Archivio di ottobre 2007
Intervista a Richard Lester su Help!
29 ottobre 2007
Repubblica riporta qualche stralcio dell'intervista a Richard Lester che dovrebbe essere contenuta nella nuova versione di Help! in DVD prevista per domani 30 ottobre.
Mister Lester, i Beatles erano bravi attori?
Direi proprio di no. Erano però grandissimi artisti. E in Help! interpretano sostanzialmente loro stessi, riuscendoci alla perfezione. Questo nonostante intoppi di ogni tipo, dalle location ai fan che erano appostati in ogni angolo.
Fu una sua scelta quella di andare, per le riprese, dalle nevi austriache al sole delle Bahamas?
Era l'effervescenza di Brian Epstein (il manager fino al '67, l'anno della sua morte, NdR) in realtà. Eravamo a Londra e lui fece una telefonata, non so bene da dove, solo per dire "dovete filmare anche alle Bahamas". Non ho mai capito perché, però è stato divertente.
Immagino che il copione, quindi fosse abbastanza fluttuante.
Non più di tanto, in realtà. Le battute di John, Paul, George e Ringo erano molto precise. L'improvvisazione era nelle sequenze. Quella in Austria, per esempio, con i quattro sulla neve, E' stata girata a ruota libera: abbiamo dato loro gli sci, non li avevano mai usati, e... ciak. Il risultato fu parecchio spassoso.
Chi era il suo preferito?
Di certo ero amico di John. Per questo l'ho poi coinvolto in Come ho vinto la guerra. Però qui erano, ancora, un vero collettivo. Si sostenevano a vicenda e coprivano un posto preciso: ognuno il suo. Harrison, per esempio, era il più diligente, Ringo il più stralunato, Paul quello bello. Di John posso dire che sembrava un agitatore. Si divertiva a mettere tutto a soqquadro.
All'interno del film, ci sono veri e propri videoclip.
Sì. Non dovrei dirlo, ma mi sembrano ancora attuali. I Beatles sono magnifici, quando hanno gli strumenti in mano, quando cantano; non sembrano nemmeno doppiati. Il fatto che fosse la prima volta che si vedevano a colori ci ha impegnato a dare un ricordo memorabile, per gli appassionati.
E ce l'avete fatta?
Non guardavo Help! da quarantadue anni. Mi colpisce ancora l'ottimismo, la vitalità che documenta. E' il 1965: un momento quasi magico, di sospensione delle coscienze. C'è un ottimismo, illogico finché vuole, che nel giro di tre anni sarebbe totalmente sparito. E' un documentario sull'innocenza del pop. Spero che finisca nelle mani di molti ragazzi di oggi. Potrebbe comunicare un po' di gioia, come solo i Beatles, all'epoca sapevano fare. Per questo, io sarò sempre grato a tutti loro.
News a cura di Antonio "Tony Face" Bacciocchi
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