia supporre che i versi di A Day In The Life abbiano giocato qualche ruolo nella composizione di Fixing A Hole. Le restanti strofe, eccetto la seconda che ribadisce l'apparentemente confuso concetto della prima, sono un invito all'autonomia intellettuale, da applicarsi nel pensiero (I'm taking my time) e nei modi (I'm painting my room).
Il ritornello, un'ancora più evidente rivendicazione di indipendenza, ribadisce la necessità di costruirsi un proprio spazio libero dai pregiudizi e dalle convenzioni. Solo a questo punto risultano comprensibili le strofe precedenti: il buco va chiuso, perchè la mente può vagare liberamente solo in uno spazio completamente sgombro da influenze esterne.
Musica, arrangiamento e registrazione, tutti eccellenti, ricordano per più di un verso le incisioni del recente passato beatlesiano, così che Fixing A Hole, clavicembalo a parte, a differenza di quasi tutti gli altri brani di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, non starebbe male sui dischi precedenti del gruppo. In quest'ottica si spiega forse la scelta di registrare voce e basso insieme alla base ritmica, mentre l'intelligente metrica del ritornello rimanda direttamente a What You're Doing e She's A Woman.
Come in Nowhere Man, il lungo assolo di chitarra, con i toni acuti molto aperti, appare come un sollievo dopo la labirintica sequenza tonica/dominante, che ripetuta ben 6 volte (tre in Fa Maggiore e tre in Do Maggiore) costituisce il ritornello, ricco di ritmi interni. La strofa dall'evidente sapore jazz tradisce invece la composizione al pianoforte, e potrebbe ricordare più manifestamente Michelle se non fosse per gli ostinati ottavi già incontrati in Penny Lane.
Poichè Abbey Road non era disponibile, la prima seduta di registrazione per Fixing A Hole si tenne al Regent Studio di Londra; era dall'incisione per Can't Buy Me Love che i Beatles non registravano fuori da Abbey Road. Mentre usciva di casa per andare allo studio, McCartney si imbattè in un uomo che sosteneva di essere Gesù Cristo. Dopo avergli offerto una tazza di tè ed ottenuta la promessa che non avrebbe disturbato, Paul portò l'uomo alla registrazione, cui egli assistette discretamente in un angolo, prima di sparire per sempre.
Forse anche per quest'intercessione divina, Fixing A Hole è uno dei brani più interessanti di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band: sognante ed evocativo, meditabondo ma positivo. Una sorta di Getting Better interamente proiettata verso il futuro, con un passato meno ingombrante, sorretta da una frase di basso altrettanto notevole, bei cori e una delle migliori parti di chitarra dell'album. Solo il testo, inferiore alla media del suo autore per Revolver, ne impedisce l'inserimento tra i migliori lavori di McCartney.
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