You've Got To Hide Your Love Away

(Lennon/McCartney)

Durata: 2:07
Tonalità: Sol Maggiore

Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?

  • John Lennon: voce, chitarra ritmica acustica
  • George Harrison: chitarra solista acustica
  • Paul McCartney: basso
  • Ringo Starr: tamburello
  • Johnnie Scott: flauto contralto, flauto tenore

Testo

Here I stand head in hand
Turn my face to the wall
If she's gone I can't go on
Feeling two foot small
Everywhere people stare
Each and every day
I can see them laugh at me
And I hear them say

Hey you've got to hide your love away
Hey you've got to hide your love away

How can I even try?
I can never win
Hearing them, seeing them
In the state I'm in
How could she say to me
Love will find a way?
Gather round all you clowns
Let me hear you say

Hey you've got to hide your love away
Hey you've got to hide your love away

© 1965 Northern Songs.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com

Traduzione

Eccomi qui con la testa tra le mani
Il viso rivolto al muro
Se lei se n'è andata io non posso andare avanti
Mi sento piccolo sessanta centimetri
Ovunque la gente mi fissa
Ogni giorno e tutti i giorni
Io li vedo ridere di me
E li sento dire

Ehi, devi nascondere il tuo amore
Ehi, devi nascondere il tuo amore

Come posso anche solo provarci
Io non posso mai farcela
Sentendoli, vedendoli
Nello stato in cui sono
Come lei poteva dirmi
L'amore troverà una strada?
Venitemi intorno tutti voi clowns
Lasciate che vi senta dire

Ehi, devi nascondere il tuo amore
Ehi, devi nascondere il tuo amore

Registrazione

Giovedì 18 febbraio 1965
@ Abbey Road - Studio 2

Nastro/i: 1-9
Produttore: George Martin
Primo fonico: Norman Smith
Secondo fonico: Ken Scott
[comprese sovraincisioni di flauto]

Mixaggio

Sabato 20 febbraio 1965
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: mono

Nastro/i: 9
Produttore: George Martin
Primo fonico: Norman Smith
Secondo fonico: Ken Scott

Martedì 23 febbraio 1965
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: stereo

Nastro/i: 9
Primo fonico: Norman Smith
Secondo fonico: Malcolm Davies

Accordi

[G]Here I [D]stand [F]head in [G]hand
[C]Turn my face to the [F]wall [C]
[G]If she's [D]gone I [F]can't go [G]on
[C]Feeling two foot [F]small [C] [D]
[G]Every[D]where [F]people [G]stare
[C]Each and every [F]day [C]
[G]I can [D]see them [F]laugh at [G]me
[C]And I hear them [F]say [C] [D] [D/C] [D/B] [D/A]

[G]Hey you've got to [C]hide your love a[Dsus4]way [D] [D9] [D]
[G]Hey you've got to [C]hide your love a[Dsus4]way [D] [D9] [D]

[G]How can [D]I [F]even [G]try?
[C]I can never [F]win [C]
[G]Hearing [D]them, [F]seeing [G]them
[C]In the state I'm [F]in [C] [D]
[G]How could [D]she [F]say to [G]me
[C]Love will find a [F]way? [C]
[G]Gather [D]round [F]all you [G]clowns
[C]Let me hear you [F]say [C] [D] [D/C] [D/B] [D/A]

[G]Hey you've got to [C]hide your love a[Dsus4]way [D] [D9] [D]
[G]Hey you've got to [C]hide your love a[Dsus4]way [D] [D9] [D]

Solo [G] [D] [F] [G] [C] [F] [C] [G] [D] [F] [G] [C] [F] [C] [G]

Recensione

di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 22.03.2010

Solitamente all'avanguardia sotto tutti i punti di vista, una volta tanto i Beatles arrivavano in ritardo. Da ormai un anno stavano ascoltando il lavoro di Bob Dylan (vedere I Should Have Known Better), ma quando si risolsero ad incidere la loro prima canzone compiutamente dylaniana, egli stava mutando il suo stile in modo radicale. Così, un mese dopo che i Beatles avevano registrato il loro primo brano interamente acustico (eccezion fatta per il basso di McCartney), l'artista americano pubblicava le sue prime canzoni elettriche nell'epocale Bringing It All Back Home.

Aldilà della strumentazione, la canzone è dylaniana nel titolo, nel tema trattato, nella melodia e soprattutto nell'esecuzione vocale (finalmente non raddoppiata) di Lennon, che imita, per quanto reso possibile dall'evidente differenza timbrica dei due, il disilluso e strascicato stile vocale di Dylan. Il testo, benchè semplicistico in confronto alle più impegnate canzoni di Dylan, è sinceramente efficace nel delineare la più profonda espressione di dolore di Lennon fino a quel momento. In particolare, i versi che precedono il primo ritornello mostrano una nuova dimensione dell'infelicità.

Il dramma del protagonista infatti non è solo interiore, il problema non riguarda solo lui e l'amata: il mondo intero è percepito come un ostile occhio critico puntato su se stesso. Questo è reso ancora più evidente dal fatto che non è chiaro se egli sia stato davvero abbandonato: sappiamo solo che "if she's gone I can't go on", ma non è detto che lei l'abbia davvero fatto, così come rimane misterioso per tutti, protagonista e ascoltatore, il perchè la frase "love will find a way" sia sufficiente a scatenare la disperazione personale e la derisione generale.

Molti hanno ipotizzato che la canzone fosse in qualche modo dedicata all'omosessualità di Brian Epstein: una faccenda che a metà degli anni '60 andava ancora nascosta persino in una metropoli cosmopolita come Londra (in Gran Bretagna l'omosessualità rimase un reato fino al 1967). Per quanto questo abbia scatenato fin troppo fantasiose ipotesi sulla presunta relazione sentimentale (o almeno su un rapporto sessuale occorso tra Epstein e John Lennon durante la loro vacanza a Barcellona dell'aprile 1963), l'idea che Lennon abbia almeno iniziato il brano pensando a Epstein non è del tutto peregrina, nè sminuirebbe in alcun modo il significato del testo.

La musica, nell'inconsueto metro di 3/4, è funzionale al testo, e gravita intorno a intervalli minimi che ben delineano l'inanità in cui è sprofondato il protagonista, che sembra riaversi dal suo torpore solo per fare il verso a chi lo critica nell'"hey!" (con immediato salto d'ottava) che inizia il verso che, ripetuto due volte, costituisce il ritornello. Per la prima volta dai tempi di Love Me Do, un musicista esterno al gruppo (George Martin a parte), partecipa all'incisione: si tratta di Johnnie Scott, che suona i due flauti nella coda strumentale del brano.

Più compiuta, anche se meno personale, di Help!, You've Got To Hide Your Love Away presenta il primo grande testo della produzione matura di John Lennon. Peccato solo che egli non abbia saputo resistere alla tentazione di mantenere il verso "two foot small" anzichè "tall", cantato per errore e lasciato come debole battuta indirizzata ai troppo zelanti "cercatori di significato" che scandagliavano regolarmente le canzoni dei Beatles (vedere Not A Second Time).

Commenti dei lettori

Il 21/04/2011 alle 19:19 Nico ha detto:
Canzone bellissima! Semplice ed efficace, con un testo molto introverso. Il video tratto dal film è spettacolare!
Il 14/04/2012 alle 15:25 Silvia ha detto:
STUPENDA! Non dico altro!

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