In My Life
(Lennon/McCartney)
Durata: 2:27
Tonalità: La Maggiore
Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?
- John Lennon: voce raddoppiata, chitarra ritmica
- Paul McCartney: cori, basso
- George Harrison: cori, chitarra solista
- Ringo Starr: batteria, tamburello, percussioni
Testo
There are places I remember
All my life, though some have changed
Some forever not for better
Some have gone and some remain
All these places had their moments
With lovers and friends I still can recall
Some are dead and some are living
In my life I've loved them all
But of all these friends and lovers
There is no one compares with you
And these memories lose their meaning
When I think of love as something new
Though I know I'll never lose affection
For people and things that went before
I know I'll often stop and think about them
In my life I love you more
Though I know I'll never lose affection
For people and things that went before
I know I'll often stop and think about them
In my life I love you more
In my life I love you more
© 1965 Northern Songs.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com
Traduzione
Ci sono luoghi che ricorderò
Per tutta la vita, anche se alcuni sono cambiati
Alcuni per sempre, non in meglio
Alcuni non ci sono più e alcuni rimangono
Tutti questi luoghi hanno avuto i loro momenti
Con amori e amici che ancora ricordo
Alcuni sono morti e alcuni sono vivi
Nella mia vita li ho amati tutti
Ma di tutti questi amici e questi amori
Nessuno si può paragonare a te
E questi ricordi perdono di significato
Quando penso all'amore come a qualcosa di nuovo
Anche se so che non perderò mai l'affetto
Per le persone e le cose del passato
E che spesso mi fermerò a pensare a loro
Nella mia vita amerò più te
Anche se so che non perderò mai l'affetto
Per le persone e le cose del passato
E che spesso mi fermerò a pensare a loro
Nella mia vita amerò più te
Nella mia vita amerò più te
Recensione
di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 27.04.2010
Lo spunto per In My Life, uno dei pochi brani dei Beatles in cui il testo venne scritto prima della musica, fu suggerito a Lennon da un'intervista in cui Kenneth Allsop gli chiedeva come mai nelle sue canzoni non parlasse mai della sua infanzia a Liverpool.
John scrisse così un lungo testo nel quale immaginava un viaggio in autobus nella sua città natale, durante il quale toccava e nominava tutti i luoghi della sua infanzia, inclusi Penny Lane e Strawberry Fields. John dichiarò "ridicolo" il risultato ottenuto, ma restava convinto che l'idea fosse buona.
Rielaborando il testo senza citare le proprie personali esperienze, Lennon giunse a dei versi di straordinaria bellezza, profondamente intimi eppure efficacemente universali. Partendo dai luoghi del proprio passato, il protagonista constata gli inesorabili segni del passare del tempo sulle cose e sulle persone, toccando, in un poi confermato riferimento a Stuart Sutcliffe, anche il più irreversibile dei cambiamenti.
Dopo aver suggerito il consolante concetto che nemmeno il tempo può distruggere i ricordi che custodiamo nel nostro cuore, nella seconda parte della canzone l'attenzione si sposta sul presente: per quanto piacevole possa essere la rievocazione del passato, anch'essa è piccola cosa di fronte al Vero Amore. Benchè la seconda metà dei versi non raggiunga i vertici della prima, il risultato è comunque quello di una dichiarazione d'amore di insuperabile profondità e devozione, e nell'insieme In My Life è un'autorevole candidata al ruolo di miglior testo dell'intera discografia del gruppo.
La paternità della musica, anch'essa molto celebrata, è ad oggi in discussione. Lennon rivendicò dapprima la canzone come interamente sua, poi ammise che la sezione a contrasto era di McCartney, e rimase su queste posizioni fino alla sua tragica morte. Il problema è che In My Life non ha una sezione a contrasto, quindi se Lennon indicava con essa il bridge, i crediti andrebbero divisi fifty fifty. McCartney invece sostiene di aver composto da solo tutta la musica di In My Life su un mellotron.
La questione è ancora più intricata perchè il pezzo (specie però nella strofa, il che sembrerebbe contraddire ulterioremente le dichiarazioni di Lennon) con la sua melodia ariosa e il rapido movimento armonico, presenta gli elementi tipici del miglior McCartney, mentre l'unico elemento tipicamente lennoniano è il ricorrente, espressivo Re Minore. D'altra parte, Lennon è sempre stato inarrivabile nel coniugare perfettamente l'atmosfera del testo con l'andamento della musica, e in questo caso, la melodia in continuo movimento potrebbe rappresentare la sua trasposizione del concetto di viaggio che sottende alla canzone. L'altro brano di Lennon sull'infanzia e su Liverpool, Strawberry Fields Forever, ha una melodia altrettanto verticale e similmente caratterizzata da pochissime note ripetute.
L'enigma sembra destinato a restare insoluto; del resto, come ricordò signorilmente McCartney, è bello constatare che di tutte le canzoni scritte e firmate insieme, il duo Lennon/McCartney si trovò in disaccordo solo su due brani: In My Life ed Eleanor Rigby. L'ipotesi più probabile è che Lennon abbia mostrato a McCartney il testo quasi completo e un primissimo accenno della musica, che forse comprendeva la frase melodica di apertura e il passaggio in Re Minore. McCartney potrebbe aver completato l'opera, ispirandosi, a suo dire, a Smokey Robinson (gran parte di Rubber Soul secondo i Beatles era ispirato alla musica nera: da qui il suo titolo).
Mentre la canzone in sè possiede un'indiscutibile capacità di suscitare emozione attraverso parole e melodia, l'arrangiamento tradisce in parte la scarsa meditazione imposta dalla necessità di chiudere l'album al più presto: l'arpeggio iniziale e il frammentato schema di batteria sono molto evocativi, e l'esecuzione vocale di Lennon è ottima. Al contrario, la frase di basso è tra le più banali dell'album, nonostante la ricchezza del materiale armonico a disposizione, e le armonie vocali nella strofa sono eseguite con troppa enfasi rispetto alla delicatezza dei temi trattati.
L'assolo di pianoforte di George Martin, finora il suo contributo strumentale più evidente, fu registrato a tempo dimezzato e poi accelerato, finendo per suonare quasi come un clavicembalo. Il suo intervento, ricco di baroccheggianti mordenti, ricorda vagamente le opere di J.S. Bach, ed è indubbiamente molto gradevole, ma ben poco attinente al resto della canzone. Per tutti questi fattori, esistono una manciata di cover (tra le migliaia) di In My Life che riescono quasi ad avvicinare il valore dell'originale.
George Martin espresse parole di grande ammirazione per In My Life, dichiarando che la canzone era "puro John", e usandone il titolo per un suo album del 1998. Anche George Harrison amava molto la canzone, e la suonò nel suo criticatissimo live tour del 1974 (introducendola come un brano di John Lennon), modificando il verso finale in "In my life I'll love God more" (nella mia vita amerò più Dio).
Osservando la grande differenza tra questa composizione e quelle immediatamente successive dei Beatles, è difficile dire se aveva ragione Lennon a giudicarla il suo "primo lavoro davvero importante" o se In My Life va piuttosto considerata come uno dei più alti risultati della prima fase della carriera dei Beatles. Questa riserva puramente accademica non ha impedito ad In My Life di diventare, con pieno merito, uno dei brani più amati del gruppo, chiunque l'abbia scritta.
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Commenti dei lettori
è stupenda! Io amo questa canzone!
Una splendida canzone, romantica, ispirata, leggera. Da uno dei migliori Album dei Beatles.
Segnalo la cover interpretata da Keith Moon nell'Album "Two sides of the Moon", riarrangiata con grande raffinatezza.
anche la cover di Johnny Cash dell'album American IV secondo me merita..dopotutto è difficile non ottenere un buon risultato da una materia prima di grabdissima qualità! veramente stupenda, anche il testo. :)
Canzone meravigliosa e sito meraviglioso!!!!
condivido la segnalazione di Andrea: la cover di Keith Moon è assolutamente fantastica
questa canzone l'ho sentita la prima volta quando avevo 15 anni ora ne ho 61 e ancora mi stupisce come altri pezzi dei Beatles .... complimenti per il sito ciao
Ho sentito questo pezzo solo 67 volte negli ultimi 2 mesi, da quando l'ho inserito nell' ipod. Credo sia il pezzo più rappresentativo della band per il perfetto connubio tra semplicità e armoniosità della composizione e profondità dei temi trattati. Semplicemente -è proprio il caso di dirlo- meravigliosa.