A Collection Of Beatles Oldies (But Goldies!)
Lato A
- She Loves You (Lennon/McCartney)
- From Me To You (Lennon/McCartney)
- We Can Work It Out (Lennon/McCartney)
- Help! (Lennon/McCartney)
- Michelle (Lennon/McCartney)
- Yesterday (Lennon/McCartney)
- I Feel Fine (Lennon/McCartney)
- Yellow Submarine (Lennon/McCartney)
Lato B
- Can't Buy Me Love (Lennon/McCartney)
- Bad Boy (Williams)
- Day Tripper (Lennon/McCartney)
- A Hard Day's Night (Lennon/McCartney)
- Ticket To Ride (Lennon/McCartney)
- Paperback Writer (Lennon/McCartney)
- Eleanor Rigby (Lennon/McCartney)
- I Want To Hold Your Hand (Lennon/McCartney)
Recensione
di Luca Biagini | Ultimo aggiornamento: 26.02.2011
Questa sciagurata raccolta di brani troppo diversi tra loro, e mescolati senza nessun ordine apparente, si rese necessaria alla fine del 1966, quando fu evidente che, dopo il trionfo di Revolver, i Beatles non sarebbero stati pronti con il nuovo album nei tempi necessari per sfruttare il propizio periodo natalizio.
Poichè il progetto iniziale di Brian Epstein e George Martin prevedeva l'uscita di due LP all'anno, la EMI prontamente realizzò il primo Greatest Hits dei Beatles. Sfortunatamente, questo accadde proprio nel più significativo momento di transizione della band, così che i brani contenuti, sebbene registrati in solo tre anni di attività, finiscano per risultare troppo distanti tra loro, senza che l'appartenenza ad un progetto comune - che efficacemente rimediava al problema in Revolver - possa limitare la percezione di un ascolto quasi radiofonico.
Il risultato è una sequenza sconnessa di splendide canzoni, su cui si baserà in gran parte la successiva raccolta The Beatles 1962-66, che però avrà l'indubbio vantaggio di presentare i brani in ordine cronologico, separando in due diversi dischi la primissima fase di Beatlemania dal più maturo e personale percorso musicale iniziato con Rubber Soul.
Al di là di questo, e nonostante il meglio della loro produzione fosse ancora di là da venire, qualsiasi gruppo al mondo farebbe carte false per avere una simile raccolta di successi; l'unico brano che sfigura, in mezzo a tanti capolavori di composizione e/o di popolarità, è la modesta cover di un insipido brano di Larry Williams, Bad Boy. La presenza di questa canzone minore è giustificata solo dal fatto che finora era uscita soltanto negli Stati Uniti; in questo modo, affinchè anche i fan britannici potessero disporre di tutte la canzoni registrate dai Beatles, dovevano necessariamente acquistare quest'album. La mossa, naturalmente, funzionò soltanto sui fan più irriducibili, ma le vendite furono comunque onorevoli.
All'epoca, A Collection Of Beatles Oldies But Goldies offriva la comodità di ascoltare su 33 giri alcuni brani disponibili solo su 45 giri, giocando un ruolo, seppur minore, nel percorso di nobilitazione dell'LP che i Beatles avevano intrapreso quasi inconsapevolmente con Rubber Soul e più deliberatamente a partire da Revolver; quegli stessi brani furono altresì resi per la prima volta disponibili in versione stereo. Poco rilevante alla sua uscita, oggi questo disco è completamente inutile, superato dalle successive raccolte, soprattutto le già citate The Beatles 1962-66 e 1967-70 e i due volumi di Past Masters.
Content management system & hosting: courtesy of Gruppo Modulo | © 2003-2012 Luca Biagini except where noted otherwise.

Commenti dei lettori
Era il 1988, per il mio 13mo compleanno mio parde mi regalò la cassetta di questa "sciagurata raccolta"....è stato amore alla prima nota, da allora non ho più smesso di ascoltare i Beatles.
Personalmente la adoro!!!!!!
Sciagurata raccolta? Quando si scrive una recensione bisognerebbe avere il buon gusto di esprimere la propria (legittima) valutazione badando a non essere iperbolici e indelicati nei confronti delle innumerevoli persone che hanno amato, amano e ameranno questa collezione formidabile nel contenuto e, mi spiace per il recensore, indimenticabile nel titolo e nella copertina. Tant'è che egli stesso, obtorto collo, è costretto ad elencare tutti i motivi di interesse storici, commerciali, artistici di quest'opera (pur spacciandoli strumentalmente per difetti). Love.
Fab, il senso delle recensioni non è creare empatia, ma dare un giudizio, che poi si è naturalmente liberi di non condividere. Qualsiasi raccolta di canzoni dei Beatles, fossero pure sorteggiate, sarebbe un capolavoro, ma nell'economia della carriera dei Beatles, questo disco non aggiunge nulla - il che non delegittima minimamente l'amore che tu o chiunque altro possiate provare per esso.