Something

(Harrison)

Durata: 3:03
Tonalità: Do Maggiore/La Maggiore

Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?

  • George Harrison: voce raddoppiata, chitarra solista, battimani
  • Paul McCartney: seconda voce, basso, battimani
  • John Lennon: chitarra ritmica
  • Ringo Starr: batteria, battimani
  • Musicisti non accreditati: violino (12), viola (4), violoncello (4), contrabbasso

Testo

Something in the way she moves
Attracts me like no other lover
Something in the way she woos me
I don't want to leave her now
You know I believe and how

Somewhere in her smile she knows
That I don't need no other lover
Something in her style that shows me
I don't want to leave her now
You know I believe and how

You're asking me will my love grow
I don't know, I don't know
You stick around and it may show
I don't know, I don't know

Something in the way she knows
And all I have to do is think of her
Something in the things she shows me
I don't want to leave her now
You know I believe and how

© 1969 Harrisongs Limited.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com

Traduzione

Qualcosa nel modo in cui si muove
Mi attrae come nessun'altra donna
Qualcosa nel modo in cui cerca di conquistarmi
Non voglio lasciarla ora
Sai che ci credo eccome

Da qualche parte nel suo sorriso lei sa
Che non ho bisogno di nessun'altra donna
Qualcosa nel suo modo di fare che mi fa capire
Non voglio lasciarla ora
Sai che ci credo eccome

Mi chiedi se il mio amore crescerà
Non lo so, non lo so
Te ne stai li adesso, questo forse lo dimostra
Non lo so, non lo so

Qualcosa nel modo in cui lei conosce
E non devo fare altro che pensare a lei
Qualcosa nelle cose che mi dimostra
Non voglio lasciarla ora
Sai che ci credo eccome

Registrazione

Martedì 25 febbraio 1969
@ Abbey Road - Studio 2

Nastro/i: 1
Primo fonico: Ken Scott
[demo registrato dal solo George]

Mercoledì 16 aprile 1969
@ Abbey Road - Studio 3

Nastro/i: 1-13
Produttore: George Martin
Primo fonico: Jeff Jarratt
Secondo fonico: Richard Lush
[base ritmica: basso, batteria, chitarra (George) e pianoforte di George Martin]

Venerdì 2 maggio 1969
@ Abbey Road - Studio 3

Nastro/i: 1-36
Produttore: George Martin
Primo fonico: Jeff Jarratt
Secondo fonico: Nick Webb
[rifacimento base ritmica, con i Beatles in formazione tipo: basso, 2 chitarre e batteria + piano di Billy Preston]

Lunedì 5 maggio 1969
@ Olympic Sound Studios, Londra - Studio 1

Nastro/i: 36
Produttore: George Martin
Primo fonico: Glyn Johns
Secondo fonico: Steve Vaughan
[sovraincisione nuovo basso e nuova chitarra di George]

Venerdì 11 luglio 1969
@ Abbey Road - Studio 2

Nastro/i: 36
Produttore: George Martin
Primo fonico: Phil McDonald
Secondo fonico: John Kurlander
[sovraincisione nuova voce solista]

Mercoledì 16 luglio 1969
@ Abbey Road - Studio 3

Nastro/i: 36 + riduzione 36 in 38 e 39
Produttore: George Martin
Primo fonico: Phil McDonald
Secondo fonico: John Kurlander
[sovraincisioni: nuova voce solista + seconda voce + battimani]

Venerdì 15 agosto 1969
@ Abbey Road - Studio 2

Nastro/i: 39
Produttore: George Martin
Primo fonico: Geoff Emerick/Phil McDonald
Secondo fonico: Alan Parsons
[sovraincisione orchestra + chitarra. gli studi 1 e 2 erano collegati via TV. Martin dirigeva nel primo mentre la regia operava dal 2]

Venerdì 15 agosto 1969
@ Abbey Road - Studio 1

Nastro/i: 39
Produttore: George Martin
Primo fonico: Geoff Emerick/Phil McDonald
Secondo fonico: Alan Parsons
[sovraincisione orchestra + chitarra. gli studi 1 e 2 erano collegati via TV. Martin dirigeva nel primo mentre la regia operava dal 2]

Mixaggio

Venerdì 11 luglio 1969
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: stereo

Nastro/i: 36
Produttore: George Martin
Primo fonico: Phil McDonald
Secondo fonico: John Kurlander
[remix 1-4 + riduzione da 7'48" a 5'32"]

Lunedì 4 agosto 1969
@ Abbey Road - Studio 3
Mix: stereo

Nastro/i: 39
Produttore: George Harrison
Primo fonico: Phil McDonald
Secondo fonico: Alan Parsons
[remix non numerati coordinati da George per dare a Martin un acetato e permettergli di scrivire l'arrangiamento orchestrale]

Martedì 19 agosto 1969
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: stereo

Nastro/i: 39
Produttore: George Martin
Primo fonico: Geoff Emerick/Phil McDonald
Secondo fonico: Alan Parsons
[remix 1-10, definitivi; comprendevano il definitivo abbreviamento della canzone alla durata finale]

Accordi

[F] [Eb] [G/D]

[C]Something in the way she [Cmaj7]moves
[C7]Attracts me like no other [F]lover
[D7]Something in the way she [G]woos me
I [Am]don't want to leave her [Ammaj7]now
You [Am7/G]know I believe and [D9]how [F] [Eb] [G/D]

[C]Somewhere in her smile she [Cmaj7]knows
[C7]That I don't need no other [F]lover
[D7]Something in her style that [G]shows me
I [Am]don't want to leave her [Ammaj7]now
You [Am7/G]know I believe and [D9]how [F] [Eb] [G/D] [A]

[A]You're asking [C#m/G#]me will my love [F#m]grow [A/E]
I don't [D]know, [G]I don't [A]know
You stick a[C#m/G#]round and it may [F#m]show
I don't [D]know, [G]I don't [C]know

Solo: [C] [Cmaj7] [C7] [F] [D7] [G] [Am] [Ammaj7] [Am7/G] [D9] [F] [Eb] [G/D]

[C]Something in the way she [Cmaj7]knows
[C7]And all I have to do is [F]think of her
[D7]Something in the things she [G]shows me
I [Am]don't want to leave her [Ammaj7]now
You [Am7/G]know I believe and [D9]how [F] [Eb] [G/D]

[F] [Eb] [G/D] [A] [F] [Eb] [G/D] [C]

Recensione

di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 10.07.2009

La più grande canzone d'amore di tutti i tempi fu la definizione che Frank Sinatra diede di Something. Il capolavoro di George Harrison è una straordinaria ballata caratterizzata da una melodia incantevole ed un testo incredibilmente romantico, che riesce a non scadere mai nella sdolcinatezza.

La composizione della musica fu piuttosto casuale e caotica: la strofa nacque durante una delle sessions del White Album, quando George, approfittando di una pausa, iniziò a suonare un armonium. L'utilizzo di uno strumento a tastiera per la composizione appare evidente dalle settime discendenti dell'inizio della strofa e dai rivolti che occorrono verso la fine di tale sezione. La sezione a contrasto, che modula a La Maggiore dall'iniziale Do, e mostra una progressione armonica più convenzionale, fu invece aggiunta in seguito. La canzone avrebbe potuto comunque essere inclusa nel White Album, ma i lavori a questo disco erano ormai avanzati e George, peraltro perplesso su come arrangiare la canzone, decise di rimandare l'incisione.

Il testo inizia esplicitamente come una variazione di Something In The Way She Moves di James Taylor, ma evolve ben presto verso qualcosa di molto più elegante, che culmina nella seconda strofa nei migliori versi d'amore dell'intera discografia beatlesiana. Mentre la maggior parte delle migliori canzoni d'amore dei Beatles si basano sui sentimenti del protagonista, Something si concentra sull'amata, di cui fornisce una descrizione così intensa da fare innamorare anche l'ascoltatore. Un simile espediente fu utilizzato, con minore efficacia, da Lennon in Girl. Pattie Harrison rivendicò la canzone come dedicata a lei, mentre Harrison negò che fosse per qualcuno in particolare, ma le sue dichiarazioni possono essere state condizionate dal fatto che dopo che Pattie lasciò George per Eric Clapton i rapporti tra i due ex-coniugi non furono più eccezionali (per la cronaca, pare che George abbia restituito il favore a Clapton, ai tempi della sua relazione con Lory Del Santo).

Pubblicata come singolo a doppia facciata A insieme a Come Together, Something riscosse un successo commerciale soltanto discreto, il che si spiega principalmente con l'inclusione di entrambi i brani sull'album Abbey Road. Ma il vero successo di Something arrivò dalle cover: ripresa immediatamente da decine di altri artisti, tra cui Elvis Presley, Frank Sinatra, Joe Cocker, Smokey Robinson e James Brown (queste ultime furono le cover che Harrison elesse come sue preferite), divenne, dietro a Yesterday, la seconda canzone dei Beatles per numero di reinterpretazioni. Tale numero crebbe ulteriormente dopo la morte di George, in cui furono molti gli artisti che scelsero Something per il proprio tributo: tra questi anche Bob Dylan e Paul McCartney.

L'intervento orchestrale scritto da George Martin, pur non brillando di eccezionale fantasia, è assai efficace e aggiunge ulteriore eleganza ad un arrangiamento eccellente - caratterizzato da un ottimo lavoro al basso di McCartney e da una performance molto inventiva di Starr - che culmina in un assolo perfetto per tono e intenzione e ha un tocco di classe nel finale, quando finge di modulare ancora al La maggiore, per ripetere invece il breve riff e acquietarsi sul conclusivo Do maggiore.

Harrison fu giustamente sommerso di elogi per Something, tra cui spiccano anche quelli dei suoi colleghi: Lennon disse che Something era la miglior canzone di Abbey Road, mentre McCartney che era la miglior canzone che George avesse mai scritto. Questi elogi instillarono la convinzione, in qualche modo esagerata, che i Beatles avessero 3 grandissimi autori tra le loro fila; è vero che il contributo di Harrison fu numericamente scarso e qualitativamente incostante. È indubbio però che se i Beatles fossero rimasti insieme ancora un paio d'anni, il ruolo di Harrison come compositore sarebbe stato di certo più noto e rilevante.

Commenti dei lettori

Il 07/12/2010 alle 11:28 Michele ha detto:
Semplicemente unica...la puoi ascoltare migliaia di volte trovando ogni volta un particolare nuovo, non ti stanca mai; ogni strumento ha un ruolo da protagonista... Penso che "Something" abbia un notevole distacco da tutte le altre canzoni dei Beatles, che considero quasi tutte, dei capolavori assoluti
Il 20/06/2011 alle 11:25 maria cristina ha detto:
questo è il brano della mia vita....ho tatuato il pezzo dello spartito del giro di chitarra sulla mia spalla destra!!!!
Il 27/09/2011 alle 20:27 miki ha detto:
...Meravigliosa, poetica, perfetta ...
Il 11/10/2011 alle 20:17 ander ha detto:
Davvero stupenda,vorrei tanto poterla dedicare a una persona che mi piace un casino!!!!
Il 16/10/2011 alle 13:59 uzkant ha detto:
"Harrison fu giustamente sommerso di elogi per Something, tra cui spiccano anche quelli dei suoi colleghi: Lennon disse che Something era la miglior canzone di Abbey Road, mentre McCartney che era la miglior canzone che George avesse mai scritto. Questi elogi instillarono la convinzione, in qualche modo esagerata, che i Beatles avessero 3 grandissimi autori tra le loro fila; è vero che il contributo di Harrison fu numericamente scarso e qualitativamente incostante. È indubbio però che se i Beatles fossero rimasti insieme ancora un paio d'anni, il ruolo di Harrison come compositore sarebbe stato di certo più noto e rilevante".
E chi esagera? La bravura di un compositore non si misura in numeri e l'espressione "qualitativamente incostante" esprime un punto di vista del tutto discutibile. Nelle canzoni di George si nota di certo un'evoluzione, ma spesso anche i brani più semplici colpiscono l'ascoltatore. Scusate, amo questo sito e non voglio essere ipercritica e non sono l'avvocato di George Harrison ma questo è ciò che penso.
Il 10/01/2012 alle 11:22 Lucilla ha detto:
E' una delle canzoni che amo di più.
Da dedicare alla persona che amo in questo momento, il quale è un fan dei Beatles. ♥
Il 12/02/2012 alle 17:02 danilo ha detto:
...aggiungerei anche la cover di mina di questa straordinaria canzone....
Il 18/05/2012 alle 17:04 Chiara ha detto:
Non la conoscevo questa canzone ma appena l'ho sentita me ne sono innamorata.
Adoro le parole,il ritmo adoro tutto. Cavolo più vado avanti più capisco che i Beatles ormai fanno parte della mia vita e che sono molto meglio di quei 4 cantanti di oggi!

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