Abbey Road

Lato A
  1. Come Together (Lennon/McCartney)
  2. Something (Harrison)
  3. Maxwell's Silver Hammer (Lennon/McCartney)
  4. Oh ! Darling (Lennon/McCartney)
  5. Octopus's Garden (Starkey)
  6. I Want You (She's So Heavy) (Lennon/McCartney)
Lato B
  1. Here Comes The Sun (Harrison)
  2. Because (Lennon/McCartney)
  3. You Never Give Me Your Money (Lennon/McCartney)
  4. Sun King (Lennon/McCartney)
  5. Mean Mr. Mustard (Lennon/McCartney)
  6. Polythene Pam (Lennon/McCartney)
  7. She Came In Through The Bathroom Window (Lennon/McCartney)
  8. Golden Slumbers (Lennon/McCartney)
  9. Carry That Weight (Lennon/McCartney)
  10. The End (Lennon/McCartney)
  11. Her Majesty (Lennon/McCartney)

Pubblicazione

PCS 7088 (LP Stereo): 26 settembre 1969

Formato: LP 33 giri

Classifica

Posizione più alta: #1 per 17 settimane
Settimane in classifica: 92


Recensione

di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 24.08.2009

The Beatles - Copertina dell'album The Beatles Abbey Road

Abbey Road è un album difficile da giudicare per una serie di ragioni che vanno dalle intenzioni con cui è stato registrato all'inconsueta struttura del lato B, che con il famoso Long Medley blandisce l'ascoltatore con una sequenza di mezze canzoni che distoglie, per la sua inconsueta struttura, dalla sostanza e dalla reale qualità delle canzoni. Anche per questo i pareri, anche quelli autorevoli, sono assai discordi: da un lato George Martin che lo riteneva il suo album preferito dei Beatles. Dall'altro John Lennon che ne detestava il motivo per cui molto lo amano, appunto il Long Medley.

Sebbene i giudizi di Lennon sui Beatles e su McCartney in particolare non furono sempre obiettivi, un'analisi di Abbey Road mostra alcune effettive debolezze del progetto. Nato come premeditato canto del cigno, con McCartney che chiese a George Martin di registrare un ultimo album "come facevamo una volta", in realtà, dal punto di vista delle sedute di incisione non fu molto diverso dal White Album: i Beatles si trovavano al completo solo per incidere le basi (e neanche tutte), dopodichè l'autore della canzone si incaricava quasi completamente da solo del relativo completamento. Anche se la tensione tra i quattro era meno manifesta di quanto accadde per il White Album, non mancarono comunque episodi che mostrarono come l'armonia che traspare dalla musica fosse in gran parte frutto di autocontrollo più che di ritrovata coesione.
Rispetto al bistrattato Let It Be, troviamo suoni e arrangiamenti molto migliori, ma guardando direttamente le canzoni, entrambi gli album pareggiano il conto per quanto riguarda i grandi classici dei Beatles, tre per parte (Come Together, Something e Here Comes The Sun su Abbey Road, Let It Be, Get Back e The Long And Winding Road - con Across The Universe un gradino più indietro - su Let It Be).

Il motivo per cui molti amano Abbey Road va ricercato nella sua consapevolezza di essere l'ultimo album dei Beatles, il capitolo che chiude l'era del sogno e apre quella del mito. Pochi gruppi hanno avuto la lucidità di chiudere la loro carriera con una canzone intitolata "The End". Purtroppo, i Beatles persero interesse per il progetto prima di quanto i fan vorrebbero credere, e l'affascinante idea di chiudere con The End non resistette alla tentazione di Paul di dire ancora un'ultima parola, con Her Majesty, esattamente come John non resistette alla tentazione commerciale di recuperare Let It Be, rendendo di fatto Abbey Road il penultimo - e non l'ultimo - album dei Beatles.

Mentre John si disinteressava (anche se con professionalità e in modo non ostruzionistico) di buona parte del progetto Abbey Road e Paul eccedeva a tratti in autoindulgenza, nessuno può contestare il prezioso contributo dato dagli altri due Beatles, raramente così alto nel contesto di un intero album. George mostra al mondo la sua raggiunta maturità e contribuisce con due canzoni consacrate da Lennon come le migliori dell'intero disco. Something in particolare, oltre alle lodi che merita in senso assoluto, impedisce che l'album sia privo di una vera love ballad, genere nel quale i Beatles hanno più volte raggiunto l'eccellenza assoluta.
Ringo, oltre a ricavarsi un ruolo da protagonista in numerose canzoni, fornisce la vivace Octopus's Garden (la seconda e ultima canzone firmata da lui solo nell'intera discografia dei Beatles), che alleggerisce opportunamente l'atmosfera di un lato A che ospita gli splendidi ma fin troppo intensi contributi lennoniani.

In definitiva un ottimo album, splendidamente registrato, con un perfetto mix di suoni acustici ed elettrici, con contributi orchestrali sapientemente misurati, alcune canzoni indimenticabili e tutte, come minimo, assai piacevoli.

Commenti dei lettori

Il 27/03/2011 alle 20:08 Marco ha detto:
Di tutti i capolavori dei Beatles, Abbey Road č, secondo me, il pių grande. Ha l'unico difetto: quando Paul McCartney inizia a cantare Golden Slumbers, mi causa immancambilmente un groppo in gola: apre la bellissima sezione finale del disco che l'addio dei Beatles..

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