Across The Universe
(Lennon/McCartney)
Durata: 3:45
Tonalità: Reb Maggiore
Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?
- John Lennon: voce, cori, chitarra ritmica acustica, chitarra solista
- Paul McCartney: cori, pianoforte
- George Harrison: cori, sitar, tanbur
- Ringo Starr: maracas
- Musicisti non accreditati: violino (18), viola (4), violoncello (4), arpa, tromba (3), trombone (3), chitarra classica (2), cori (14)
Testo
Words are flowing out like endless rain into a paper cup
They slither while they pass, they slip away across the universe
Pools of sorrow, waves of joy are drifting through my open mind
Possessing and caressing me
Jai Guru Deva Om
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Images of broken light which dance before me like a million eyes
They call me on and on across the universe
Thoughts meander like a restless wind inside a letter box
They tumble blindly as they make their way across the universe
Jai Guru Deva Om
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Sounds of laughter shades of life are ringing through my open ears
Inciting and inviting me
Limitless undying love which shines around me like a million suns
It calls me on and on across the universe
Jai Guru Deva Om
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Jai Guru Deva
Jai Guru Deva...
© 1968 Northern Songs.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com
Traduzione
Le parole volano come pioggia senza finire in una tazza di carta
Scivolano mentre passano, si disperdono per tutto l'universo
Pozzanghere di dolore, onde di gioia fluttuano nella mia mente aperta
Si impossessano di me e mi accarezzano.
Jai Guru Deva Om
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Immagini di luce spezzata che mi danzano di fronte come un milione di occhi
Mi chiamano ancora e ancora per tutto l'universo
Pensieri vagano come un vento inquieto nella cassetta delle lettere
Precipitano ciecamente mentre seguono la loro strada per tutto l'universo
Jai Guru Deva Om
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Suoni di risa ombre di terra risuonano attraverso le mie vedute aperte
Mi incitano e mi invitano
Amore senza fine nè limiti mi splende intorno come un milione di soli
Mi chiama ancora e ancora per tutto l'universo
Jai Guru Deva Om
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Jai Guru Deva
Jai Guru Deva...
Recensione
di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 02.11.2009
È difficile stabilire quanto la poca fortuna discografica di Across The Universe sia da attribuire alla malasorte, alla cattiva volontà o alle carenze di lucidità della canzone e del suo autore. Primo brano di Lennon ad essere registrato dopo una pausa di 5 mesi seguita ad I Am The Walrus, Across The Universe riprende il tono verboso e nebuloso della precedente composizione, ma ne sostituisce la minacciosità in favore di una confortante dichiarazione di autonomia intellettuale, con l'aiuto degli dei.
John disse che il testo "gli arrivò" quasi completo, mentre era steso a letto dopo una discussione con l'allora moglie Cynthia. Un'origine "medianica" ancora più forte di quella di Nowhere Man, dato che in questo caso non solo le parole, ma il senso generale era frutto di un processo inconscio. "Inizialmente erano negative; pensavo che lei era andata a dormire, ma ancora mi richieggiavano le sue parole. [...] Io ho solo sistemato un verso o due, ma il resto non è mio; è venuto da solo".
Lennon era molto soddisfatto del risultato, arrivando a dichiarare: "è uno dei migliori testi che ho scritto. Forse il migliore in assoluto. [...] Le parole non hanno bisogna di una melodia, come una poesia, possono semplicemente essere lette". La mattina dopo, al pianoforte, aggiunse una melodia in Re Maggiore basata su accordi estremamente ordinari, con la sola eccezione dell'espressivo IV Maggiore/Minore che ricorre spesso nella sua produzione (Nowhere Man, In My Life).
Nell'entusiasmo per l'India tipico del periodo (i Beatles, con alcuni amici, stavano per partire per un lungo soggiorno di meditazione a Rishikesh insieme al Maharishi Mahesh Yogi), incluse anche uno pseudo-bridge di 6 battute con un verso in sanscrito, che si può tradurre approssimativamente con "Ode a Dio divino".
Lennon voleva farne il singolo che sarebbe stato pubblicato durante l'assenza dei Beatles, ma con suo immenso disappunto scoprì che i suoi colleghi non erano affatto entusiasti della canzone. Dopo varie prove ritenute poco soddisfacenti, vennero reclutate due fans fuori dagli studi EMI (Lizzie Bravo, 16 anni e Gayleen Pease, 17) per fornire un rinforzo vocale dopo il ritornello ("invece di prendere coristi veri", ricordò amaramente Lennon").
Nonostante varie sovraincisioni di sitar, organo, pianoforte, chitarre wah wah e cori, il risultato era comunque deludente, e non superò la debole concorrenza di Lady Madonna per il lato A del prossimo 45 giri. Per il lato B venne scelta The Inner Light, così che le due composizioni di Lennon (l'altra era Hey Bulldog) rimasero escluse.
Spike Milligan, ideatore del Goon Show tanto amato da Lennon, si trovava ad Abbey Road durante le registrazioni, e chiese se poteva usare Across The Universe per un suo LP di raccolta fondi per il WWF, che prese poi il titolo, da questa canzone, di No One's Gonna Change Our World. In quest'occasione, al brano (che venne anche accelerato di un semitono, diventando in Mib Maggiore) furono aggiunti effetti sonori "naturalistici" all'inizio e alla fine.
L'album non uscirà però fino al dicembre 1969. Come mai questo pezzo tanto caro a Lennon restò inedito così a lungo? L'anomalia più evidente è la sua mancata inclusione nella soundtrack di Yellow Submarine: in un progetto così debole, Across The Universe, per quanto male arrangiata, sarebbe stata indubbiamente il pezzo più pregiato.
La spiegazione più ovvia è che, dopo l'amara esperienza indiana, Lennon non si trovava più a suo agio con le posizioni qui espresse. Pochi mesi più tardi però, in occasione delle session per il progetto Get Back, Lennon riprese in mano il brano, ma di nuovo non trovò collaborazione nei suoi compagni ("potete vederlo tutti nel film", disse poi).
Finalmente Phil Spector fece, secondo il suo autore, giustizia alla canzone, rallentandola nuovamente, rimuovendo i cori originali e inserendo un'orchestra di 36 elementi e 14 cantanti. Solitamente giudicata inferiore alla versione precedente, essa suscitò l'entusiasmo di Lennon, che definì la canzone "uno dei momenti più alti dell'album" e il lavoro di Spector "maledettamente buono".
Across The Universe non divise solo il giudizio dei Beatles: anche la critica si è ora scagliata contro la canzone, definendola "noiosa", "armonicamente banale", "lagnosa" e "fuori moda" (quest'ultimo giudizio imputabile più che altro alla pubblicazione tardiva), ma anche, al contrario, "poetica", "incantevole" e, in alcuni casi, addirittura "la migliore canzone dei Beatles".
La verità è che Across The Universe è molte di queste cose: un pezzo promettente, indubbiamente non portato al suo potenziale, anche a causa dell'eccessiva emotività del suo autore. Soprattutto, mostra che Lennon aveva bisogno degli altri Beatles quanto i suoi compagni di lui; con la sua fondamentale incompiutezza, Across The Universe ricorda più le buone idee che John sprecò nel corso della sua carriera solista, piuttosto che i suoi capolavori per i Beatles.
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Commenti dei lettori
onestamente non vedo potenziale inespresso, è una canzone che, a mio avviso, ha raggiunto persone con una più spiccata tendenza alla trascendenza, magari sembra un po sporca e non del tutto compiuta dal punto di vista sonoro, ma credo che rappresenti bene l'universo Lennon all'interno del box Beatles (scusate il gioco di parole). Sono convinto che sia bella così com'è e forse l'intervento degli altri l'avrebbe snaturata troppo.
Io la preferisco in Let It Be...Naked.
:)
@Elisa: concordo...
La perfezione si può costruire mentalmente, con rigore: è l'insieme di massimi gradi delle qualità.
L'imperfezione, invece, è una sorpresa continua, sempre nuova, mai del tutto svelata. C'è sempre qualcosa in più da aggiungere con creatività, qualcosa di nuovo da scoprire che richiede vitalità.
Così alcune canzoni di John: imperfette, quasi non finite e di certo non classificabili. Rifiutano ogni definizione, pretendono libertà. E alla fine, proprio le più imperfette sono quelle che conquistano più i cuori, e arrivano OLTRE...across the universe.
sicuramente è una delle migliori canzoni scritte da john
....credo che la rocambolesca genesi di questa canzone sia solo un caso....questo brano rappresenta il classico caso di testo poetico e musica memorabile...così come si sente nel "let it be" classico la canzone è un capolavoro senza tempo....addirittura la più bella canzone dei beatles....ma anche ascoltata nel "let it be...naked" la canzone ha il suo fascino....comunque memorabile....con la mia epiphone j160e la suono spesso...
Una delle canzoni migliori di tutti i tempi
Anch'io non sono d'accordo con la recensione. Across the universe è più che poesia, è preghiera, è potenza della mente, è amore che viaggia, appunto, nell'universo....
che poesia!!! che dire...cosmica!!!