Yesterday

(Lennon/McCartney)

Durata: 2:03
Tonalità: Fa Maggiore

Chi ha suonato cosa in questa canzone dei Beatles?

  • Paul McCartney: voce, chitarra acustica
  • Tony Gilbert: violino
  • Sidney Sax: violino
  • Kenneth Essex: viola
  • Francisco Gabarro: violoncello

Testo

Yesterday, all my troubles seemed so far away
Now it look as though they're here to stay
Oh, I believe in yesterday

Suddenly, I'm not half the man I used to be
There's a shadow hanging over me
Oh, yesterday came suddenly

Why she had to go
I don't know, she wouldn't say
I said something wrong
Now I long for yesterday

Yesterday, love was such an easy game to play
Now I need a place to hide away
Oh, I believe in yesterday

Why she had to go
I don't know, she wouldn't say
I said something wrong
Now I long for yesterday

Yesterday, love was such an easy game to play
Now I need a place to hide away
Oh, I believe in yesterday

© 1965 Northern Songs.
I testi originali riportati su questo sito provengono da www.beatleslyricsarchive.com

Traduzione

Ieri, tutti i miei problemi sembravano così lontani
Ora pare quasi che siano tornati per restare
Oh, io credo in ieri

Improvvisamente non sono più l'uomo che ero
C'è un'ombra sopra di me
Oh ieri è arrivato improvvisamente

Perchè ha dovuto andarsene
Non lo so, non ha voluto dirlo
Ho detto qualcosa di sbagliato,
Ora vorrei tanto tornare a ieri

Ieri l'amore era un gioco così facile da giocare
Ora ho bisogno di un posto lontano dove nascondermi
Oh, io credo in ieri

Perchè ha dovuto andarsene
Non lo so, non ha voluto dirlo
Ho detto qualcosa di sbagliato
Ora vorrei tanto tornare a ieri

Ieri l'amore era un gioco così facile da giocare
Ora ho bisogno di un posto lontano dove nascondermi
Oh, io credo in ieri

Registrazione

Lunedì 14 giugno 1965
@ Abbey Road - Studio 2

Nastro/i: 1-2
Produttore: George Martin
Primo fonico: Norman Smith
Secondo fonico: Phil McDonald
[2 nastri di voce e chitarra (Paul) dopo alcune prove non registrate con altri strumenti]

Giovedì 17 giugno 1965
@ Abbey Road - Studio 2

Nastro/i: 2
Produttore: George Martin
Primo fonico: Norman Smith
Secondo fonico: Phil McDonald
[sovraincisione archi e nuova voce]

Mixaggio

Giovedì 17 giugno 1965
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: mono

Nastro/i: 2
Produttore: George Martin
Primo fonico: Norman Smith
Secondo fonico: Phil McDonald
[2 mixaggi, scelto il secondo]

Venerdì 18 giugno 1965
@ Abbey Road - Studio 2
Mix: stereo

Nastro/i: 2
Produttore: George Martin
Primo fonico: Norman Smith
Secondo fonico: Phil McDonald

Accordi

[F]Yesterday, [Em7]all my [A7]troubles seemed so [Dm]far away[Dm/C]
[Bb]Now it [C7]look as though they're [F]here to stay[F/E]
Oh, [Dm7]I believe[G7] in [Bb]yester[F]day

[F]Suddenly, [Em7]I'm not [A7]half the man I [Dm]used to be [Dm/C]
[Bb]There's a [C7]shadow hanging [F]over me[F/E]
Oh, [Dm7]yesterday[G7] came [Bb]sudden[F]ly

[A]Why [A7]she [Dm]had [C]to [Bb]go
[Dm/A]I don't [Gm6]know, she [C7]wouldn't [F]say
[A]I [A7]said [Dm]some[C]thing [Bb]wrong
[Dm/A]Now I [Gm6]long for [C7]yester[F]day

[F]Yesterday,[Em7] love was [A7]such an easy [Dm]game to play[Dm/C]
[Bb]Now I [C7]need a place to [F]hide away[F/E]
Oh, [Dm7]I believe[G7] in [Bb]yester[F]day

[A]Why [A7]she [Dm]had [C]to [Bb]go
[Dm/A]I don't [Gm6]know, she [C7]wouldn't [F]say
[A]I [A7]said [Dm]some[C]thing [Bb]wrong
[Dm/A]Now I [Gm6]long for [C7]yester[F]day

[F]Yesterday,[Em7] love was [A7]such an easy [Dm]game to play[Dm/C]
[Bb]Now I [C7]need a place to [F]hide away[F/E]
Oh, [Dm7]I believe[G7] in [Bb]yester[F]day
[F]Mmm mmm [G7]mmm mmm [Bb]mmm [F]mmm

Recensione

di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 18.04.2010

Chissà se qualcuno aveva augurato "sogni d'oro" a Paul McCartney, la notte in cui egli sognò Yesterday. Com'è noto, infatti, Paul ha sempre dichiarato di essersi svegliato una mattina con la melodia di Yesterday che gli ronzava in testa, e di essersi poi seduto al piano per registrarla prima che svanisse.

Unanimemente accettata la spiegazione del come la canzone ebbe origine, ben più complessa è la questione del quando. George Martin ha insistito nel collocare l'origine del brano all'inizio del 1964, indicandolo come composto all'hotel George V di Parigi; tale ricostruzione appare tuttavia improbabile per il fatto che in tal caso la canzone avrebbe dovuto attendere un anno e mezzo - e due dischi - prima di essere pubblicata.

Inoltre, Richard Lester, regista di Help!, ricorda Paul McCartney che suonava in continuazione, sul set, Yesterday al pianoforte, ancora con il testo iniziale, Scrambled Eggs (uova strapazzate: Paul utilizzò le prime parole che gli vennero in mente, o la prima cosa che vide, da cui Scrambled Eggs, oh my baby how I love your legs). Il testo originale compare in un libro di Jane Asher (Things He Said Today), che smentisce il verso sulle gambe, suggerendo questi versi - decisamente non all'altezza di quelli definitivi!

Scrambled eggs
Have an omelet with some muenster cheese
Put your dishes in the washbin please
So I can clean the scrambled eggs

Join me, do
There are lots of eggs for me and you
I've got ham and cheese and bacon too
So go get two and join me, do

Fried or sunny-side
Just aren't right. The mix-bowl begs.
Quick - go get a pan
And we'll scram-ble up some eggs, eggs, eggs, eggs.

Scrambled eggs
Good for breakfast, dinnertime or brunch
Don't buy six or twelve - buy a bunch
And we'll have lunch on scrambled eggs

Sebbene McCartney abbia dichiarato - e mai smentito - di aver scritto la canzone durante un tour, in Francia, nel 1964, è risaputo che, per la folle frenesia dei loro impegni dell'epoca ed il grandissimo numero di canzoni sempre in circolazione, le dichiarazioni dei Beatles e delle persone del loro entourage sono spesso inattendibili.

Alla luce dei fatti sopra esposti oggi si tende a collocare la composizione di Yesterday verso i primi mesi del 1965 (a casa di Jane Asher a Wimpole Street, compatibile anche con la presenza del pianoforte al risveglio), ed il suo completamento, probabilmente entro un paio di mesi dalla composizione, verso maggio/giugno.

Anche il significato del testo definitivo, apparentemente lineare, è oggetto di dibattiti: molto dopo la pubblicazione della canzone, McCartney dichiarò che la canzone era stata scritta per la madre, morta quando lui aveva 14 anni. Sebbene sia un'argomentazione suggestiva, alla luce di dichiarazioni simili, e poco verosimili, su altre canzoni, in particolare Blackbird che sarebbe dedicata ai diritti delle donne di colore, viene facile pensare che questa interpretazione possa essere stata concepita a posteriori.

Ulteriori misteri avvolgono le date di registrazione della canzone, così come la scelta di registrarla con la chitarra accordata un tono sotto, quando McCartney era perfettamente in grado di cantare il brano in Sol (come avrebbe poi sempre fatto, in seguito, eseguendo il brano live), una tonalità che non avrebbe creato alcun problema agli archi arrangiati da George Martin.

Nell'immaginario collettivo, Yesterday rimane la canzone, non solo dei Beatles, per antonomasia. Con la sua melodia ampia e struggente, la sorprendente progressione armonica e le espressive irregolarità di fraseggio, è un brano di indiscutibile bellezza, che merita pienamente l'irripetibile successo che ha avuto e continua ad avere. Inserita nel Guiness dei Primati per l'ineguagliato numero di cover registrate da altri artisti (oltre 3.000, passando da Elvis Presley a Joan Baez passando per Frank Sinatra, Ray Charles e Placido Domingo), Yesterday viene costantemente insignita di altri riconoscimenti in ogni periodica classifica sulle più grandi ballate di tutti i tempi o sui brani più importanti del XX secolo.

Nell'economia della carriera dei Beatles, Yesterday ebbe due importanti effetti: in primis svelò la portata del possibile contributo di George Martin e di musicisti esterni con i loro strumenti classici, una possibilità che di lì a poco più di un anno avrebbe stravolto l'approccio musicale e discografico dei Beatles. Inoltre, fu la prima delle canzoni registrate senza il contributo di tutti i Beatles: una soluzione sorprendente, dovuta alla scarsa efficacia della versione realizzata dai Beatles al completo (con tanto di organo e batteria), e sgradita ai compagni di Paul come a Brian Epstein, ma che sarebbe tornata con notevole regolarità (sfruttata soprattutto da McCartney) negli anni seguenti, minando l'unità della band e accelerandone il processo di disgregazione.

A causa del desiderio, anche commerciale, di presentare i Beatles come un tutt'uno ed evitare eccessivi individualismi, la canzone non fu pubblicata come singolo in Gran Bretagna fino al 1976, quando non andò oltre all'ottavo posto in classifica.

Commenti dei lettori

Il 21/11/2010 alle 15:12 Brian ha detto:
La scelta della tonalità in Fa pare sia stato un omaggio di Martin al Quartetto d'archi in Fa maggiore op. 18 n. 3 di Beethoven. In ochi caso la preferisco in Fa. In Sol diventa più urlata, da concerto live.
Il 23/11/2010 alle 07:41 Pepperland ha detto:
Questo proprio non lo sapevo :D Sono d'accordo che in Fa suoni più aggraziata, ma la chitarra accordata un tono sotto dovrebbe suonare più acquosa (prendi ad esempio Come As You Are dei Nirvana) di quanto non sia. Un po' di mistero rimane. Ad ogni modo, fonte di questa informazione? Grazie :D
Il 04/03/2011 alle 19:15 Cleo ha detto:
A mio parere, non è "una canzone di Paul McCartney" ma è "la canzone di Poul McCartney". Bellissima.
Il 27/09/2011 alle 12:26 Giorgio ha detto:
Precisazione: la tonalità del disco è FA maggiore; dal vivo la tonalità è la medesima, ma Paul la suona in diteggiatura di SOL: così facendo evita un gran numero di accordi col barrè e la tecnica del finger-picking risulta meno impegnativa (e dolorosa)!
Il 02/05/2012 alle 16:29 giovanni ha detto:
ok, è bellissima, e su questo non ci piove.
ma non capisco perchè quando chiedi ad uno ''conosci paul mccartney? conosci qualche canzone??'', uno che
non ne sa molto di lui dice poco oltre a yesterday.
sarà anche una canzone stupenda, ma ritengo che paul mccartney abbia composto canzoni (durante il periodo beatles, s'intende) ugualmente belle, se non di più.
hey jude, here there and every where, let it be, the
long and winding roads, i will (forse i will è un po' meno bella di yesterday), solo per citarne alcune, tra le più famose.

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